L’ESULTANZA DI GIACOMO RASPADORI DOPO IL GOL ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Raspadori fatica a imporsi: contro la Moldavia prestazione opaca e un momento complicato anche con l’Atletico Madrid. Cosa sta succedendo?
L’Italia ha vinto anche contro la Moldavia, proseguendo la striscia positiva con Gattuso, ma senza convincere. Il successo non cancella la prestazione poco convincente degli azzurri, né quella dei singoli. Tra i giocatori da cui ci si aspettava decisamente di più c’è anche Giacomo Raspadori.
L’ex Napoli ha smistato molti palloni, sì, ma a parte un paio di conclusioni non è praticamente mai riuscito a essere davvero incisivo né ad accompagnare Scamacca con continuità. Il gol in Nazionale manca dalla gara con Israele dell’8 settembre, e con la nuova coppia Retegui-Kean lo spazio rischia di ridursi ancora. La sensazione è che a Raspadori manchi sempre quel famoso “qualcosa in più” per diventare un protagonista vero, continuo, affidabile.
L’ESULTANZA DI GIACOMO RASPADORI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
L’estate scorsa è volato in Spagna per cercare più continuità dopo anni da comprimario nel Napoli, ma all’Atletico Madrid la situazione non è cambiata. Anzi: nell’ultimo mese e mezzo ha giocato solo 12 minuti totali in campionato, mentre in Champions è rimasto in panchina contro Arsenal e Union Saint-Gilloise.
Finora ha messo insieme 1 gol e 1 assist in 9 partite: numeri che non possono soddisfarlo e che non lo aiutano a ritrovare fiducia. La concorrenza, poi, non è esattamente semplice da gestire: Griezmann e Julián Álvarez sono due fuoriclasse che inevitabilmente gli tolgono spazio e centralità. Non il contesto ideale per rilanciarsi, insomma.
Nonostante questo momento complicato, il tempo è ancora dalla sua parte. A 25 anni Raspadori resta un attaccante giovane, moderno, duttile, dotato di grande tecnica e intelligenza tattica. Ha tutte le qualità per imporsi davvero, sia all’Atletico sia in Nazionale, purché ritrovi fiducia, continuità e un contesto capace di valorizzarne le caratteristiche.
Col senno di poi, forse, lasciare l’Italia non è stata la scelta migliore. Anche perché, paradossalmente, oggi al Napoli servirebbe più che mai.
Aggiornato al 14/11/2025 19:11
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