ARTEM DOVBYK IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Serie A, una nuova “malattia” dilaga: la penuria di gol da parte degli attaccanti. Riguarda soprattutto Roma e Juventus ma promette di diffondersi sempre più.
Baschirotto, Dimarco, Kempf, Østigård, Pavlović e Terracciano: in alcuni casi determinanti per la vittoria, questi giocatori sono tutti accomunati dal loro ruolo in campo, quello di difensori, e dal fatto di aver segnato almeno due gol dall’inizio di questa stagione in Serie A.
D’altronde, è accaduto anche in Nazionale nell’ultima partita disputata dall’Italia contro la Moldavia, vinta 2-0: il primo gol è arrivato da Gianluca Mancini, difensore della Roma. Dopo, solo dopo, è arrivato il gol del giovane attaccante nerazzurro Pio Esposito, ancora a secco in campionato.
A guardare la classifica dei migliori marcatori del nostro campionato di quest’anno salta subito all’occhio che a segnare molti gol non sono solo gli attaccanti, come previsto, ma anche i centrocampisti: al primo posto ex aequo con il capocannoniere Orsolini del Bologna, ad esempio, c’è il centrocampista dell’Inter Calhanoglu a quota 5 gol, così come compaiono De Bruyne e Anguissa del Napoli, nonché Nico Paz del Como, tutti mediani e a quota 4 gol.
Perché gli attaccanti del nostro campionato segnano sempre meno? Non c’entrano solo gli infortuni, che in alcuni casi hanno falcidiato l’intero reparto di attacco di alcune squadre – leggi alla voce Roma – ma le motivazioni alla base di questa penuria da gol sono anche di carattere strategico.
Sicuramente uno dei primi fattori è la difficoltà nel trovare superiorità numerica negli ultimi 30 metri: in generale, le squadre italiane sviluppano poco gioco sul corto vicino all’area.
Un altro fatto è la mancanza di attacchi verticali e di profondità: sono pochi i lanci diretti, come le corse alle spalle della difesa.
Un altro motivo è che i centravanti sono poco serviti: molti attaccanti ricevono meno di 20 palloni giocabili a partita.
Ultima, ma non meno importante, è la mancanza di specializzazione dei giocatori. Oggi gli attaccanti devono fare e saper fare troppe cose: pressing, raccordo, sponde. Questo surplus di ruoli e mansioni li porta ad essere meno killer al momento propizio.
E voi cosa ne pensate? Scrivetecelo nei commenti!
Aggiornato al 16/11/2025 15:54
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