Giocatori all'attacco: i bersagli non solo le porte avversarie bensì i due organi che regolano il calcio a livello europeo e mondiale: UEFA e FIFA.
Il malcontento verso
UEFA e
FIFA cresce: le riforme in termini di calendario attizzano il fuoco delle proteste dei giocatori stessi. Che si trovano a dover disputare un numero sempre crescente di partite senza il giusto riposo.
Il calendario è ora fittissimo: oltre ai campionati, la nuova
Champions League con un maggior numero di squadre (36 anziché 32) e un unico girone, le coppe nazionali, gli impegni nelle varie Nazionali e, ultimo ma non meno importante, il
Mondiale per Club.
Gli ultimi a riservare critiche alle due società sono stati
Kevin De Bruyne e
Dayot Upamecano. Il primo ha parlato alla vigilia della partita di
Nations League tra
Belgio e
Israele, il secondo prima di
Belgio-Francia.
UEFA e FIFA, le critiche di De Bruyne
Queste le dichiarazioni di De Bruyne in conferenza stampa: "Il problema sarà evidente quando finirà il Mondiale per Club. Ci saranno solo tre settimane tra la finale e l’inizio della Premier League. Tre settimane per riposare e prepararsi per altre 80 partite. Ma a loro non importa".
Sul Mondiale per Club
"Sono i soldi a parlare. Magari quest'anno riusciremo a gestirlo, ma il prossimo sarà un disastro. La PFA in Inghilterra e le associazioni dei giocatori altrove stanno cercando soluzioni, ma UEFA e FIFA continuano ad aggiungere partite. Non si è trovata una soluzione".
Il punto di vista di Upamecano
Questo lo sfogo del nazionale francese: "Ci sono troppe partite, e così diventa difficile giocare al livello che i tifosi si aspettano. Spero che FIFA e UEFA se ne accorgano. Il rischio infortuni è alto, ne abbiamo già avuti due e se non si cambia qualcosa, ce ne saranno altri."
Il malcontento serpeggia. Gli allenatori riflettono
Le critiche al calendario troppo fitto non sono nuove: tra gli scontenti ci sono, tra gli altri, anche Bernardo Silva e il tecnico del Real Madrid Carlo Ancelotti.
Queste le parole del portoghese: "Il calendario è completamente folle. Giochiamo, per mesi, ogni 3 giorni. Trascorro pochissimo tempo con la mia famiglia e i miei amici".
L'allenatore dei Blancos ha anche proposto, come soluzione, la possibilità di dare "ferie" non solo estive ai propri giocatori. Questa la sua idea, espressa lo scorso agosto: "Stiamo pensando di dare giorni di vacanza durante la stagione ad alcuni giocatori, in maniera individuale. L’idea è quella che magari una settimana uno non gioca e se ne va a riposare con la sua famiglia.
Ci siamo pensando con lo staff medico e i preparatori, lo stiamo valutando soprattutto per quei giocatori impegnati anche con le rispettive Nazionali: questi hanno davvero pochissimo riposo, non hanno nemmeno un giorno di vacanza”.
I numeri, d'altronde, parlano forte e chiaro: un giocatore del calibro di Jude Bellingham ha già all'attivo 251 presenze in Prima Squadra: 5 volte di più di David Beckham quando aveva la sua stessa età.
La fame di profitto, però, incalza.