Categorie: Le interviste

Celik, il calcio in Turchia è una cosa seria

Ieri si è tenuta la conferenza stampa di Zaki Celik, nuovo giocatore giallorosso. A tradurre per lui è stata la connazionale Nazli Birgen, grande tifosa.

Birgen è una traduttrice e sociologa grande appassionata di calcio: abbiamo scambiato con lei due parole sul calcio in Turchia e su Celik, quarto giocatore turco ad approdare alla Roma.

Nazli, quanto è importante il calcio in Turchia?
“Il calcio in Turchia è veramente una grande passione: le tifoserie sono infuocate, moltissime persone vivono letteralmente di calcio. Ci sono persone che si svegliano la mattina e la prima cosa che guardano è il calcio.

Durante il giorno ne parlano, nel weekend non si perdono neanche una partita. Ci sono persone che si indebitano pur di poter vedere le partite o pur di comprarsi gli abbonamenti.

E’ una passione che si trasmette di padre in figlio, ma anche di padre e di madre in figlia”.

Anche le donne sono molto presenti nelle tifoserie?
“Sì, assolutamente. In misura minore, come spesso accade anche in Italia, ma sono presenti. Soprattutto negli ultimi 5 anni si vedono molte donne allo stadio e anche il calcio femminile turco sta ricevendo molta attenzione.

Ci sono club che investono in tal senso ed esiste un campionato vero e proprio di calcio femminile: ci sono sia tifose che giocatrici donne”.

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Anche in Turchia c’è il problema della disparità di trattamento delle giocatrici di sesso femminile?
“Sì, assolutamente, ed è un problema che andrebbe risolto a livello mondiale. Bisogna dare la dovuta rappresentanza alle donne e deve essere permesso loro di vivere di sport.

I percorsi di professionalizzazione devono essere avviati, a prescindere dal tipo di sport. Può essere il calcio come il curling”.

Prima di oggi tu conoscevi bene Celik e la sua carriera? Lo seguivi da tifosa?
“Assolutamente, lui è un giocatore che noi in Turchia conosciamo bene e apprezziamo molto. E’ un titolare della Nazionale ed è uno dei nostri difensori di riferimento. Lo seguivo già da prima, anche al Lille.

Ci ha giocato quattro anni, in Francia ha vinto un campionato (2020-’21, ndr) e tra l’altro in squadra aveva due compagni turchi (Yilmaz e Yazici, ndr), che hanno lavorato molto bene anche loro.

Per noi, avere una squadra francese che ha sfidato un colosso come il Psg nel campionato francese con ben tre giocatori turchi al suo interno è stato motivo di orgoglio nazionale”.

Per quali squadre tifi?
“Sono due: il Beşiktaş (sesto in classifica del campionato di Süper Lig nella scorsa stagione, ndr) in Turchia e la Roma in Italia. Il cuore è diviso ma l’amore è uno solo: quello per il calcio.

Seguo tutte le squadre, mi piace il gioco in generale. Poi da tifosi si fa una scelta, nel mio Paese ho fatto una scelta che ho ereditato da mio padre, grandissimo tifoso”.

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Come sei diventata tifosa giallorossa?
“Grazie a un’amica romanista: lei ha adottato la mia passione per il Beşiktaş, e io in cambio ho adottato la sua passione per la Roma”.

Aggiornato al 12/07/2022 9:58

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Pubblicato da
Giulia Bucelli

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