Eugenio Corini: Tonali come Daniele De Rossi, Veretout unico regista della Roma e Napoli di Spalletti da scudetto. Poi il lavoro di Di Francesco e Tudor all’Hellas Verona, il ritorno in panchina e la valutazione del lavoro di Italiano.
Eugenio Corini, ex calciatore e allenatore, è stato intervistato ai microfoni de “il Diabolico e il Divino”, trasmissione condotta da Giuseppe Falcao, Simone LP e Gabriele Ziantoni, in onda su New Sound Level 90FM dal lunedi al venerdì dalle 17 alle 19. Ecco, di seguito, le sue parole:
Tu sei stato l’allenatore di Sandro Tonali, cosa pensi di lui?
“Tonali mi ricorda Daniele De Rossi, quest’anno sta dimostrando di essere pronto per la Nazionale. Può diventare un titolare della nazionale, ne ha le capacità come sta dimostrando quest’anno dopo un anno di orientamento in cui non è riuscito a esprimere tutto il talento di cui è in possesso.
È un giocatore che sa costruire, sa interdire e sa rilanciare l’azione e io spesso l’ho paragonato a Daniele De Rossi sia per le sue qualità tecniche che per le sue capacità di leadership e per il suo carattere trascinante”.
Chi è stato il miglior regista della storia secondo te?
“Se parliamo di registi puri penso che Andrea Pirlo sia stato l’emblema di cosa vuol dire giocare al centro del campo, un calciatore totale con una tecnica e una personalità incredibile, a livello aerobico era molto resistente ed era molto intelligente. Io poi ho sempre avuto una grande passione per Daniele De Rossi per le sue doti di equilibratore e di giocatore squadra, uno di quelli che basta guardare negli occhi per capire la sua spinta emotiva e la leadership“.
Come vedi il centrocampo della Roma?
“La Roma non ha un regista, Veretout è l’unico che potrebbe ricoprire quel ruolo. Io credo che alla Roma ci siano tutti centrocampisti con spiccate doti offensive, lo stesso Veretout esprime il suo meglio quando gioca da centrocampista avanzato, non esiste oggettivamente un vero regista, quello che ha più attitudini può essere Veretout perchè Cristante è più un equilibratore che un centrocampista di impostazione“.
L’avvocato Agnelli ti disse che sembravi metà Giannini e metà Falcao, tu a chi ti sentivi più simile da giocatore?
“È stato un grande complimento, perlopiù ricevuto da una persona così importante e un grande conoscitore di calcio, essere paragonato ad un mio idolo giovanile come Falcao e ad un altro idolo come Giannini. Giannini aveva tutto, era un dieci prestato al centro del campo. Sono stati due giocatori straordinariamente importanti per la Roma”.
Ti piace l’Hellas Verona di Tudor?
“Di Francesco meritava di rimanere sulla panchina del Verona, ma Tudor sta facendo benissimo sul solco tracciato da Juric. Sarà una partita difficile per la Roma. Vorrei iniziare col dire che anche Di Francesco secondo me stava facendo un buonissimo lavoro ma aveva avuto parecchia sfortuna nelle prime tre partite.
Penso che Di Francesco meritasse di continuare il proprio lavoro ma sicuramente Tudor è subentrato e sta facendo cose molto importanti sul solco di Ivan Juric. Il Verona è una squadra che sa pressare, sa giocare ed è sempre molto pericolosa. Non sarà una partita facile per la Roma domani”.
Il lavoro di Spalletti a Napoli, ti convince?
“Sta facendo un grande lavoro, nonostante gli infortuni è ancora in corsa per lo scudetto. Io ho grande stima di Spalletti, ha allenato in tutte le piazze più importanti e ha sempre lasciato un segno e lo sta facendo anche a Napoli nonostante gli infortuni abbiano depauperato un po’ il valore tecnico della squadra in alcuni momenti clou. È ancora in corsa per lo scudetto e con un po’ di fortuna lotterà fino alla fine e dunque abbiamo un’altra conferma della qualità del suo lavoro”.
Un pronostico su Juve -Torino?
“Difficilmente faccio pronostici, la vedo come una partita molto aperta, il Torino sa giocare e il Derby su sponda granata viene preparato con grande attenzione e grande voglia di dimostrare qualcosa. La Juve dovrà sudare per vincerla, sarà una bella partita”.
Una parola su Roberto Baggio nel giorno del suo compleanno?
“Giocatore straordinario come tutti abbiamo visto, ragazzo di un’umiltà unica nonostante fosse un’icona del nostro calcio e nonostante abbia vinto il Pallone d’Oro”.
Quando rivedremo Eugenio Corini su una panchina?
“Stiamo aspettando l’occasione giusta, io e il mio staff siamo sempre pronti e non vediamo l’ora di tornare in panchina”.
Cosa pensi di Vincenzo Italiano?
“Le sue squadre hanno un’identità precisa, sa stimolare i suoi giocatori e sta facendo molto bene come a sempre fatto quindi gli auguro di approdare nei prossimi anni in un top club”.
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