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Esclusiva CS, Flachi: “Sono innamorato di Mourinho. Sugli allenatori e sulla Sampdoria vi dico che…”

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L’ex calciatore Francesco Flachi della Sampdoria e Fiorentina ha rilasciato un’intervista al nostro collaboratore Giuseppe Falcao, in esclusiva ai microfoni di Calcio Style e Romanews24.

Face to face con Francesco Flachi

Partiamo da te. Stai giocando in questo momento?

“Ora gioco in promozione, alla Praese, ma giocare è un parolone grosso, diciamo che corricchio (ride, ndr.).

Sto bene, sono felicissimo, mi sento ancora bene per quello che posso dare.

Non posso andare contro la natura però giocare mi fa stare bene di testa.

Spero che la mia presenza, essendo a Genova, in cui ho un approccio diverso con la gente, possa dare un aiuto ai ragazzi, anche per gli errori che ho fatto.

Lavoro anche con il settore giovanile, faccio tecnica individuale.

Quindi mi auguro che la mia esperienza di calcio e di vita sia utile, uno per non commettere più gli errori che ho fatto, per non buttare via la carriera, e due con la mia esperienza posso insegnare”.

Samp-Roma, che partita ti aspetti? Alla Samp servono punti…

Assolutamente si, ora con il cambio dell’allenatore si cerca di trovare delle motivazioni nuove.

Non sarà una partita facile per nessuna delle due squadre, come tutte le partite tra l’altro.

Il punto di Bologna può portare sicuramente un po’ di tranquillità dopo il periodo che c’è stato, anche nel portare le nuove idee di Stanković, che ha avuto un’altra settimana per stare con la squadra.

A livello di campo sono sicuro che il nuovo mister stia lavorando molto a livello mentale perché in un momento in cui le cose non vanno bene bisogna lavorare prima sulla testa.

La Samp poteva essere più fortunata in certe occasioni e avrebbe potuto avere qualche punto in più.

Credo che Stanković stia cercando di ridare credibilità al gruppo dando la possibilità a tutti di giocarsi il posto.

questo sicuramente può essere un’arma in più, poi c’è il campo che è il verdetto di tutti quanti”.

Vialli e la Samp

Quanto sta influendo sulla squadra il discorso del cambio societario? Si parla della cordata di Vialli

“Ti devo dire la verità, queste cose non fanno parte dello spogliatoio ma della società, però possono intaccare a livello mentale dato che si parla poco della partita dando la priorità ad altri argomenti. Questo può deconcentrare, influendo sull’andamento del campionato.

La Sampdoria è ultima n classifica, nonostante essa non rispecchi quello che la squadra ha fatto realmente.

Anche da parte dei tifosi può esserci un po’ di demoralizzazione perché questa settimana doveva esserci l’ufficialità e invece non si è visto nulla. E questo dispiace”.

Pensi che Vialli possa essere la persona adatta a riportare la Sampdoria a buoni livelli?

“Io non so quanto ci sia dentro Gianluca (Vialli, ndr.), so che nella trattativa degli anni passati aveva avuto la possibilità di contattare delle persone che avrebbero preso la Samp.

Magari ci fosse dentro la società gente come Vialli, che hanno dato tanto, e continuano a dare tanto, per questa squadra, per il calcio e per la città di Genova.

Per la città sarebbe il massimo se ci fosse una persona come Gianluca.

Vialli oltre a svolgere altri ruoli può influire molto a livello di campo, essendo una persona di carisma, con cui i giocatori si possano sentire considerati importanti da una persona così vicina”.

Se dovesse arrivare una chiamata della Samp, in qualche ruolo, cosa ti piacerebbe fare?

“Ma magari! Ora col fatto che sto giocando non posso prendere il patentino, questo sarà l’ultimo anno, anche perché ho 48 anni, non posso continuare oltre.

Non sarebbe bello nemmeno per il contorno.

Mi era rimasta la voglia dall’anno scorso perché giocai poco e niente a causa di una situazione con l’allenatore perché pensava volessi rubargli il posto.

Ora voglio andare a prendere il patentino e allenare, mi piace stare nel gruppo, vivere lo spogliatoio. Ripeto, cerco di dare il mio contributo per l’esperienza calcistica”.

Francesco Flachi e gli allenatori in Serie A

Un parere su Mourinho, ti sarebbe piaciuto averlo avuto come allenatore?

“Io sono innamorato di Mourinho, sia come allenatore che come persona, perché mi sembra, perlomeno per come piace a me il calcio, che dia delle emozioni.

È una persona che sa stare nel calcio, è intelligente, capisce quello che deve fare e quello che non deve fare.

Io penso che chi sia allenato da Mourinho sia fortunato, perché questo può essere un insegnamento per il presente ma anche per un futuro fuori dal calcio.

Non c’è un giocatore che parli male della persona di Mourinho e questo lo rende grande.

e’ questo che lo porta a raggiungere degli obiettivi anche se delle volte sono difficili da raggiungere, come la vittoria della Conference l’anno scorso”.

Su Spalletti

“Spalletti ha l’esperienza di un grande allenatore, riesce sempre a ottenere risultati.

È vero che poi ha vinto all’estero, ha vinto qualcosa in Italia, però ora si è completato.

Non era facile per nessuno ribaltare Napoli, perché veniva da un ciclo veramente importante, con giocatori importanti.

Ti devo dire la verità, non pensavo che il Napoli partisse in questa maniera dopo il calciomercato che ha fatto, però è stato bravo lui.

La società ha rischiato perché perdere Mertens, perdere Insigne, perdere Koulibaly ti può dare una mazzata e invece c’è stata una rinascita da parte di tutti quanti.

Spalletti è stato bravo sotto questo punto di vista.

Ora Lobotka, che con Fabián Ruiz non giocava mai, sembra un altro giocatore,.

Il 77 io credo che sia, insieme a Leao, il giocatore più forte, Politano e Lozano sono altri grandi giocatori.

Sicuramente la presenza di chi è andato via influiva un po’ mentalmente in campo sul rendimento degli altri.

Non con cattiveria perché quello che hanno fatto quei giocatori sono grandi cose.

Io sono arrivato alla Samp l’anno dopo che andò via ma lo conosco bene essendo di Firenze, a me piace anche per la personalità e poi fa giocare bene le squadre, già a partire dalla Roma”.

Su Allegri

“La Juve è cambiata tutta, c’era un’altra mentalità prima.

Se ci fossero tre o quattro giocatori, come Chiellini, Barzagli, Buffon, ora non si ritroverebbe in questa situazione.

È cambiata la mentalità perché sono cambiati un po’ i giocatori.

Nonostante per me rimanga una buona squadra, è rimasto solo Bonucci dei vecchi ma può influire poco.

Poi ora il giovane non è più come prima, si isola molto, crea poco gruppo e quindi sta facendo fatica la squadra.

La Juve non la do mai per finita perché riesce sempre a uscire da queste situazioni, bisogna stare attenti.

Di Maria ancora ha problemi fisici e non si è espresso del tutto, mettici dentro anche Pogba.

Non si capisce il motivo per cui Chiesa non rientri ancora, queste assenze hanno creato ancora più problemi.

Non penso che sia una colpa di Allegri, è vero che sei l’allenatore e quindi sei la prima persona che paga, però in campo ci vanno i giocatori, e li giocano alla Juve non in una squadra qualsiasi.

Quando arrivi lì devi essere già un campione, e in questo momento in Italia si fa fatica a trovarne”.

La Nazionale

Parlando di nazionale, tu sei stato un “dieci” importante, un parere su Raspadori

“Grande giocatore, e si vede nonostante la giovane età.

È un ragazzo che ha la testa sulle spalle, si vede subito perché è passato dal Sassuolo al Napoli, in una città importante, in un campionato con pressioni, la Champions.

Lui non ha fatto nemmeno fatica, credo sia una dota che abbia dentro e in prospettiva futura secondo me diventerà un grande giocatore.

Di solito il cambio e le pressioni portano un po’ di problemi e invece lui si è inserito alla grande e sta trascinando il Napoli come se giocasse da dieci anni”.

Tornerà sicuramente in campo Nicolò Zaniolo, che ne pensi del ragazzo?

“Secondo me lui è stato sfortunato per i due infortuni, è normale che poi ritrovarsi non sia facile.

Quando ci si rompe il ginocchio non è per niente facile, credo che gli vada dato il tempo senza pressioni perché si rischia di velocizzare il procedimento, avendo poi qualche intoppo.

Più che altro, secondo me, può ritornare ai livelli di prima se non è più sfortunato. È un giocatore dominante, ha forza, qualità, ha tutto.

Bisogna dargli il tempo e sperare che non abbia più infortuni, per la Roma e anche per la nazionale, perché l’Italia ha bisogno di questi giocatori.

Però io penso che in questo momento l’assenza di Dybala sia davvero pesante perché è un giocatore che esce dagli schemi, che faceva i gol in qualsiasi momento e che ti creava l’assist.

Sono giocatori che mandano in difficoltà le squadre avversarie”.

De Rossi allenatore

Tu hai conosciuto De Rossi, ce lo vedi come allenatore?

“Gli ho mandato un messaggio in privato su Instagram, gli ho detto che era ora che allenasse e gli ho fatto un grande in bocca al lupo.

Penso che sarà un grande allenatore, ora deve avere uno staff molto preparato.

Poi ci sono tipi di allenatori che devono capire e gestire il gruppo, perché secondo me ora le motivazioni e il gruppo possono creare problemi alle altre squadre.

È anche vero che poi per giocare bene devi avere i giocatori, ma a volte le motivazioni, il carisma, la personalità può compensare alle mancanze di qualità.

Io penso che Lele (De Rossi, ndr.) sia una persona che di carisma e qualità ne abbia da vendere, in più è stato un grande giocatore, un campione del mondo.

In questo momento, questi personaggi possono portare qualcosa di diverso a questi ragazzi e fargli capire cos’era il calcio ai nostri tempi.

I giocatori di oggi non hanno vissuto il calcio come lo intendevamo noi, c’era appartenenza gruppo, situazioni in cui il gruppo prevaleva su tantissime altre cose”.

 

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ESCLUSIVA CS – Dino Marino: “Il mio obiettivo è dedicarmi ai ragazzi, aiutarli a creare un avvenire”

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Dino Marino

Dino Marino, ex calciatore dell’Inter, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni riguardo la sua nuova vita dopo l’aver appeso gli scarpini al chiodo.

L’ex giocatore di Inter e Arezzo, Dino Marino, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni. Diversi i temi affrontati, tra cui la sua nuova esperienza di formatore di giovani, dopo aver detto addio al calcio giocato.

Dino Marino

Esclusiva CS, le parole di Dino Marino

Con l’aver messo gli scarpini al chiodo, ora ti dedichi nelle polisportive di calcio all’insegnamento della voglia, della passione e del talento a questi ragazzi, giusto?

“Sì, cerco di aiutarli. Ci sono tanti ragazzi di prospettiva che se allenati in un certo modo, possono rendere tanto. Il mio obiettivo è dedicarmi ai ragazzi, aiutarli a creare un avvenire. Ho giocato nell’Inter, ho avuto molti allenatori, ma posso garantirvi che l’unico allenatore che mi ha insegnato tutto è stato mio padre. Voglio cercare di dare ai ragazzi quello che mio padre mi ha insegnato. Il mio obiettivo è lavorare sulla qualità, oramai nessuno ci lavora più: pensano tutti alla tattica”.

A proposito di ragazzi che segui, partiamo con Mattia Piciollo. Classe 2007, allenato da te nell’ultimo periodo.

“Ora Mattia è andato al Follonica in Serie D. Ho preferito farlo andare in una piazza di Serie D per farlo maturare prima. È un ragazzo di prospettiva, io l’ho allenato qualche mese, ma il lavoro più grosso l’ha fatto il nonno, perché l’allenato tantissimo. Ho notato in lui delle qualità importanti. Il fisico, l’altezza (1,87), usa entrambi i piedi, è elegante. È un giocatore da società professionistiche di un certo livello per le qualità che possiede.

Ho notato ciò e ho cercato di aiutarlo perché secondo me, partendo dalla Serie D e avendo a che fare con giocatori grandi ed esperti, può maturare prima. Questo anche grazie all’aiuto di Mauro Scarino, che me l’ha presentato e ha dato una grossa mano affinché possa far bene. È un giovane che può fare tanto perché ha delle qualità fisiche importanti. Ormai tutti guardano il fisico nelle società di Serie A, Serie B, Serie C. La prima cosa che guardano è il fisico e lui c’è l’ha. 

Deve soltanto lavorare con i grandi e capire che il calcio non è il settore giovanile, ma quello dove adesso si trova.

Vorrei ringraziare il mister Marco Masi, il direttore Marco Comparini e il direttore Paolo Giovannini che hanno creduto in lui e hanno preso subito il ragazzo”.

 

L’Intervista integrale sul nostro canale Youtube

 

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ESCLUSIVA CS – Rijeka, Djalovic: “Cannavaro e Gattuso grandi allenatori, ma noi puntiamo al titolo”

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La nostra redazione ha avuto l’onore e il piace di intervistare Radomir Djalovic, allenatore del Rijeka, attualmente primo in classifica in Croazia.

La redazione di Calciostyle ha avuto l’opportunità di intervistare Radomir Djalovic, ex attaccante montenegrino che, dopo due anni trascorsi da vice-allenatore, ad agosto scorso è stato scelto come guida tecnica del Rijeka.

Scelta che, almeno fino a questo momento, ha ampiamente ripagato, visto il primo posto in classifica nel campionato croato. Con lui abbiamo parlato del rendimento della squadra ma anche degli allenatori nostrani emigrati in Croazia.

Esclusiva CS – Rijeka, le parole di Djalovic

Il Rijeka occupa la posizione di leader nel campionato croato nonostante il fatto che si combattano due grandi allenatori italiani Gennaro Gattuso (Hajduk) e Fabio Cannavaro (Dinamo Zagabria). È vero che il budget annuale del Rijeka è di 15 milioni di euro, dell’Hajduk di 50 milioni e della Dinamo di 60 milioni? Come riesci a combatterli? 

È vero che i budget di Dinamo e Hajduk sono 6, 7 volte più grandi dei nostri, ma a volte, anche se i soldi sono molto importanti, non sono decisivi. Cerchiamo con un grande lavoro di creare un clima familiare in cui i giocatori danno il massimo, insieme ai nostri tifosi, per lottare con loro, e per ora sta andando bene.

Rijeka

Chi è il tuo più grande rivale in questa stagione, Gennaro Gattuso o Fabio Cannavaro? 

Sono entrambi bravissimi allenatori, come dimostrano i loro risultati, ed entrambi sono rivali nella corsa al titolo, a pari merito si potrebbe dire.

Pensi che i due allenatori italiani abbiano portato lo stile di calcio italiano nei due più grandi club croati? 

Sì, entrambi hanno portato uno stile italiano riconoscibile in Croazia, e i loro risultati dimostrano che sono allenatori bravi e di grande successo.

Speri di poter ancora vincere il titolo? 

Lo spero. anche se questo è il mio primo lavoro da allenatore, ma sarebbe bellissimo riuscire a superare entrambi e riuscire a festeggiare alla fine. Noi ci crediamo, anche se ci siamo indeboliti perché abbiamo venduto 3 dei nostri migliori giocatori una settimana fa. Una cosa è certa: non ci arrenderemo e lotteremo fino alla fine.

Hai mai pensato di allenare un club italiano?

Certo. Sono ancora giovane, ma sarebbe un onore e un privilegio lavorare in Italia in futuro.

 

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Le interviste

ESCLUSIVA CS – Mauro Scarino: “Serata all’insegna del calciomercato, il Gran Galà del Calcio…”

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Mauro Scarino

Mauro Scarino, organizzatore dell’Adicosp, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni per l’ultimo giorno di calciomercato all’evento all’hotel Hilton di Roma.

Mauro Scarino è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni nell’ultima giornata di calciomercato direttamente dall’evento organizzato dall’Adicosp, associazione italiana direttori e collaboratori sportivi, all’hotel Hilton EUR La Lama proprio per le ultime trattative della sessione invernale.

Adicosp, Mauro Scarino

ESCLUSIVA CS – Le parole di Mauro Scarino

“Questa è una serata all’insegna del calciomercato, che comprende tutta la Serie A e anche il calcio internazionale. Questo tipo di evento all’Hilton comincia a prendere sempre più piede, vediamo una partecipazione sempre più ampia da parte delle persone persone. Una serata importante anche per il gruppo dell’Adicosp che si sacrifica ogni anno per organizzare questi eventi in cui siamo tutti presenti.”

Cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi eventi Adicosp?

“Con il presidente Morrone si cercherà sempre di organizzare eventi importanti. La sua presenza è molto fondamentale in quanto è una persona che per impegno e per serietà non si trova facilmente in giro. Il gruppo continuerà ad andare avanti cercando di migliorare le situazioni in questi eventi in cui l’affluenza di pubblico è enorme.

Il Gran Galà del Calcio è un evento molto bello in cui partecipano anche persone, all’interno del mondo calcistico, di spicco. Dietro c’è sempre un’organizzazione fatta ai minimi dettagli, con accuratezza per tutte le situazioni. Ogni anno comunque si spera sempre di migliorare l’esperienza e di andare sempre avanti.”

Colpo del mercato?

“Sicuramente può essere quello di Joao Felix al Milan.”

Ranieri ha dato la scossa alla Roma?

“Ranieri ha sicuramente dato una scossa importante alla squadra giallorossa, in quanto il gruppo, rispetto a prima, ha acquisito più sicurezza. Lo abbiamo visto nella partita contro il Napoli in cui la Roma ha fatto una bellissima partita e, nonostante sia andato in svantaggio, è riuscita a recuperare facendo un bellissimo secondo tempo impegnando il Napoli in diverse azioni. Credo che la Roma punterà sul rinnovo in panchina di Ranieri.”

 

Intervista completa sul nostro canale Youtube

 

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