<p><strong>In questo momento, il Napoli è capolista in Serie A. Il giornalista Boris Sollazzo, tifoso del club, parla della sua squadra del cuore. A partire dai tifosi.</strong></p>
<p>Nel panorama giornalistico italiano <strong>Boris Sollazzo</strong> è una mosca bianca: un professionista che si occupa sia di cinema che di calcio, sia come penna che come radiocronista, dotato di grande capacità analitica e spirito critico.</p>
<p>Affezionatissimo tifoso del <strong>Napoli</strong>, al club azzurro e ai suoi protagonisti ha dedicato anche alcuni libri.</p>
<p>Con lui abbiamo parlato dell&#8217;attuale Napoli, della sua tifoseria e della lotta scudetto: ecco cosa ci ha raccontato.</p>
<p>Noi lo ringraziamo per la cortesia e il molto tempo che ci ha dedicato.</p>
<h2>Napoli mon amour: l&#8217;intervista a Boris Sollazzo</h2>
<p><strong>È arcinoto il fatto che sei tifoso del Napoli: undici anni fa hai anche scritto anche un manuale per i tifosi del club, #<a href="https://www.amazon.it/chevisietepersi-manuale-chi-tifa-Napoli/dp/8860443415/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&;crid=2T5SDKHK17A3Y&;dib=eyJ2IjoiMSJ9.7lEA31FwJxZE0PGBA8ryMg.tIR9hf6NYsoypvsBkIN53TonMUECGxkqZwxK6Yxp7QA&;dib_tag=se&;keywords=chevisietepersi&;qid=1727967550&;s=books&;sprefix=chevisietepersi%2Cstripbooks%2C197&;sr=1-1" target="_blank" rel="noopener">chevisietepersi</a>: sapresti farmi un identikit del tifoso azzurro?</strong></p>
<p>&#8220;No, perché son tanti: quello che va allo stadio, quello che non ci va, quello che sta a Napoli e quello che vive fuori Napoli.</p>
<p>Il tifoso juventino è un &#8216;non tifoso&#8217; antropologicamente parlando, perché non ha un legame culturale e territoriale con la propria squadra. Si dice sempre che sono legati alla vittoria, ma la vittoria è quello che li connota: non c&#8217;è un fattore culturale, di amore per ciò che si rappresenta. In questo è lontano da molte squadre, come il <strong>Real Madrid</strong>, che ha un&#8217;identità &#8216;governativa&#8217;, legata alla città di Madrid (anche se l&#8217;<strong>Atletico Madrid</strong> è più rappresentativo)&#8221;.</p>
<p><strong>Il napoletano, più di ogni altro, è il tifoso che si trova anche fuori Napoli.</strong> Ci sono più napoletani fuori che in città, anche per le ondate di migrazione. Questo ha dato vita a tante classi di tifosi.</p>
<p><strong>Forse ciò che li accomuna è l&#8217;essere molto competenti di calcio, anche se a volte troppo esigenti</strong> rispetto alla propria storia.<br />
Ne ha fatto le spese <a href="https://www.calciostyle.it/serie-a/napoli-de-laurentiis-questa-non-e-un-club-di-passaggio"><strong>Aurelio De Laurentiis</strong></a>, che con il club ha fatto un autentico miracolo e che, a mio avviso, è la cosa migliore che potesse capitare al Napoli. Ma <strong>ha il grande torto di essere romano e di non aver sedotto i napoletani con belle parole</strong>, avendo cercato di farli diventare la squadra di una metropoli. Una squadra che avesse anche una sostenibilità economica.</p>
<p><strong>Quello del Napoli è un tifoso con un grande senso estetico</strong>, nel suo cuore ci sono gli scudetti ma anche squadre che non hanno vinto nulla, come quelle di <strong>Sarri</strong> e <strong>Vinicio</strong>: questo è abbastanza unico. È un tifoso che dà il meglio quando sta peggio: il tifoso del Napoli in <em>Serie C</em> era commovente, quello del terzo scudetto è stato irritante.</p>
<p>È il tifoso che in fondo vorrebbe gioire sempre, e che quando lo fa finisce nei film come <a href="https://www.almanaccocinema.it/notizie/parthenope-primo-trailer-per-il-film-di-paolo-sorrentino/"><em>Parthenope</em></a> di <strong>Sorrentino</strong>, ma può anche perdere a lungo, perché ha avuto il privilegio di veder giocare nelle proprie fila il giocatore più forte del mondo e lo sportivo più rilevante nella storia dello sport, che ti ha amato alla follia.</p>
<p>Mi piace molto <strong>Napoli-Como</strong> che alle 18:30 fa il tutto esaurito: quello mi ricorda molto Napoli&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-329589" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/03/Stadio-Diego-Armando-Maradona-1024x768.jpg" alt="Napoli, lo Stadio Maradona" width="740" height="555" /></p>
<p><strong>Qual è la prospettiva del club, attualmente capolista, in questa stagione?</strong></p>
<p>&#8220;Faccio finta che sia un&#8217;altra squadra. Il Napoli si trova in una condizione non dissimile da quella in cui ha vinto il terzo nonsipuòdire (ride, ndr): lì c&#8217;era il Mondiale invernale e un allenatore che sapeva come affrontare la sosta. C&#8217;era un&#8217;ottima squadra e una grande campagna acquisti.</p>
<p><strong>Ora c&#8217;è una squadra che non fa le coppe europee mentre tutte le sue concorrenti le fanno, un allenatore straordinario e forse la migliore campagna acquisti mai fatta</strong> nella storia del club. Lo dissi allora e lo ripeto ora: due anni fa non pensavo che avremmo vinto, ma dissi a <em>Radio24</em> che era una squadra estremamente coerente e ci avrebbe fatto divertire.</p>
<p>Anche ora dico che ci divertiremo parecchio, perché con <strong>Conte</strong> sarà bello pure perdere, perché nessuno mollerà mai: è questo quello che il tifoso del Napoli vuole vedere.</p>
<p>Il tifoso non si è sentito umiliato lo scorso anno perché la squadra è arrivata decima e credo che se 5 anni fa gli avessero detto che avrebbe vinto lo scudetto e l&#8217;anno dopo sarebbe arrivato decimo, avrebbe chiesto dove firmare.</p>
<p>Dopo essere stato orgoglioso della squadra che ha dettato legge in Europa, il tifoso si è sentito umiliato dallo scarso impegno, dallo scarso attaccamento alla maglia. E dal non capire che l&#8217;orgoglio è più importante della vittoria.</p>
<p>Quest&#8217;anno sarà divertente vedere l&#8217;orgoglio di questa squadra, che ha vinto 2-1 contro il <strong>Parma</strong> e probabilmente ha cambiato il senso della stagione. Se avessimo perso quella partita probabilmente ora parleremmo di altro&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-371364" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/08/GWJ2YE0WEAAHMsK-819x1024.jpeg" alt="Napoli, Lukaku" width="740" height="925" /></p>
<p><strong>Parlando di campagne, non acquisti ma prestiti: qual è il tuo punto di vista su Lukaku? Ha iniziato bene la stagione con 2 gol e 3 assist in 5 partite.</strong></p>
<p>&#8220;<strong>Un giocatore che in questo momento è atleticamente impresentabile e tecnicamente imbarazzante ti ha fatto vincere contro il Parma</strong>, ti ha fatto vincere contro il Cagliari, perché 3 dei 4 gol hanno tutti la sua firma, come gol o come assist&#8230; Stiamo parlando di 6 punti sui 13 realizzati. È un giocatore che costringe la squadra avversaria a rimanere indietro.</p>
<p>Abbiamo un difensore incredibile come <strong>Buongiorno</strong>, che è forse il difensore più forte che abbiamo visto da queste parti, perché lì davanti ci sono <strong>Politano</strong> e <strong>Kvaratskhelia</strong>, che non perdono un pallone, e c&#8217;è <a href="https://www.calciostyle.it/serie-a/napoli-lukaku-vede-solo-azzurro-rifiutato-ancora-il-belgio"><strong>Lukaku</strong></a>, che fa reparto da solo.</p>
<p>Quindi, sperando che a 31 anni abbia ancora molti colpi in canna, mi aspetto che quando sarà un minimo in forma faccia lo sfacelo. Ho visto raramente un giocatore che non dovrebbe nemmeno andare in tribuna essere così decisivo&#8221;.</p>
<p><strong>Quindi è Lukaku il giocatore &#8220;da attenzionare&#8221;?</strong></p>
<p>&#8220;No. Io sono di quella parte che pensa che <strong>McTominay</strong> sia il futuro capitano di questa squadra. Verso di lui c&#8217;è un entusiasmo del popolo napoletano che deriva dalle sue dichiarazioni, dal fatto che lui ha detto che quando lo ha chiamato il Napoli &#8216;ha sentito il fuoco dentro&#8217;, dal fatto che ha baciato lo stemma. L&#8217;ho visto giocare al <strong><a href="https://www.manutd.com/" target="_blank" rel="noopener">Manchester United</a></strong> e mi è sembrato fortissimo.</p>
<p>Ma mi piacciono tutti: <strong>Gilmour</strong> mi pare un <strong>Lobotka</strong> ancora più bravo nei contrasti, Neres mi fa impazzire: gioca 10 minuti e segna, o rischia di segnare, o fa un assist. È una squadra che, se si escludono i centrali difensivi di riserva, è davvero interessante&#8221;.</p>
<p><img class="size-full wp-image-348173" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/05/DiLorenzo.jpg" alt="Napoli, Di Lorenzo" width="1000" height="600" /></p>
<p><strong>E Di Lorenzo?</strong></p>
<p>&#8220;Sono felice che non mi abbia lasciato come ultimo ricordo quello dell&#8217;anno scorso, non se lo meritava. È forse un capitano troppo buono ma è un bel capitano: è un bravo ragazzo, ed è bello rivederlo all&#8217;altezza di quanto visto negli ultimi anni.</p>
<p>Ha avuto un black out, non siamo stati molto generosi con lui. L&#8217;anno scorso ha fatto di tutto per farci dimenticare ciò che aveva fatto, ma è bello rivederlo in queste condizioni. Mi sta benissimo se continua a giocare male in Nazionale e bene al Napoli&#8221;.</p>
<p><strong>A proposito di giocatori della Nazionale, non hai menzionato Raspadori, che si è messo in luce positivamente alle qualificazioni per i Mondiali e in Nations League. Secondo te potrà trovare spazio in campionato?</strong></p>
<p>&#8220;Mi sembra difficile per una questione tattica, avendo davanti Lukaku come centravanti, <strong>Simeone</strong> e pure <strong>Ngonge</strong>. <strong>Raspadori</strong> è sicuramente un giocatore molto diligente, anche con colpi incredibili &#8211; si pensi ai gol dello scorso anno a Glasgow e ad Amsterdam &#8211; ma è un centravanti che ha bisogno di un allenatore e di un modulo di un certo tipo. Questo è il motivo per cui ha fatto bene con <strong>Spalletti</strong> e <strong>De Zerbi</strong>.</p>
<p>Io lo vedo benissimo nello spogliatoio, perché Conte ama i giocatori che non danno problemi e si allenano strenuamente, ma <strong>non riesco a capire quale possa essere il suo ruolo</strong>. Non è un giocatore scarso ma non si sembra fatto per questo tipo di gioco. Non è fatto per <strong>Mourinho</strong> ma potrebbe esserlo per Sarri o <strong>Thiago Motta</strong>: per quegli allenatori che hanno nel possesso palla e nella manovra dell&#8217;attaccante come vertice alto la loro cifra distintiva.</p>
<p>Noi, con <strong>Mertens</strong>, abbiamo capito 10 anni dopo che avevamo sbagliato il ruolo: non era un laterale ma un centravanti. Io non vorrei che Raspadori non fosse un centravanti: segna davvero poco per esserlo. Magari deve trovare un&#8217;altra collocazione, cosa difficile in questo Napoli&#8221;.</p>
<div id="attachment_354551" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-354551" class="size-full wp-image-354551" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2024/06/raspadori-2.jpg" alt="Napoli, Raspadori" width="1000" height="600" /><p id="caption-attachment-354551" class="wp-caption-text">GIACOMO RASPADORI PUNTA IL DITO (FOTO DI SALVATORE FORNELLI)</p></div>
<p><strong>Cosa ti aspetti dall&#8217;imminente partita di campionato contro il Como? Chi può rappresentare un pericolo?</strong></p>
<p>&#8220;A me il <strong>Como</strong> entusiasma: come idea imprenditoriale, come idea tattica, per <strong>Fabregas</strong> che è stato uno dei miei giocatori preferiti. Credo che il giocatore dal quale guardarsi di più sia <strong>Nico Paz</strong>, che mi sembra davvero forte e potrebbe essere una delle grandi sorprese di questo campionato.</p>
<p>Il <strong>Verona</strong> l&#8217;ha battuto lui da solo, mettendo <strong>Cutrone</strong> nella condizione di segnare. Cutrone che, ci tengo a dire, ho preso al <em>Fantacalcio</em> in tempi non sospetti.</p>
<p>Secondo me è la partita più difficile delle prossime, però deve dare a Conte la misura di ciò che si può permettere. Il Napoli deve ricominciare dalle piccole cose, vincendo con le squadre che sono tecnicamente più deboli. Se ci riesce, vuol dire che c&#8217;è solidità mentale.</p>
<p>Adesso è primo in solitaria, vincendo potrebbe rimanere tale per 2 settimane durante la pausa Nazionali e psicologicamente è una prova di maturità&#8221;.</p>
<p><strong>Chi è la principale contendente per lo scudetto?</strong></p>
<p>&#8220;<strong>Inter</strong> o <strong>Juventus</strong>. Dovendo sceglierne una <strong>la Juventus, perché ha un allenatore più abile, ha fatto un&#8217;ottima campagna acquisti e&#8230; ha fame</strong>, perché è da troppo che non vince trofei importanti. In realtà credo che lo scudetto se lo giocheranno loro, con il Napoli che potrebbe fare il terzo incomodo&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-243832" src="https://www.calciostyle.it/wp-content/uploads/2022/11/Schermata-2022-11-25-alle-10.17.07-1024x684.png" alt="Napoli, Diego Armando Maradona" width="740" height="494" /><br />
<strong>Tu hai scritto un libro su Diego Armando Maradona, <a href="https://www.amazon.it/Diegopolitik-Lultimo-grande-leader-del/dp/8869347885/ref=tmm_hrd_swatch_0?_encoding=UTF8&;qid=&;sr=" target="_blank" rel="noopener">Diegopolitik</a>. Il sottotitolo recita così: &#8220;L’ultimo grande leader del &#8216;900&#8221;. Secondo te chi è, se c&#8217;è, il &#8220;grande leader del 2000&#8221;?</strong></p>
<p>&#8220;È durissima&#8230; (resta in silenzio) Non mi sembra che ci sia un leader. Quel pezzo finale di &#8216;900 aveva Diego, aveva Lula, aveva Chavez, aveva un continente in subbuglio&#8230; Oggi non vedo neanche un continente che possa dire la sua. In quel momento il Sudamerica era quello di &#8216;Un altro mondo è possibile&#8217;.</p>
<p>Io ora vedo un mondo che si sta rattrappendo su sé stesso, come il <em>Gabbiano</em> di <strong>Gaber</strong>. È molto più grande il terrore di <strong>Trump</strong> e dei suoi (i vari <strong>Bolsonaro</strong>, <strong>Milei</strong> ecc) che dominano il mondo che la speranza di un leader che non vedo da nessuna parte&#8221;.</p>
<p><strong>E un leader in ambito calcistico?</strong></p>
<p>&#8220;Proprio no. Il calcio è diventato il calcio delle sponsorizzazioni, vedi anche <strong>Messi</strong>. Non ha più il coraggio di rappresentare qualcosa.</p>
<p>Cercherei in altri sport: non sono dei leader, ma mi piacciono <strong>Sinner</strong> e <strong>Alcaraz</strong> per quello che rappresentano come simbolo delle nuove generazioni e per come affrontano lo sport come se fosse non una questione di vita o di morte ma un gioco. Ma niente più di questo, purtroppo&#8221;.</p>
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Aggiornato al 03/10/2024 17:35
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