Il ct dell'Italia, Luciano Spalletti, ha parlato al termine della vittoria per 2-1 in amichevole contro il Venezuela. Mvp del match Retegui con una doppietta.Luciano Spalletti, commissario tecnico dell'Italia, è intervenuto in conferenza stampa al termine dell'amichevole contro il Venezuela, vinta per 2-1 grazie alla doppietta dell'attaccante del Genoa Mateo Retegui.
LUCIANO SPALLETTI DA INDICAZIONI AGLI AZZURRI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Italia, le parole di Spalletti
Lei ha parlato di videogiochi e di calciatori che vanno a dormire tardi perché magari giocano fino a tardi. Per lei che vuol dire essere un giocatore molto professionale?
"Vuol dire come quando prendi la sbandata a 20 anni per la prima fidanzata della tua vita. Sei innamorato perso e pronto a obbedire a tutto ciò che ti viene chiesto per l'amore che hai nei confronti di questa maglia".
Sugli errori commessi dalla squadra:
"E' sempre lo stesso discorso da un mio punto di vista. Qualsiasi occasione a livello professionale ti passa davanti va presa come quella che ti può far svoltare la vita, che ti può determinare una svolta nella vita. Per cui ti ci prepari bene a quello che vai incontro, non la vivi in maniera semplice da un punto di vista di preparazione, la vivi con cura, ti vai a informare, a preparare. Noi a volte sembra che non si sia così determinati per sfruttare l'occasione importantissima che abbiamo davanti.
Quando metti questa maglia qualsiasi situazione può essere quella fondamentale, la devi vivere come qualcosa di eccezionale. Mentre poi se ci arrivi col comfort di quello che sei, di quello che c'è stato dato senza metterci mano ogni tanto vai in difficoltà perché gli altri si sono preparati e sono pronti a dare battaglia. Il Venezuela c'è montato addosso ogni volta, è un po' la mentalità sudamericana: giocano ogni gara come fosse la finale di Coppa del Mondo. Noi sotto questo aspetto qui ancora arriviamo morbidi del comfort della vita che abbiamo e questo ci porta a commettere alcuni errori banali".
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La notte tra martedì 6 e mercoledì 7 ottobre 2026 è destinata a rimanere scolpita a tappe indelebili nella storia del calcio internazionale e della Nazionale argentina. Allo Stadio Monumental di Buenos Aires, Lionel Messi ha disputato l'ultima partita della sua straordinaria carriera con la maglia numero 10 dell'Albiceleste, trascinando la selezione al successo per tre a rete zero contro il Benin con un gol e due assist d'autore. Al suo fianco ha vissuto ogni istante di questa serata carica di commozione il capitano dell'Inter Lautaro Martínez, pronto ora a raccogliere l'eredità di leadership del fuoriclasse di Rosario dopo anni trascorsi a condividere trionfi memorabili sul tetto del mondo.
Svolta istituzionale ai vertici del calcio italiano nella giornata di martedì 6 ottobre 2026. La Giunta e il Consiglio Nazionale del CONI hanno formalmente affidato l'incarico di Commissario Straordinario della FIGC a Giovanni Malagò, ponendo fine a una delicata fase di stallo ai vertici della Federazione. Una decisione accolta con immediata soddisfazione da parte della Lega Calcio Serie A, che attraverso un comunicato ufficiale ha espresso pieno sostegno alla figura individuata dal Comitato Olimpico, definendo la scelta opportuna e in continuità con gli orientamenti già emersi in passato all'interno delle assemblee dei club di massima divisione.
Giorni di fortissima tensione e aspre polemiche attorno alla figura di Kylian Mbappé nell'ambiente del Real Madrid agli inizi di ottobre 2026. L'asso francese è finito al centro di un acceso dibattito mediatico e popolare in Spagna a causa dei suoi recenti comportamenti extra-calcistici, arrivati a margine del problema al ginocchio sinistro accusato in Nazionale nella sfida contro la Turchia.
Nelle pagine dell'intervista rilasciata a Tuttosport, l'allenatore della Juventus Luciano Spalletti ha tracciato una vera e propria ode alla versatilità tattica e allo spessore umano di Weston McKennie. Il tecnico di Certaldo ha coniato l'espressione "Weston Zone" per descrivere l'incredibile capacità dell'eclettico centrocampista americano di dominare ogni zolla del campo di gioco, muovendosi senza punti di riferimento fissi. Nel contesto del calcio di ottobre 2026, dove la totale duttilità ha soppiantato i ruoli tradizionali, il numero otto bianconero rappresenta l'interprete ideale dell'armata juventina per intelligenza negli inserimenti e generosità atletica.
Nello scacchiere tattico della nuova Germania guidata da Jürgen Klopp, Florian Wirtz continua a confermarsi uno dei punti di riferimento tecnici più luminosi del panorama internazionale. Durante il match di Nations League contro la Serbia, il trequartista ha letteralmente dominato la scena, fornendo prima l'assist perfetto per la rete di Bischof al 39' della prima frazione e firmando poi in prima persona la marcatura del raddoppio nel corso della ripresa. Una prova maiuscola arrivata nel momento più opportuno, capace di restituire entusiasmo al talento tedesco in vista del rientro con i club dopo la sosta per le selezioni nazionali.