Adrian Martinez Castro, fisioterapista di Arthur, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport in cui parla della situazione del brasiliano.
Arthur, le parole di Castro
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La sua vera versione l'abbiamo vista solo nella Liga. Ora non è al top, ma lui sa bene che può fare di più. Lo stile di gioco dei viola lo aiuterà e, come ha già fatto al Barcellona, tornerà a esprimersi al meglio.
Italiano è stato sin da subito una figura fondamentale, specie per il rapporto di fiducia che si è instaurato. Arthur aveva bisogno di due cose dopo le ultime esperienze: ovvero minuti e fiducia. Con lui gioca in un modo certamente migliore rispetto a quello di una squadra che gioca sempre in difesa. Gli altri allenatori lo hanno sempre condizionato e non gli hanno mai dato continuità, ma con Italiano niente di tutto questo.❞
Allegri non c'entra: i numeri del flop
Il mio ultimo editoriale: "Acerbi dice il falso e mette le mani avanti: solo l’Inter può perdere questo scudetto".
Quella di Castro può tranquillamente essere letta come una "
frecciata" ad
Allegri e al suo gioco "
troppo difensivo", ma la realtà è spesso molto diversa e decisamente più complicata della fantasia.
Anzitutto
Arthur è arrivato alla Juve con
Pirlo, che tutto predica fuorché un gioco difensivo,
e ugualmente si é contraddistinto per un contributo alla manovra unicamente orizzontale. Oltretutto, dopo il primo anno dello
Allegri-bis, il brasiliano è stato mandato alla corte di
Jürgen Klopp.
Il fautore del
gegenpressing e unanimemente considerato fra i migliori allenatori del mondo,
il tedesco ha concesso ad Arthur appena tredici minuti in un'intera stagione. E Klopp non è certo famoso per essere un
risultatista.
Senza considerare che "
il vero valore di Arthur lo abbiamo visto nella Liga" è una affermazione parziale,
dato che l'ex-Gremio è stato messo fuori squadra al Barcellona dopo appena una stagione su alti livelli.
Insomma, calma
giochisti. Il fisioterapista di Arthur non ha smascherato Allegri e il suo "
anti-calcio". Parliamo semplicemente dell'ennesimo caso di giocatore che, dopo aver fallito il salto nel grande calcio,
accampa scuse (indirettamente e per terze parti) per giustificare il proprio flop.
Nulla di nuovo sotto il sole. Non sarà né il primo né l'ultimo. Io credo che, più che sentirsi toccato da queste dichiarazioni,
Allegri stia sperando che da Firenze vogliano tenersi Arthur anche oltre l'estate. Cosa non scontata.