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Conte: “Vorrei regalare questa gioia a mio padre”
Antonio Conte, ex allenatore di Juventus e Inter, certifica le sue ambizioni e la sua ossessione alla vittoria in un’intervista rilasciata al

Antonio Conte
Foto Davide Spada/LaPresse 14 Febbraio 2023 Milano, Italia – sport, calcio – AC Milan vs Tottenham Hotspur FC – UEFA Champions League 2022/2023 andata ottavi di finale – Stadio San Siro. Nella foto: Antonio Conte (allenatore Tottenham FC); 14 February 2023 Milan, Italy – sport, calcio – AC Milan vs Tottenham Hotspur FC – UEFA Champions League 2022/2023 round of 16 – San Siro Stadium. In the pic: Antonio Conte (Tottenham FC);
Antonio Conte svela il proprio sogno: “Vincere la Champions da allenatore”.
Ha vinto tanto, Conte: sia in Italia che in Inghilterra. E l’obiettivo è proprio questo: continuare a sollevare trofei, trovare un club che corrisponda alla propria visione del calcio d’altissimo livello.
E magari, a breve, conquistare la Champions League.
Questo il grande sogno di Conte: portare una squadra sul tetto d’Europa. E chi lo vorrà è avvisato: a lui divertire interessa il giusto, a contare sono solo i successi.
Ecco le parole dell’ex tecnico di Juventus e Inter nell’intervista rilasciata al ‘Daily Telegraph’:
La difesa a tre
“La gente pensa che sia un sistema difensivo, ma non è vero. Ripeto, non è vero. Non dipende dal fatto che giochi a tre o a quattro in difesa, dipende da come costruisci la squadra e costruisci l’attacco. Allo stesso tempo, non va bene essere troppo offensivi. E nemmeno troppo difensivi.
Bisogna rispettare le caratteristiche dei giocatori e adattarsi a loro. La mia esperienza mi dice che se vuoi vincere il campionato o alzare un trofeo, devi avere una squadra stabile.
Il Manchester City della scorsa stagione è stato il miglior esempio di squadra dotata di grande equilibrio, difensivamente e offensivamente”.
Vincere, vincere e ancora vincere
“I trofei che ho vinto sono una grande, grande responsabilità perché sono lì a ricordarti che devi vincere. Hai fatto così e devi continuare a fare così.
Se l’obiettivo finale è vincere il campionato e sollevare trofei, offrire spettacolo al pubblico è importante. Ma essere solo una squadra divertente non basta se vuoi vincere. Lo so perché ho allenato le migliori squadre e mi chiedevano sempre di vincere.
Per me adesso è impossibile lavorare per una squadra che faccia divertire e basta, perché l’aspettativa è sempre quella di dover vincere. Amo il mio passato, ma allo stesso tempo l’aspettativa che ti porti dietro è sempre molto alta e se non vinci hai fallito.
La migliore opzione possibile è dare spettacolo e vincere.
Per essere celebrato, devo vincere. Altrimenti gli altri aspettano solo di festeggiare il mio fallimento. Questa è la verità”.
La costruzione
“La mia storia dice che nei miei club sono sempre arrivato in una situazione difficile e con problemi. Io costruisco sempre. Dopo la mia prima stagione al Chelsea, quando abbiamo vinto il titolo, avremmo potuto dominare in Inghilterra.
Abbiamo parlato con Lukaku e van Dijk, con quei due campioni avremmo potuto cambiare la situazione”.
Vialli, Ventrone e il Tottenham
“Per me festeggiare il quarto posto e una qualificazione in Champions League è stato davvero strano. Alla fine della partita decisiva contro il Norwich ho chiamato il mio staff e ho detto ‘attenzione, non abituatevi a festeggiare un posto in Champions League’.
Sono stato molto chiaro. Ho detto che abbiamo fatto il massimo. Dal nono al quarto posto, con tutti i problemi che abbiamo dovuto affrontare, è stato un miracolo. Ma non abbiamo festeggiato come se fosse un miracolo perché sono abituato a vincere.
Sicuramente è stato uno dei momenti più duri della mia vita. Con Gianluca Vialli ho avuto un grande rapporto: l’ho incontrato tre settimane prima che morisse per cenare con mia moglie e conservo quel momento nel mio cuore.
E Gian Piero (Ventrone, ndr)… in soli sei giorni. È stato davvero difficile affrontare questa situazione, anche la morte di Sinisa.
Quando accadono questo tipo di situazioni, hai pensieri orribili. Pensi a cosa può succedere a un’altra persona molto vicina a te, o se potrà succedere a te.
È stato un momento davvero difficile, anche per i giocatori del Tottenham, quando è morto Gian Piero. Abbiamo provato a superarlo, ma ho sentito che anche i giocatori erano stati colpiti da questa tragedia”.
Lo sfogo verso i giocatori del Tottenham
“Non amavano giocare sotto pressione? In quel momento la mia sensazione era questa. Se dico qualcosa vuol dire che c’è sempre qualcosa di vero. No, onestamente, non mi pento di nulla.
Io sono così. Odio le bugie. Questo a volte può aiutarmi o a volte può ferirmi.
Durante la stagione può succedere che tu abbia bisogno di un dialogo onesto, che può essere positivo o negativo. Lo so benissimo, anch’io sono stato giocatore e alcuni allenatori mi hanno detto belle bugie per tenermi calmo. Non voglio questo tipo di situazione.
Sono consapevole che quando hai questi dialoghi onesti con i giocatori, in un primo momento possono essere un po’ arrabbiati. Poi, per mia esperienza, il tempo aiuta il giocatore ad apprezzarti. Erano arrabbiati, ma poi hanno apprezzato l’onestà”.
E sulla Champions League…
“Mi sono preso un po’ di tempo per me, per la mia famiglia e per andare a trovare i miei genitori. Mio padre mi ha spinto a rientrare in fretta, ma è importante ricaricarsi, fisicamente e mentalmente.
Adesso il mio unico problema è che ho troppa energia e sto dando fastidio a mia moglie.
Un giorno mi piacerebbe sollevare la Champions League da allenatore. Ma so che è molto difficile.
La gente pensa che sia semplice, ma devi essere nel club giusto, un club che corrisponda alle tue ambizioni, un club pronto a fare l’ultimo passo per vincere la Champions League. Guarda il Manchester City. 7 anni, no?
Vorrei regalare questa gioia a mio padre. Mi ha detto ‘voglio vederti sollevare la Champions League’. Non è semplice, ma tutti possono avere un sogno”.
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Milan, Loftus-Cheek alla Lazio? Risponde direttamente Lotito
Milan, la questione Loftus-Cheek ha tenuto banco in queste ultime settimane. Ha voluto fare chiarezza direttamente il presidente della Lazio Claudio Lotito.
Sull’affare Loftus-Cheek si è detto e scritto tanto in queste ultime settimane. Sappiamo che il centrocampista inglese era uno dei nomi suggeriti da Maurizio Sarri per rinforzare la rosa, ma è altrettanto vero che l’ingaggio da 4 milioni ha fin da subito frenato la dirigenza.
Sul tema ha voluto precisare Claudio Lotito intervenuto ai microfoni di TMW. Ecco le sue parole:” Vorrei fare una precisazione, sui due giocatori che avete detto (Raspadori e Loftus-Cheek) non sono voluti venire. Sono stati contattati e hanno detto no grazie”.
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Milan-Genoa 1-1, mancano vere alternative: 32 tiri in porta non bastano
Milan-Genoa 1-1, i rossoneri buttano alle ortiche una preziosa occasione per rimanere in scia della capolista Inter. Problema di organico per Massimiliano Allegri, ma non solo.
Una rosa eccessivamente corta quella rossonera, un affanno evidente e piuttosto prevedibile quando per mesi si cerca di viaggiare ai 200 all’ora con pochi giocatori a disposizione. Un’infermeria sempre piuttosto piena e recuperi affrettati di giocatori i quali, potessere essere gestiti meglio, rimarrebbero a riposo magari una settimana in più.
E’ infatti il caso di Rafael Leao il quale, più attento sotto porta, non ha i 90 minuti nelle gambe e si vede. Pochi strappi, pochi dribbling e la solita scelta di fare la cosa più facile, non sempre la più giusta, soprattutto se porti quel nome sul retro della casacca. Ma è colpa sua? No, la colpa è la mancanza di valide alternative.
Un errore di programmazione che deve essere analizzato dall’intera dirigenza e soprattutto risolto adesso, durante il mercato invernale. Ma queste parole rimarranno vane in quanto il Milan non sembra volere effettuare grandi investimenti a gennaio.
Trentadue tiri non sono bastati a vincere la gara, l’attacco è troppo leggero e pesano evidenti errori dei songoli, vedasi Fofana il quale scivola nel momento in cui avrebbe solo dovuto appoggiare la palla in rete a porta sguarnita. Ma la colpa, lo ripetiamo, non è dei giocatori, né tantomeno dell’allenatore.
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Fiorentina, dopo Brescianini è pronto il bis a centrocampo: occhi su un talento della B
Fiorentina, il mercato degli acquisti a centrocampo potrebbe non esaurirsi al solo Marco Brescianini. Nel mirino, nelle ultime ore, è finito anche un astro nascente della cadetteria.
Nelle prossime ore Marco Brescianini, dopo aver svolto le visite mediche, diventerà ufficialmente un nuovo giocatore della Fiorentina.
Il ragazzo ex Milan sbarcherà all’ombra di Piazza della Signoria con la formula del prestito con obbligo di riscatto, che scatterà, molto probabilmente, in caso di salvezza della Viola.
Per raggiungere il traguardo della permanenza nella massima serie, però, occorrerà aggiungere ulteriori tasselli alla rosa, e il prossimo potrebbe essere un giocatore che sta facendo parlare di sé in serie B.
Stando a quanto riferisce il Corriere dello Sport, infatti, la dirigenza avrebbe messo nel mirino Yanis Massolin, mediano del Modena classe 2002.
Con un gol e un assist, ma soprattutto con tanta personalità in mezzo al campo, il francese sta contribuendo a rendere il centrocampo dei canarini una vera e propria diga.
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