Oggi il TAS decide se il Crystal Palace potrà giocare in Europa League. La disputa sulla multiproprietà coinvolge anche Lione e Nottingham Forest.
Oggi a Losanna si decide il destino europeo del Crystal Palace. Il club inglese si presenta davanti al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) per provare a ribaltare la decisione della UEFA che lo ha ‘retrocesso’ dalla prossima Europa League alla Conference League.
Perché? Presunta violazione delle norme sulla multiproprietà.
Dove sta il nodo? Nei legami con John Textor, ex azionista del Palace e attuale proprietario del Lione, squadra anch’essa qualificata in Europa League. Secondo il Club Financial Control Board (CFCB) della UEFA, il club londinese non avrebbe rispettato entro il 1° marzo le regole. Queste vietano a società controllate dalla stessa proprietà di partecipare alla stessa competizione europea.
Il Palace ribatte che Textor ha venduto le proprie quote il mese scorso. E che, in ogni caso, non ha mai avuto influenza sulle decisioni del club. Il presidente Steve Parish e il team legale dei Glaziers sosterranno quindi che l’esclusione sarebbe ingiustificata. E che la UEFA sta forzando la mano.
In ballo non c’è solo l’orgoglio sportivo. La differenza di introiti tra Europa League e Conference League vale almeno 20-25 milioni di euro. Se il ricorso dovesse andare male, il club potrebbe tentare la strada del risarcimento davanti ai tribunali europei. Soprattutto dopo la recente sentenza della Corte di giustizia dell’UE che ha stabilito che il TAS deve garantire maggiori possibilità di appello.
Sul caso pesa anche l’interesse del Nottingham Forest. Il club subentrerebbe al Palace in Europa League in caso di conferma della decisione UEFA. E proprio il Forest entra nella strategia difensiva del Palace. I londinesi puntano, infatti, a evidenziare i rapporti tra il proprietario del Forest, Evangelos Marinakis, e lo stesso Textor.
Secondo il Times, negli ultimi dodici mesi i club di Marinakis e Textor si sarebbero scambiati sei giocatori e avrebbero discusso progetti comuni per lo sviluppo di academy in Brasile. Fonti vicine a Textor confermano i contatti, ma smentiscono qualsiasi volontà di ostacolare il Palace. Da parte sua, il portavoce di Marinakis nega fortemente le indiscrezioni provenienti dal Brasile secondo cui il magnate greco starebbe prestando denaro a Textor per rilevare il Botafogo. Invece, si parlerebbe solo di un possibile investimento nell’accademia del club paulista.
Il Palace potrebbe così sostenere che la collaborazione tra i proprietari di Forest e Lione rappresenti un conflitto di interessi ben più problematico per la prossima Europa League rispetto alla propria posizione. Oggi l’ultima parola passa al TAS. E il verdetto potrebbe ridisegnare sia le liste delle coppe europee, che gli equilibri economici e politici tra alcuni dei proprietari più influenti del calcio internazionale.
Aggiornato al 08/08/2025 14:27
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