Oggi un’intera generazione di tifosi, appassionati e sportivi festeggia Alessandro Del Piero. Celebra il compleanno di una bandiera, una leggenda, un mito.
Alessandro Del Piero - “Come te nessuno mai”, per citare uno stendardo sventolato sugli spalti a Torino, nel corso della sua irripetibile e insuperabile carriera, lunga 19 anni. Postando post toccanti, confezionando storie esaltanti, fabbricando video struggenti a mo’ di auguri. Immergendosi in una fusione collettiva, con rimpianto e riconoscenza, nostalgia e devozione espressi nei confronti dell’ex calciatore: capitano esemplare e campione infinito. Sfileranno dunque frasi evocative, grafiche suggestive e reti sontuose su pagine e profili social a suggellare il sodalizio speciale stretto fra Del Piero e i suoi supporter.Del Piero vera bandiera bianconera
Un rapporto ancora vivo, vibrante e vero, a oltre dieci anni di distanza da quell’uscita di scena perfetta del numero 10, unica nel suo genere e scolpita nella memoria di tutti, in Juventus-Atalanta, 13 maggio 2012 allo Juventus Stadium: un commiato che ha sprigionato il delicato splendore della sincerità, sgocciolato istanti di meraviglia, sublimato il senso autentico dello sport. Da qualche settimana, infatti, si rincorrono voci, serpeggiano indiscrezioni, trapelano retroscena. Bastano pochi indizi ad accendere la speranza di una nuova vita, un’altra avventura da scrivere in bianconero. La confessione ventilata da qualche addetto ai lavori. L’abbraccio furtivo scambiato a favore di telecamera tra il presidente Andrea Agnelli e Alex, quest’ultimo nelle vesti di apprezzato ed equilibrato opinionista televisivo, in forza alla squadra di Sky.Sulle orme di Pinturicchio
Una marcatura di un talentuoso centrocampista della Signora, Nicolò Fagioli, che ricalca, in maniera sorprendente, i primi capolavori affrescati da Pinturicchio nei suoi appariscenti esordi in Champions League (correva l’anno, 1995). Quei colpi scoccati ai bordi dell’area di rigore, talvolta carezze vellutate, talaltra fendenti fulminanti, tramontati invariabilmente all’incrocio dei pali, con il portiere spacciato in partenza. Quello che è stato, è noto. Un numero 10 moderno capace di abbinare alla classe sopraffina la caparbietà agonistica. Al talento adamantino il temperamento del conquistatore. Al genio del fantasista la grinta del gregario che lotta e suda su ogni pallone. Un finalizzatore poetico e pragmatico che appagava l’occhio e saziava l’efficacia: disarmante e determinante. Dimostrando di possedere doti temperamentali altrettanto fondamentali: serenità e lucidità di giudizio, carisma e leadership. Un bagaglio di valori umani che gli ha permesso di risalire la china, superando i frangenti più cupi, i periodi peggiori, della carriera. Stroncature della stampa, gravi infortuni, declassamenti in panchina. Di scendere negli inferi della Serie B con le insegne da campione del mondo e riportare in auge la Juventus. Tramutato le reti in record e i traguardi in primati. Quello che sarà, rimane invece ignoto. Quello che è oggi, possiamo appunto descriverlo, azzardando un’ipotesi, con ragionevole certezza. Alessandro Del Piero spegnerà 48 candeline. Idealmente, con lui, lo farà ogni supporter juventino sparso per il Pianeta, o quasi. Entrambi – i supporter e Ale – chiuderanno gli occhi, ascolteranno la voce salire del proprio cuore, quindi esprimeranno fiduciosi un desiderio. Un fievole sussurro da custodire gelosamente, simile a un sogno da coltivare, giorno dopo giorno, per trasformarlo in realtà. Forse la generazione Del Piero e Alex saranno destinati a ricongiungersi. Forse due presenti si (ri)uniranno in un unico futuro. Chissà.
Alberto Galimberti – autore del libro Alessandro Del Piero. L’ultimo atto di un campione infinito (Diarkos editore)
https://diarkos.it/index.php?r=catalog%2Fview&id=209
@AlbertoGalimb (Twitter).








