DODO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Dodò Fiorentina, tra rinnovo e trattativa in stand-by: dopo le parole di Pradè il dialogo può riaprirsi. Clima più disteso in vista di gennaio.
Nonostante un contratto in scadenza nel 2027, Dodò rimane uno dei casi più delicati della Fiorentina. Il terzino brasiliano, pur avendo ancora due anni di accordo con il club viola, si è guadagnato sul campo — grazie a prestazioni di alto livello — la possibilità di un prolungamento contrattuale, accompagnato da un inevitabile adeguamento economico.
Una trattativa iniziata ormai sei mesi fa, ma che non è mai sembrata vicina alla conclusione: gli agenti del giocatore hanno infatti respinto con decisione la prima proposta presentata dalla società. La notizia emerse dallo stesso Dodò, che, interrogato dalla stampa sulla possibilità di un imminente rinnovo, ammetteva come le parti fossero ancora distanti, ritenendo l’offerta troppo bassa rispetto alla sua percezione del ruolo e del valore all’interno della squadra gigliata.
Le parole di Pradè — «Dodò ha altri due anni di contratto. Pensavamo di aver raggiunto le sue richieste con la nostra proposta: siamo in attesa di una risposta, quando vorrà ce la darà. Non siamo affatto preoccupati.» — suonavano come un messaggio di controllo e fermezza. Il dirigente ribadiva che la Fiorentina aveva già fatto la propria parte, spostando così la responsabilità della decisione sul giocatore e riaffermando la posizione di forza del club.
Tutto questo, però, sembra oggi essere cambiato, come sottolineato dalle dichiarazioni dello stesso Pradè a inizio stagione:
«Dodò è un giocatore che ci dà gioia e divertimento. Proveremo in tutti i modi a rinnovare, perché è importante come i leader. I rapporti con gli agenti non sono facilissimi: volevano fissare un prezzo che gli permettesse di essere ceduto. Noi, invece, lo vogliamo tenere, e lui sta dando tutto per la Fiorentina.»
Parole sincere, che hanno contribuito a rafforzare il legame tra Dodò e l’ambiente viola. Dopo le tensioni iniziali, miste alle non eccellenti gare di queste prime gare, la mano tesa di Pradè e la disponibilità del giocatore a ritrovarsi potrebbero riaprire la strada al dialogo. Per ora tutto è rinviato a gennaio, ma il clima appare più disteso — e questo, in casa Fiorentina, è già un segnale di svolta.
MOISE KEAN E STEFANO PIOLI ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )
Aggiornato al 10/10/2025 16:43
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