Fonseca, il suo Milan esce dal San Siro coi tre punti in saccoccia, una prestazione convincente e soprattutto l’idea che l’aria sia del tutto cambiata.
È un
Paulo Fonseca che ci sta dimostrando non solo di reggere bene le pressioni, ma di esaltarsi nelle stesse. Non esagero, commento solo un dato di fatto.
Il
tecnico è da mesi che
viene colpevolmente lasciato solo. Tutto inizia dal suo arrivo in aeroporto, senza nessuno ad aspettarlo, fino ai giorni nostri quando nessuno della dirigenza è mai andato davanti a microfoni a dire due parole, giusto due, su Fonseca.
Bersagliato dalla stampa, praticamente tutti gli hanno imposto il
4-3-3, Fonseca è andato avanti per la sua strada, facendo cose che nessuno finora aveva fatto. Ad esempio lasciare fuori
Leao per scelta tecnica. O
Tomori, o
Abraham. La lista è lunga e il coraggio non manca.
Vero, sono sempre stato molto scettico su Fonseca, lo sono ancora, ma questo atteggiamento mi piace. Il fatto di
non guardare in faccia nessuno per il bene della squadra è un atteggiamento da
uomo con le palle.
Le strade ora sono due: seguirlo o non seguirlo. Mi riferisco ai
giocatori. Di sicuro non saranno fatti sconti, gli episodi del
cooling break e dei
calci di rigore non hanno fatto altro che creare una fortissima corazza e ora sono cavoli amari, per non dire di peggio, per chi vorrà fare di testa sua.