Il Cagliari del presidente Tommaso Giulini sta vivendo un momento molto delicato
Ma perché, cosa sta accadendo nel capoluogo sardo? La società sta subendo un profondo restyling.
Si è partiti con l’allontanamento di Daniele Conti, una bandiera dell’essere “Cagliari”, per poi proseguire con Alessandro Agostini, altro pezzo di storia rossoblu.
Due brutti episodi, che hanno messo in evidenza, come l’attuale società, non abbia scrupoli nel calpestare la storia del club.
Adesso è stato licenziato il direttore sportivo Capozucca, e si è dimesso il direttore generale Mario Passetti. Insomma una vera e propria ecatombe di teste e poltrone.
Adesso, con la squadra invischiata in una situazione di classifica non soddisfacente, far crollare alcune certezze, potrebbe rivelarsi una strategia errata, ma soprattutto molto pericolosa.
Lasciare vacanti determinate figure, all’interno di un club professionistico, non aiuta la risalita. Anzi, evidenzia un segnale di debolezza e confusione. Tutti ingredienti che non aiutano, una squadra che ha appena subito una brutta retrocessione.
Ancora una volta la proprietà dimostra di sbagliare i tempi. Certe azioni sarebbero dovute essere messe in atto in estate, non durante il campionato. Ennesimo errore, che dimostra, qualora c’è ne fosse bisogno, che “un uomo solo al comando”, non è mai la soluzione più fruttuosa.
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