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Il calcio femminile nel mondo: un fenomeno in crescita

Il calcio femminile è uno degli sport più praticati al mondo, eppure per decenni è rimasto nell’ombra rispetto alla sua controparte maschile.

Oggi conta circa 400 milioni di praticanti tra giocatrici, calciatrici amatoriali e appassionate sparse su tutti i continenti, secondo le stime della FIFA. Un numero impressionante, che racconta quanto questa disciplina stia crescendo, pur senza grandi investimenti alle spalle.

Basti pensare che sebbene le prime forme organizzate di calcio femminile risalgano alla fine dell’Ottocento in Inghilterra, fu solo nel 1991 che la FIFA organizzò il primo Campionato del Mondo ufficiale femminile, disputato in Cina.

Una prima statistica: quante seguono davvero il calcio femminile?

I numeri del calcio femminile, analizzati con attenzione, possono essere in parte sorprendenti. La finale dei Mondiali femminili del 2019 in Francia tra Stati Uniti e Olanda, per esempio, fu seguita da oltre 82 milioni di spettatori in tutto il mondo, per quello che è stato un record assoluto per l’epoca.

Negli USA, la nazionale femminile (USWNT) ha storicamente registrato ascolti televisivi superiori a quelli della nazionale maschile in alcune occasioni, diventando un caso di studio unico nel panorama sportivo globale. In Europa, la Women’s Champions League ha visto crescere le proprie audience in modo costante negli ultimi anni, con alcune partite che hanno sfiorato il milione di spettatori nelle trasmissioni in chiaro.

Le trattative di calciomercato: un mondo a parte rispetto al calcio maschile

Chi segue il calcio sa quanto le trattative di calciomercato possano muovere cifre astronomiche nel mondo maschile: basti pensare ai trasferimenti da centinaia di milioni di euro che ogni estate animano le sessioni estive e invernali. Nel calcio femminile, invece, il mercato funziona secondo logiche completamente diverse e con valori economici nettamente inferiori. I trasferimenti più importanti raramente superano il milione di euro, e molte calciatrici di alto livello guadagnano stipendi che nel calcio maschile corrisponderebbero a una Serie C o Serie D.

Il gap economico tra i due mondi è ancora abissale: secondo una ricerca del CIES Football Observatory, il valore medio di una calciatrice professionista è una frazione minima rispetto a quello di un calciatore di pari livello agonistico.

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Curiosità storiche: le pioniere che hanno aperto la strada

Poche persone sanno che in Inghilterra, nel 1921, la Football Association vietò alle donne di giocare sui propri campi, definendo il calcio del tutto inadatto per le donne. Quel divieto rimase in vigore per ben cinquant’anni, fino al 1971. Nonostante ciò, alcune squadre continuarono a giocare su campi non affiliati, attirando a volte più di 50.000 spettatori.

In Italia, la FIGC riconobbe ufficialmente il calcio femminile solo nel 1986, con grande ritardo rispetto ad altri paesi europei.

Il business del calcio femminile: grandi potenzialità, ma ancora poco sfruttate

Tutto ciò premesso, appare chiaro come l’intero sistema economico che ruota attorno al calcio femminile (dai diritti TV agli sponsor, dai gadget ai biglietti) valga ancora solo una piccola percentuale rispetto all’industria maschile. La Premier League maschile inglese genera da sola ricavi superiori a quelli di tutte le leghe femminili professionistiche del mondo messe insieme.

Eppure, i segnali di crescita ci sono: la Women’s Super League inglese ha siglato accordi televisivi sempre più rilevanti, e brand internazionali come Nike, Visa e Mastercard hanno aumentato significativamente i propri investimenti nel settore. Secondo la società di consulenza Deloitte, il mercato globale del calcio femminile potrebbe raggiungere il miliardo di dollari di fatturato entro fine decennio, se le federazioni e i club continueranno a investire in modo strutturato.

Record e primati che fanno la storia

Chiudiamo con alcuni primati che rendono il calcio femminile davvero unico. Per esempio, non tutti sanno che la statunitense Christie Rampone ha giocato con la maglia della nazionale per oltre vent’anni, dal 1997 al 2015, collezionando più di 300 presenze, e che la brasiliana Marta è considerata da molti la calciatrice più forte di sempre, con sei titoli di Capocannoniere ai Mondiali e cinque Palloni d’Oro FIFA.

In Italia, la Juventus Women ha dominato la scena nazionale vincendo sette scudetti consecutivi tra il 2017 e il 2023, contribuendo a professionalizzare un campionato che solo pochi anni prima era quasi totalmente dilettantistico. Numeri e storie che ci dicono come il calcio femminile, pur con risorse ancora limitate, sappia produrre talento, passione e spettacolo di altissimo livello.

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Aggiornato al 24/04/2026 11:34

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Pubblicato da
Francesco Tripodi

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