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Inter-Juventus: I casi più gravi da moviola prima dell’avvento del VAR

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Inter-Juventus, tradizionalmente, è una partita sentita esattamente come se fosse una stracittadina. La tensione supera sempre il limite consentito, e non solo per una rivalità storica, e per un altrettanto storica somiglianza tecnica sul campo, ma anche per ciò che accade nel rettangolo di gioco, con decisioni arbitrali spesso controverse, se non alle volte del tutto errate. Decisioni che spesso hanno portato alla gloria o l’una, o l’altra, lasciando il vinto demoralizzato e furioso. In questo articolo torneremo indietro nel tempo, cavalcando le decisioni arbitrali più clamorose, che hanno fatto la storia nel bene e nel male, di entrambi i club.

I casi

Primo caso arbitrale:

Nell’ormai lontano 1998, precisamente il 26 aprile al Delle Alpi di Torino, va in scena l’ennesimo derby d’Italia fra Juventus e Inter. La tensione è evidente in campo, con molti errori in fase di manovra, con rinvii continui. Uno di questi finisce, dopo una serie di rimpalli, fra i piedi del fenomeno Ronaldo, che però viene brutalmente spinto a terra da Iuliano, in uno scontro fisico abbastanza deciso. L’arbitro assiste a tutta la scena da vicino e da protagonista, ma non solo decide di non dare il penalty ai nerazzurri, ma concede il calcio di rigore ai bianconeri, nel cambio di fronte immediatamente successivo al caso precedentemente descritto. Una decisione che non solo ha portato ad enormi polemiche, con la panchina dell’Inter quasi totalmente in campo, ma accende ancor di più una rivalità già decisamente calda. Episodio che colma addirittura con l’espulsione di Gigi Simoni, infuriato con la direzione arbitrale.

Secondo caso arbitrale:

Siamo invece ora nella stagione calcistica 2003/2004, e L’inter affronta la Juventus a San Siro, per una gara valida per la Coppa Italia. La vincitrice di questa sfida avrebbe portato una delle due compagini in finale, ad un passo quindi dalla conquista del trofeo. Molti sono i casi arbitrali che colorano questa folle partita, questo pazzesco derby d’italia (Inclusa l’espulsione discutibile di Cordoba, che lascia così L’inter in 10).
L’episodio che più accende gli animi, è un calcio di rigore abbastanza netto, negato per l’appunto ai nerazzurri. Emre scatta bene sulla fascia sinistra, arriva ad affrontare in area Montero, che nel tentativo di fermare l’esterno interista, lo stende a terra. Il nulla, giungerà dal fischietto dell’arbitro, che preferisce lasciar correre.

Terzo caso arbitrale:

Andiamo ancora avanti, fino al 2011, dove nuovamente a San Siro Inter e Juve si sfidano in una partita davvero straordinaria, piena di prodezze non solo offensive, ma anche di manovra, da parte di entrambe le squadre. La Juventus trova il vantaggio grazie ad un Tap-In di Vucinic, che ribatte in rete un pallone sporco. Pareggia poi L’inter, con un gran col di Maicon, ma Marchisio ripristina poi, con una conclusione dal limite, il vantaggio dei Torinesi, che pur avendo portato a casa la partita lamenta un episodio che ha davvero del clamoroso.
Lo stesso Marchisio si ritrova a tu per tu con Castellazzi, il principino aggancia il pallone seppur con qualche difficoltà, e tenta addirittura un pallonetto ai danni dell’estremo difensore interista, che sembra non preoccuparsi minimamente del pallone, ma colpisce in pieno proprio Marchisio, che protesta per un rigore assolutamente innegabile.

Quarto caso arbitrale:

Siamo ora nel 2013, di nuovo con Juve (l’allora squadra di Conte) affronta l’Inter di Stramaccioni. La partita si svolge come sempre con una foga inarrivabile, tanti gli interventi tenuti sott’occhio dall’arbitro Rizzoli, che gestisce tutto sommato bene una gara carica di falli e di agonismo. L’inter alla fine del match concede i 3 punti ai bianconeri, ma i nerazzurri non si esentano dal polemizzare su un evento in particolare. Chiellini pasticcia in area, sotto il pressing forzato di Cassano, che si trova davvero ad un passo dalla porta difesa da Buffon, così per evitare il danno, il difensore allunga il piede lasciato libero, tentando un colpo di tacco volto a gettare il pallone oltre la linea, tacco che invece trova solamente gli stinchi dell’attaccante barese, ma per Rizzoli non c’è niente, e lascia proseguire.

Parla Cesari

Come è evidente i casi arbitrali sono tanti e tutti diversi tra loro, solo una cosa rimane abbastanza limpida: L’errore. La domanda dunque giunge piuttosto spontanea, ed è: “Cosa sarebbe successo con il VAR?”
Questa domanda trova risposta grazie ai colleghi di “L’insider”, che hanno dato luogo ad un interessante video dove viene intervistato Graziano Cesari, ex arbitro e commentatore tv, che grazie all’ausilio della tecnologia, rivive gli errori arbitrali più clamorosi.

Clicca qui per scoprire il -VIDEO- dell’analisi di Graziano Cesari sui principali episodi da moviola nella storia di Inter-Juventus! 

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Come i calciatori si riprendono dopo malattie e sovraccarichi

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Arminia Bielefeld

Il calcio è uno sport molto impegnativo, che richiede ai calciatori non solo forza fisica, ma anche resistenza allo stress e al sistema immunitario.

Dopo malattie, raffreddori o allenamenti intensi, il corpo di un calciatore ha bisogno di un approccio completo al recupero. Un’assistenza tempestiva, una corretta alimentazione e l’uso di moderni prodotti farmaceutici consentono di ridurre il rischio di recidive e accelerare il ritorno in campo.

Per sostenere rapidamente l’organismo e recuperare dopo gli sforzi eccessivi, molti calciatori utilizzano prodotti collaudati, disponibili online. Ad esempio, su https://liki24.it/ è possibile ordinare preparati per sostenere il sistema immunitario, recuperare energia e normalizzare il funzionamento dell’apparato digerente, particolarmente importanti durante i periodi di sforzi stagionali e malattie.

Riposo e sonno

Dopo una malattia o un allenamento intenso, il corpo ha bisogno di tempo per recuperare. Il sonno svolge un ruolo fondamentale nella rigenerazione dei tessuti, nel rafforzamento del sistema immunitario e nel ripristino delle riserve energetiche. I calciatori cercano di seguire un programma di sonno regolare e di includere brevi pause diurne per rilassarsi, soprattutto nei periodi di maggiore stress.

Un riposo insufficiente rallenta il processo di recupero, riduce la concentrazione e aumenta il rischio di recidive, quindi questo aspetto è prioritario nella preparazione alle partite e agli allenamenti.

Alimentazione e idratazione

Un’alimentazione equilibrata aiuta il corpo a recuperare più rapidamente. Gli alimenti ricchi di proteine, carboidrati e grassi sani mantengono la massa muscolare e l’equilibrio energetico. Le vitamine e i minerali aiutano a rafforzare il sistema immunitario, mentre gli antiossidanti combattono i radicali liberi che si formano dopo un intenso sforzo fisico.

L’idratazione è altrettanto importante. Durante e dopo l’allenamento è importante reintegrare l’equilibrio idrico, poiché la disidratazione rallenta la rigenerazione muscolare e può peggiorare il benessere generale.

Riabilitazione fisica

Dopo una malattia o un infortunio, i calciatori seguono programmi di riabilitazione speciali. Un leggero riscaldamento, massaggi, fisioterapia e allenamenti controllati aiutano a ripristinare la mobilità, migliorare la circolazione sanguigna e riportare il corpo al suo normale livello di sforzo.

L’intensità degli esercizi viene selezionata individualmente per evitare sovraccarichi e recidive. Questo approccio consente agli atleti di tornare più rapidamente al processo di allenamento e mantenere un alto livello di prestazioni sul campo.

Uso di prodotti farmaceutici

Per accelerare il recupero, vengono spesso utilizzati prodotti farmaceutici collaudati che sostengono il sistema immunitario, riducono la fatica e aiutano il corpo a ripristinare l’equilibrio energetico.

Su liki24 è possibile trovare un’ampia selezione di prodotti che aiutano i calciatori a recuperare più rapidamente da raffreddori, sovraccarichi o infortuni. L’uso di tali prodotti, in combinazione con il riposo e una corretta alimentazione, consente di ridurre i tempi di recupero ed evitare complicazioni.

Recupero psicologico

I calciatori prestano attenzione anche al loro stato psicologico. Lo stress, l’ansia per le partite perse o gli allenamenti intensi possono rallentare il recupero. Tecniche di rilassamento, meditazione, lavoro con uno psicologo o il sostegno della squadra aiutano a ritrovare l’equilibrio interiore e a mantenere la motivazione.

La salute psicologica è strettamente legata a quella fisica: un atleta calmo e concentrato sopporta più facilmente lo sforzo fisico e si riprende più rapidamente dopo una malattia.

Prevenzione e sostegno dell’organismo

Il rafforzamento regolare del sistema immunitario, il controllo dell’alimentazione, il mantenimento dell’equilibrio idrico e il rispetto del regime di sonno consentono di ridurre il rischio di malattie. I calciatori combinano la prevenzione con i farmaci per sostenere l’organismo nei periodi di picco della stagione.

La risposta tempestiva ai sintomi, l’uso di farmaci collaudati e il mantenimento di abitudini sane aiutano gli atleti a rimanere attivi anche quando la stagione è più intensa.

Un approccio completo al recupero dopo malattie e sovraccarichi comprende un sonno adeguato, un’alimentazione corretta, la riabilitazione fisica, il supporto psicologico e l’uso di farmaci. La combinazione di questi metodi garantisce un rapido recupero, il mantenimento dell’immunità e l’energia necessaria per giocare con successo. Le risorse online, come liki24, consentono ai calciatori di ottenere facilmente farmaci collaudati, rendendo il recupero comodo ed efficace.

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Genoa, super rimonta a Marassi: 3-2 al Bologna

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Genoa

Dopo essere stato in svantaggio per due reti, nel secondo tempo il Genoa ha ribaltato il risultato contro il Bologna (rimasto in dieci per tutta la seconda frazione).

Una partita pazzesca quella che si è disputata a Marassi tra Genoa e Bologna. Un match in cui è successo tempo, una di quelle sfide che ci riconciliano con il calcio.

Nel primo tempo un super Bologna

La prima parte di gara tra Genoa e Bologna ha visto la squadra di Italiano approfittare delle occasioni concesse dai rossoblù genovesi. Ad aprire le marcature ci ha pensato Ferguson con un destro da fuori che non ha lasciato scampo al neo acquisto Bijlow. Il Bologna passa in vantaggio e gli uomini di De Rossi sembrano accusare il colpo: gli emiliani ne approfittano e trovano addirittura il raddoppio grazie ad un autogol di Otoa.

Nella seconda frazione la rimonta pazzesca del Genoa

La ripresa si apre con l’espulsione di Skorupski. Il Bologna resta in dieci ed il Genoa annusa le difficoltà dell’avversario: al 62esimo minuto Mailinovskij accorcia le distanze e carica Marassi. Gli emiliani non riescono a reagire e al 78esimo Ekuban con una mezza rovesciata trova il pareggio. Ma le emozioni non sono finite, perché al 91esimo minuto Messias trova la terza rete che regala il successo agli uomini di De Rossi.

Il Genoa conquista così il sesto risultato utile consecutivo, mentre il Bologna è sempre più in crisi.

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Quando una partita si decide nei dettagli: episodi chiave che cambiano il risultato

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Sabato ero allo stadio per Palermo-Bari. Partita bloccata, noia mortale. Poi all’83° un cross innocuo, un difensore scivola, palla in rete.

Finisce 1-0. Tutti parlavano della rete. Io pensavo a quel momento prima del cross, quando il terzino del Bari si è fermato per legarsi la scarpa. Tre secondi che sono costati la partita.

Il calcio funziona così. Non è solo chi gioca meglio. Sono i dettagli microscopici, quegli episodi che durano un battito e cambiano tutto. E spesso questi momenti decisivi non li vedi mentre accadono – li capisci dopo. È come quando esamini una situazione complessa e ti rendi conto che il punto cruciale era celato in un dettaglio minimo, tipo quando sistemi di analisi come spinfin suddividono sequenze di gioco mostrando come un moto senza palla o una collocazione errata di mezzo metro abbiano deciso l’esito di un’azione, rendendo palese l’impercettibile che stabilisce la differenza tra trionfare e soccombere. Il calcio non è mai semplice come sembra.

Gli episodi che nessuno nota (ma che decidono tutto)

Milan-Napoli dello scorso marzo. Tutti ricordano il gol di Leao al 95°. Nessuno ricorda che due minuti prima Lobotka ha fatto un passaggio orizzontale lento. Theo ha intercettato, contropiede, gol. Quel passaggio non era un errore clamoroso. Ma è stato il momento decisivo. Un secondo di esitazione, mezzo metro in meno, e il Milan ha vinto.

Questo è il livello del calcio moderno. Non più solo gol o parate. Micro-errori, disattenzioni, dettagli che sfuggono dalla tribuna ma che gli allenatori vedono. Mio padre: “Le partite si vincono nei momenti morti”. Quando sembra che non succeda niente, si creano le condizioni per dopo. Un difensore che si sposta male. Piccole cose che dopo esplodono.

La mappa degli episodi decisivi

Tipo di episodio Impatto Visibilità Esempio
Errore grossolano Altissimo Massima Autorete
Scelta tattica Alto Media Sostituzione
Micro-errore Medio-alto Bassa Passaggio impreciso
Calo fisico Medio Bassa Non chiude
Episodio arbitrale Variabile Altissima Rigore dubbio

Gli episodi più visibili non sono per forza i più decisivi. L’autorete te la ricordi, ma magari è causata da un pressing che nessuno nota. Vediamo solo la punta dell’iceberg. Il risultato finale, non la catena di micro-eventi. Come un domino – vedi l’ultimo pezzo, non chi ha spinto il primo.

Gli allenatori vedono tutto. Si arrabbiano per cose insignificanti. Un giocatore che non si abbassa. Un movimento sbagliato. Roba che sulla carta non c’entra, ma che innesca la catena. Allegri era un maestro. Vedeva cose nascoste. Fermava l’allenamento per un posizionamento pericoloso quattro passaggi dopo.

Quando un secondo cambia la storia

Champions 2005, Liverpool-Milan. La rimonta. Ma cosa è scattato? Primo gol del Liverpool al 54°. Gerrard di testa. Cinque secondi prima, Nesta e Stam si parlano per decidere chi marcarlo. In quell’indecisione, Gerrard si inserisce. Da lì cambia tutto. Non per crollo tattico. Ma per crepa psicologica. Il Liverpool ci crede. Il Milan dubita.

Nell’intervallo prima dei rigori, Dudek parla con Carragher. Lo fa ridere. Un momento di leggerezza. Poi para due rigori. Caso? O quel momento gli ha resettato la mente? Questi dettagli non entrano nelle cronache ma fanno la differenza.

L’effetto domino che non puoi controllare

Il bello e il terribile del calcio: questi episodi sono quasi impossibili da prevenire. Puoi preparare tutto perfettamente, ma non controlli se un giocatore al 67° avrà un calo di tre secondi. E quei tre secondi possono costare la stagione. L’Inter del Triplete ne è la dimostrazione. Vinceva non perché non faceva errori – li faceva. Ma perché aveva una capacità assurda di limitare i danni degli episodi negativi e massimizzare quelli positivi.

Barcellona-Inter, semifinale. L’Inter in dieci dal 28°. Dovrebbe essere un massacro. Invece vince. Come? Gestendo ogni singolo episodio. Ogni fallo, ogni rimessa, ogni angolo. Mourinho aveva preparato la squadra a reagire istantaneamente. Niente panico. Questo è il vero calcio di alto livello. Non chi gioca meglio in assoluto. Chi gestisce meglio la catena infinita di micro-episodi. Chi trasforma gli episodi negativi in neutri e quelli neutri in positivi.

La lezione nascosta per chi guarda

Dopo anni a guardare calcio, ho imparato: se vuoi capire una partita, non guardare la palla. Guarda cosa succede lontano dalla palla. Guarda i giocatori negli spazi vuoti. Chi si posiziona male. Chi smette di correre tre secondi prima. Lì si decidono le partite. In quegli spazi dove apparentemente non succede niente. E quando esplode l’episodio decisivo – il gol, l’errore – capirai che era già scritto dieci secondi prima.

Il calcio non è il risultato finale. È la somma di mille dettagli invisibili che si incastrano in modo imprevedibile. Frustrante ma bellissimo. Quella scivolata all’83° che regala la vittoria al Palermo? Non è stata fortuna. È stata la conseguenza di una catena iniziata probabilmente al minuto 12, quando qualcuno ha fatto qualcosa di impercettibile. Il calcio è un domino infinito. Noi vediamo solo l’ultimo pezzo che cade.

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