Lo storico giornalista del Corriere dello Sport Italo Cucci firma una grandiosa analisi di Svizzera-Italia. Cucci, parlando di "semplici vittorie".
Italo Cucci, storica firma del
Corriere dello Sport, non si risparmia nella grande analisi effettuata su
Svizzera-Italia. Cucci spiega come l'
Italia non doveva giocare con l'arroganza di impartire lezioni di calcio. Al contrario, alla squadra di
Luciano Spalletti sarebbero bastate poche ma semplici vittorie.
Cucci infatti spiega: "Adesso che tutti possono testimoniare quanto io sia stato discreto alla vigilia con Spalletti, direi tollerante, vediamo cosa dissi scherzando (ma non troppo) per la bocciatura di Orsolini: povero Orso, lui che si va a cercar la palla anche nella sua area e se serve fa il terzino, lo stopper, no, stia a casa perché
Scamacca...Visto Scamacca? Visto
Chiesa? Visto
Fagioli? Non era meglio piegarsi a
Camarda? Visti tutti? Chi salviamo? Nessuno, stavolta neanche San Gigio. Tutti colpevoli".
Italia, senti Italo Cucci: "Abbiamo bisogno di semplici vittorie"
Cucci non si risparmia sull'Italia, dicendo: "Nessun colpevole. È storia patria. No, in verità c'è un solo colpevole: l'allenatore. Cosa gli ha fatto ai ragazzi di Berlino fra il bellissimo gol di Zaccagni e la vergogna di ieri sera? S'è trasformato in un santone, s'è messo a far prediche, faremo, vedremo. Mi hanno detto «Oggi gioca a quattro», 4-3-3, audace, pugnace, perspicace. Ha fatto peggio di Prandelli in finale con la Spagna, ma almeno prima ci aveva fatto divertire con Germania e Inghilterra. E qui comando io, e questa è casa mia.

Cucci poi conclude: "In questo Paese di poeti, artisti, santi, eroi... Ma mi faccia il piacere, 9-1, 9-1, 9-1, catenaccio, contropiede, sii italiano e basta. Non abbiano bisogno di lezioni ma di semplici, povere vittorie".