E' bufera su Vincenzo Italiano dopo la rovinosa sconfitta (3-0) per mano del Napoli. Sui social (ma non solo) impazza la protesta.
L'aura di predestinato che (inspiegabilmente) aleggia da anni attorno alla figura di
Vincenzo Italiano si attenua sempre di più sconfitta dopo sconfitta.
Dopo la finale di
Conference League persa contro il
West Ham e quella di
Coppa Italia persa contro l'
Inter, la
Fiorentina perde un altro trofeo e lo fa mostrando tutte le lacune del suo "gioco" e del credo del proprio allenatore.
Italiano, che bufera sui social!
"
Il gioco di Italiano è talmente calcio champagne che perfino i suoi giocatori sembrano ubriachi quando vanno in campo". Ammetto che mi piacerebbe appropriarmi della podestà di tale affermazione, tanto bella è, ma purtroppo non è farina del mio sacco
ma uno dei tanti commenti dei tifosi viola.
I tifosi della Fiorentina, infatti,
hanno utilizzato i social network per iniziare a manifestare il proprio dissenso nei confronti di
un allenatore che viene sempre celebrato dalla stampa ma senza apparenti meriti sportivi.
Non solo i social, però. Anche i quotidiani nazionali non ci vanno leggeri
e stamane Fiorentina.it ha voluto mettere a confronto i voti delle principali testate con quelli dati dai tifosi.
E il risultato è stato impietoso.
"Belli", ma eternamente perdenti
Oramai giunto al suo terzo anno di militanza sulla panchina viola,
è lecito iniziare a palesare seri dubbi in merito alla capacità di Italiano di far fare il tanto agognato salto di qualità alla Fiorentina.
Il livello di qualità della rosa messagli a disposizione, grazie agli investimenti importanti che puntualmente il patron
Commisso fa,
raramente viene rispecchiato dai risultati. E il suo "gioco", pervicacemente sempre uguale a sé stesso,
non riesce a valorizzare adeguatamente il materiale umano.
La Fiorentina in estate ha preso uno come
Arthur, che in Italia dovrebbe essere il miglior
play del campionato anche su una gamba sola. Ha due coppie di terzini (
Dodò-Kayode da un lato,
Parisi e
Biraghi dall'altra) che si sogna la maggior parte delle squadre italiane. Ha
Nico Gonzalez e
Bonaventura.
E nonostante questo non riesce a insediarsi nel vuoto di potere lasciato dai fallimenti di
Napoli e
Roma. Le speranze di quarto posto della Fiorentina sono infatti naufragate assieme all'infortunio dell'argentino, tanto che pare legittimo chiedersi chi sia a far giocare "bene" la squadra fra lui e l'allenatore.
Sinceramente fa tenerezza vedere uno come
Ikoné, che in
Ligue 1 terrorizzava le difese avversarie e vinceva un campionato a discapito del faraonico
PSG, in questo stato pietoso. Eppure, nonostante fare
mea culpa e cambiare idea sia da sempre sintomatico di grande intelligenza,
Italiano non molla la presa.
Giustificando l'ennesimo fallimento con l'evergreen "il Napoli si è chiuso tutti dietro" e ribadendo tronfio che "la mia squadra non giocherà mai così". Come se fosse un vanto.
Come se questo servisse a giustificare, anche solo in parte, la sonora lezione di calcio che Mazzarri gli ha impartito.