Dopo settimane di silenzio, Pogba potrebbe patteggiare. Dall'Inghilterra arriva un'indiscrezione sulla situazione del centrocampista della Juventus
Paul Pogba
Da terra Inglese arriva un’indiscrezione sulla squalifica che verrà decisa ai danni di Paul Pogba, sospeso dal Tribunale Nazionale Antidoping dopo che anche le controanalisi hanno confermato la positività del francese al testosterone.
Ai box dall'11 Settembre, il centrocampista della Juventusavrebbe scelto la strada del patteggiamento che andrebbe così a chiudere la questione il prima possibile, andando a evitare il processo, e facendo così partire la squalifica.
La pena dovrebbe riguardare un arco temporale dai 18 ai 24 mesi.
Uno sconto decisamente vantaggioso per il classe 1993 che rischia fino a quattro anni di squalifica, durata che si dimezzerebbe nel caso si dimostrasse come l’assunzione della sostanza incriminata sia stata involontaria.
Insomma: si cerca un accordo.
Una volta decisa la squalifica, la Juventusprenderà decisioni in merito al contratto del francese, valido fino al 2026 a 8 milioni di euro netti, che al lordo, grazie al Decreto Crescita, diventano 10,48 milioni.
Al momento, vista la sospensione, Pogbapercepisce lo stipendio minimo garantito dal regolamento FIGC: circa 2000€ mensili.
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Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.
Le scuse pubbliche non sono bastate a placare la tempesta diplomatica e mediatica che sta travolgendo Kylian Mbappé in Estremo Oriente. Il caso legato alle dichiarazioni del fuoriclasse francese sull'ex leader cinese Mao Zedong continua a produrre pesanti ripercussioni istituzionali e commerciali. Nelle ultime ore, la televisione di Stato cinese CCTV ha deciso di inasprire ulteriormente la linea, chiedendo al Real Madrid una presa di posizione ufficiale e subordinando qualsiasi futuro confronto a scuse formali da parte del club spagnolo.