Ecco le parole di Adrien Rabiot ai microfoni del canale ufficiale Twitch della Juventus, dove parla della sua permanenza in bianconero.
Perchè è rimasto alla Juventus?
Adrien Rabiot esalta i suoi tifosi.
Il centrocampista francese ha dichiarato di essere stato voluto a tutti i costi dal suo mister Massimiliano Allegri e da Cherubini insieme a tutto lo staff ed il gruppo squadra.
Un altro elemento che ha convinto Rabiot a rimanere in bianconero è stato sicuramente l'approccio dei tifosi in quest'ultima annata, che dopo aver speso diverse critiche nei primi anni alla Juventus, l'anno scorso lo hanno apprezzato per la sua tenacia e professionalità data in campo.
Un punto di riferimento nello spogliatoio
Rifiutare le sirene arabe è stata anche una scelta in vista del prossimo Europeo, che il francese lo vorrà giocare da protagonista con la sua nazionale.
Dopo quattro anni di Juve è diventato uno dei punti di riferimento nello spogliatoio e sta aiutando anche con la lingua, il nuovo arrivato Timothy Weah. Per ora parlano di più in francese, ma lo sta aiutando a parlare l'italiano, con cui Allegri parla a tutto il resto della squadra.
Prossimo step: superare il suo CT
Adrien Rabiot dopo l'esultanza di un gol.
Al momento è arrivato a 177 presenze con la maglia della Juventus, ad una sola presenza dal suo CT della nazionale Didier Deschamps. Il prossimo obiettivo è superare, l'ex regista bianconero nel numero di partite disputate.
Con Allegri, nonostante una stagione difficile, è diventato un punto cardine, sia a livello di reti ed assist, ma anche di posizione in campo, divenendo un centrocampista totale, tra i migliori in Serie A.
Perchè indossa la numero 25?
Il numero 25 non ha un vero simbolo su cui si è ispirato, in quanto è stata la prima maglia libera da quando è diventato un calciatore della prima squadra con il Paris Saint Germain, numero che è diventato suo anche con la Juventus, essendo stato libero fin dal suo arrivo.
Ecco con chi ha legato di più
Rabiot e Kostic a colloquio.
Quest'anno, Rabiot perde un amico come Cuadrado, passato all'Inter, ma ha legato con tutto il resto della squadra, soprattutto con i giovani come Iling Junior.
L'obiettivo, dopo due anni senza trofei, è sicuramente riportare lo scudetto a Torino, trofeo che ha vinto soltanto solo una volta, quando c'era Maurizio Sarri in panchina.
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Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.
Le scuse pubbliche non sono bastate a placare la tempesta diplomatica e mediatica che sta travolgendo Kylian Mbappé in Estremo Oriente. Il caso legato alle dichiarazioni del fuoriclasse francese sull'ex leader cinese Mao Zedong continua a produrre pesanti ripercussioni istituzionali e commerciali. Nelle ultime ore, la televisione di Stato cinese CCTV ha deciso di inasprire ulteriormente la linea, chiedendo al Real Madrid una presa di posizione ufficiale e subordinando qualsiasi futuro confronto a scuse formali da parte del club spagnolo.