Tether commenta l’assemblea Juventus tra apprezzamenti per l’ingresso di Garino nel CdA e richiami alla governance, mentre Elkann ribadisce l’impegno di Exor nel progetto bianconero.
Nel giorno dell’assemblea degli azionisti, la Juventus ha vissuto una delle pagine più particolari della sua storia societaria recente. Tether, che con l’11,5% del capitale è il secondo azionista del club, ha salutato con favore l’ingresso nel Consiglio d’amministrazione di Francesco Garino, espressione diretta della società delle stablecoin. Un’apertura positiva, accompagnata però da critiche puntuali alla governance bianconera.
In una nota ufficiale, Tether ha sottolineato: “Tether è lieta di vedere il Dott. Francesco Garino nominato nel Consiglio di Amministrazione della Juventus. Tifoso bianconero da sempre, nato, cresciuto e residente a Torino, il Dott. Garino porta con sé un profondo legame con il territorio e una vasta esperienza professionale che saranno di grande beneficio per i tifosi e per la comunità del club”.
Parole distensive, seguite però da un passaggio più duro: “Sebbene la Juventus resti una delle società calcistiche più iconiche al mondo, Tether ha costantemente promosso una governance più solida, una maggiore responsabilità e un coinvolgimento più trasparente con gli azionisti di minoranza. Il risultato odierno mette in evidenza le sfide ancora presenti nella struttura di governance attuale del club e la sua riluttanza a coinvolgere in modo trasparente tifosi e azionisti di minoranza”.
Il comunicato si chiude con un messaggio che suona insieme come impegno e monito: “Tether non vede l’ora di collaborare in modo costruttivo con il Consiglio di Amministrazione per contribuire a garantire che la Juventus prosperi dentro e fuori dal campo. Insieme, puntiamo a rendere nuovamente grande la Juventus, secondo il motto “Make Juventus Great Again””.
La presa di posizione segna un passaggio inedito: per la prima volta, la storica galassia Agnelli–Elkann si ritrova di fronte un socio capace di esporsi pubblicamente e di rivendicare un ruolo più attivo nella governance.
Dal canto suo, John Elkann ha voluto ribadire la centralità di Exor nel progetto bianconero e la volontà di non cedere quote, pur lasciando aperta la porta a nuove collaborazioni: “Rimaniamo pienamente impegnati nel progetto Juventus e siamo orgogliosi di esserne l’azionista di controllo da oltre un secolo. Siamo – e siamo sempre stati – aperti a idee costruttive da parte di tutti gli stakeholder che condividono la nostra ambizione e la nostra passione per il club”.
Un botta e risposta formale, ma che definisce con chiarezza gli equilibri di una Juventus che, dopo anni complessi, si prepara a una fase in cui la dialettica interna potrebbe diventare un elemento centrale del percorso di ricostruzione.
Aggiornato al 07/11/2025 18:02
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