La Juventus ha affrontato un mercato di gennaio complicatissimo, gestito da Cristiano Giuntoli con la pressione al massimo fino all’ultimo secondo.
L’obiettivo era chiaro: servivano quattro rinforzi e quei quattro sono arrivati. Un mercato essenziale, più di necessità che di visione a lungo termine.
Sono arrivati ben in quattro:
Alberto Costa al posto di Danilo, Veiga per sostituire Cabal, Kelly come alternativa a Bremer, Kolo Muani per rimpiazzare Milik
Le cessioni pesano, soprattutto quella di Fagioli, che ha chiesto di partire e ha lasciato un vuoto tecnico non facile da colmare. Arthur, invece, ha rinnovato il prestito al Girona, una mossa che non porta benefici immediati alla Juve.
Il giudizio complessivo? Un mercato da sufficienza, un “tappabuchi” più che una programmazione a lungo termine.
La paura di non farcela, in campo e fuori, ha giocato un ruolo chiave, portando a scelte di emergenza più che di prospettiva.
Alla fine, però, l’obiettivo è stato centrato: dare a Thiago Motta le pedine necessarie per lottare fino in fondo.
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Aggiornato al 04/02/2025 12:43
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