La Juventus crede molto in Timothy Weah e lo statunitense può essere un titolare in questa squadra. Ecco l'idea di Thiago Motta.
Juventus
Thiago Motta, neo allenatore bianconero, ha le idee ben chiare: Timothy Weah può essere il jolly della Juventus, capace di aprire le difese avversarie con le sue accelerazioni e un gioco offensivo parecchio brillante.
Il figlio d'arte può giocare, infatti, sia in posizione bassa che alta, adattandosi alle necessità della squadra.
L'amichevole contro il Norimberga
Il debutto di Tim nell'amichevole contro il Norimberga è stato significativo: entrato nella seconda frazione di gioco, lo statunitense ha mostrato subito la sua velocità e di cosa è in grado di fare.
Un posto in squadra ancora da conquistare, ma le parole di Thiago Motta sono state significative:
"Non penso di farlo giocare da terzino, ma ha dimostrato disponibilità in diverse posizioni: terzino, esterno destro, sinistro e anche attaccante. È importante perché offre varietà nelle scelte. Oggi sono contento di Timothy".
I numeri non parlano a caso: in 45' ha completato 3 dribbling su 3 tentati, vinto 4 duelli su 5 e sbagliato solo 4 passaggi su 18.
Il mercato
La Vecchia Signora crede molto in Timothy Weah e, nonostante gli interessamenti di altre squadre, la Juventus non ha mai aperto concretamente al mercato per lui.
Weah ha scelto di restare e ha dimostrato il suo valore nelle partite che contavano: a partire dalla Semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Lazio.
Che quella fosse una Juventus diversa, non adatta alle sue corde, non ci sono dubbi: oggi, però, Weah è pronto a cogliere nuove opportunità, accettando un ruolo da subentrante o sorprendere tutti con prestazioni di alto livello.
Giuntoli, in questa sessione di mercato, non sta cercando un giocatore molto diverso dal Nazionale statunitense: Adeyemi, ad esempio, ha caratteristiche simili, basate su corsa e soluzioni rapide.
Weah non è certo di un posto fisso, ma uno spazietto nella squadra dovrebbe garantirselo.
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Verso Como-Roma. I due allenatori arrivano al fischio d'inizio affrontando scenari differenti relativi alla condizione atletica dei rispettivi tesserati al rientro dalla sosta per le selezioni internazionali. Se il tecnico dei lariani può contare sull'intero organico a disposizione per schierare le sue certezze, sulla sponda capitolina la gestione degli infortuni e dei lunghi viaggi dei nazionali costringe la guida tecnica a valutare attentamente gli avvicendamenti tra i titolari.
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