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Leão: “Mi metterei in un top 11 Mondiale. Il mio idolo…”

Leão, dopo lo sfogo sui social riguardati i fischi ricevuti in MilanSassuolo, torna a parlare. Tra calcio e musica, il portoghese si confida

Leão

Tra un 2023 terminato con la vittoria del Milan a discapito del Sassuolo, con i rossoneri terza forza del campionato, Rafael Leão deve tornare ad alzare l’asticella.

Personalmente il portoghese non ha concluso l’anno solare nel migliore dei modi e ciò lo certifica il post inserito sul profilo ufficiale Instagram.

Proprio in quella risposta, ‘Voi parlate, io rispondo sul campo’, ai tifosi rossoneri che lo hanno fischiato nella sfida tra i rossoneri e neroverdi.

E, come dicevamo, Leão torna a parlare a 360° in un’intervista rilasciata a Sky Sport.

Calcio e musica

“Quando nasce la passione per la musica? Da sempre. Mio padre era un cantante, mio zio dj. Ho cominciato a cantare durante la quarantena: ho iniziato a scrivere della mia vita, dei momenti difficili, della mia famiglia.

Le parole delle mie canzoni? Mai arrendersi. Cinque anni fa ero un bambino in Francia e oggi gioco in uno dei migliori club del mondo”.

Momenti belli e difficili

“Tutti e due allo Sporting. Jorge Jesus normalmente non usava i giovani, per questo pensavo: ‘Qui sarà difficile giocare’. Però ho cominciato ad allenarmi, lui mi stava vicino e mi dava consigli.

Mi ha schierato a 18 anni in una partita contro il Porto, non me l’aspettavo. Prima di entrare pensavo: ‘Oggi ho mai più’. Abbiamo perso, ma ho fatto goal. E da lì ho pensato che potevo fare qualcosa di importante.

I momenti difficili? Quando sono andato in Francia. Nuova lingua, campionato diverso. Sono rimasto per cinque mesi in panchina, quindi sono cominciati i pensieri del tipo: ‘Forse non è stata una buona scelta’.

Ero giovane, abitavo da solo, ma tutto questo mi ha fatto crescere. Forse se fossi rimasto in Portogallo non sarei il giocatore che sono oggi”.

Sul goal di Simic a Monza

“Se mi sono rivisto in lui? Sensazione incredibile, come se avessi segnato io il mio primo goal con il Milan. Jan è bravo, ascolta i consigli. Come Camarda deve arrivare e porsi uno step dove potersi arrivare: l’importante è essere pronti.

Sapere che i miei compagni si aspettano tanto da me mi dà più motivazioni per entrare in campo. Mi spinge”.

Capitano contro l’Hellas Verona

“Quella settimana lì era stato un momento un po’ così. Non me l’aspettavo. Sono qua da tanto, il Milan mi ha fatto diventare un giocatore di livello. Anche senza la fascia di capitano… è una gioia giocare con il Milan“.

Inserimento nella top 11 Mondiale

“Il mio idolo è Cristiano Ronaldo. Se posso arrivare ai suoi livelli? Sì. Ma io non sono un giocatore egoista, posso fare goal ma se c’è un compagno faccio un passaggio.

Mbappé, Messi, Haaland sono a un altro livello, i numeri parlano per loro.

Se in questo momento mi metterei in una Top 11 mondiale? Sì, perché sto facendo bene e so che posso competere con gli altri. So che alcuni giocatori della mia età sono a un altro livello, però sì.

Chi sceglierei? Maignan; Cancelo, Ruben Dias, Thiago Silva, Theo Hernandez; Belingham, De Bruyne, Modric; Vinicius Junior, Mbappé, Leão“.

La pressione dei tifosi

“Quando sono arrivato nessuno parlava di me, mentre oggi sono un idolo qui. Questo è grazie ai tifosi, che mi hanno messo pressione: una buona pressione. Ad esempio: ‘Dai, muoviti, lo sai fare'”.

Sul vestiario ai Gran Galà del calcio

“Questione di personalità. Mia mamma non era molto convinta della gonna.

Mi ha detto: ‘Ma hai indossato una gonna? Perché?’.

E poi: ‘Ah, sì, sì, sei molto bello’.

La mia prossima passione? Mi piace provare molte cose. Magari vedo un quadro e provo…”.

 

Aggiornato al 01/01/2024 15:28

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Pubblicato da
Davide Giordana
Tag: Milan

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