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Lecce : Falcone ha parlato del momento dei salentini, dopo le prime tre partite di campionato

Lecce: Falcone ha rilasciato delle dichiarazioni nella pausa del campionato, dopo l’ottimo inizio fatto da lui e i suoi compagni nelle prime tre partite.
Il Corriere dello Sport ha pubblicato le dichiarazione rilasciate dal portiere del Lecce Falcone, dopo le prime tre partite di campionato, dove i salentini hanno realizzato 7 punti.
Queste le sue parole:
Come è stata la parata su Immobile?
«É stata una parata importante, stavamo perdendo 1-0. Quel gol avrebbe ammazzato la partita e per noi sarebbe stata difficile riprenderla».
E’ stata come e vittoria contro il Monza dello scorso anno.
«Non lo so, non parlerei di analogie. Anche perché in quel caso era un rigore, si trattava della partita della salvezza: è stato fantastico. La gara contro la Lazio, invece, era la prima di campionato: bello lo stesso, però il penalty parato a Monza rimane il mio apice con il Lecce».
Il suo legame con i tifosi giallorossi.
«Sin dall’inizio dello scorso anno ho percepito la passione dei tifosi, anche nei miei confronti. E devo dire che sono stato bravo durante l’anno a rassicurarli a suon di prestazioni, ma è sempre stato un crescendo. Poi a Monza ci siamo definitivamente innamorati a vicenda. Quest’estate mi hanno sempre scritto sui social, anche quando ero a Genova: sono contento di essere tornato anche per loro».
Ci racconti della sua estate con la Sampdoria
«All’inizio, devo essere sincero, non pensavo proprio di tornare dopo il controriscatto della Sampdoria. Con Trinchera ci siamo sentiti più volte, mi aveva detto che c’era la possibilità di un ritorno e io sono sempre stato entusiasta di questo, ero contento di poter tornare. La speranza non l’ho mai persa, ma c’erano giorni in cui era più alta e giorni più bassa. Alla fine… il lieto fine».
Differenze tra D’Aversa e Baroni
«Di sicuro qualche compagno, anche se il gruppo è rimasto in gran parte lo stesso. Il mister lo conosco dai tempi della Sampdoria, è stato bravo a continuare l’ottimo lavoro fatto da Baroni. Non ha stravolto le cose, ha dato giusto due-tre input: uno di questi è giocare maggiormente il pallone dietro. E devo dire che ci piace molto».
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Cristiano Ronaldo prossimo presidente del Valencia? Spunta l’indiscrezione

Torna alla ribalta l’idea di un acquisto del club spagnolo da parte di Ronaldo. Nessuna conferma ufficiale, ma una fonte autorevole alimenta le voci.
Nell’ultimo mese è tornata a circolare una voce che affiora ciclicamente negli ambienti calcistici e sui social: Cristiano Ronaldo è interessato all’acquisto del Valencia. A rilanciare l’indiscrezione è stato El Mundo Deportivo, che sottolinea come la storica amicizia tra il fuoriclasse portoghese e l’attuale proprietario Peter Lim sia alla base di queste speculazioni.
Al momento, però, nessuna dichiarazione ufficiale è arrivata né dal giocatore né dal suo entourage. Anzi, Lim ha recentemente ribadito, in un comunicato diffuso ai media di Singapore, che il club non è in vendita, affidandone la presidenza al figlio.
L’interesse di Ronaldo
Eppure, qualcosa sembra muoversi sotto traccia. I media digitali e i social network hanno amplificato l’ipotesi, suggerendo che Cristiano potrebbe contare sul sostegno finanziario della famiglia reale saudita o di fondi d’investimento legati al mondo arabo. Una condizione chiave per un’eventuale trattativa sarebbe la permanenza del Valencia in Liga, obiettivo ancora tutto da conquistare sul campo.
A dare una svolta al dibattito è stato il giornalista Julián Redondo, che nella sua rubrica su Mundo Deportivo ha affermato senza mezzi termini: “Cristiano Ronaldo sarà il prossimo proprietario del Valencia, se resterà in Prima Divisione”. Una dichiarazione forte, la prima a presentare la notizia non come voce ma come possibilità concreta.
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Ultim’ora Milan, ancora distanze con Paratici: due i veri motivi

Ultim’ora Milan, arriva una notizia importante in redazione che va un po’ a stravolgere quanto detto e scritto negli ultimissimi giorni. Un colpo di scena il cui epilogo è ancora tutto da scrivere.
Rimangono evidenti distanze tra il Milan e Fabio Paratici, una di queste difficile da sanare se le parti non troveranno una maniera adeguata.
L’ex DS della Juventus continua a rimanere in pole position anche perché gli incontri delle ultime settimane erano stati del tutto positivi.
Ma perché quindi sono tornate distanze tra le parti? I motivi sono sostanzialmente due, la causa secondaria è legata alle clausole inerenti un’eventuale processo penale in seguito all’inchiesta Prisma la cui fine potrebbe essere ben oltre il 20 luglio.
Ma il motivo principale ha un nome ed un cognome: Geoffrey Moncada. Sappiamo infatti che Paratici vuole portare suoi uomini di fiducia, in primis quel Lorenzo Giani che avrebbe dovuto scalzare Moncada e per il quale c’è stata la netta chiusura da parte di Giorgio Furlani.
L’Amministratore Delegato non ci sta ad un’uscita di scena di Moncada e spinge per farlo coesistere nell’entourage di Paratici. Quest’ultimo si oppone. Bisognerà risistemare gli equilibri interni per potere proseguire, cosa che, se ogni parte non arretra, vediamo essere molto dificile. Ad oggi non ci risulta che la trattativa sia saltata, seguiremo l’evolversi.
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Milan, la parola d’ordine sarà equilibrio: non solo in campo ma anche (e soprattutto) a livello dirigenziale

Milan, una parola che si sente moltissimo negli ambienti di calcio. L’equilibrio, quello sconosciuto al club rossonero durante l’attuale stagione. Si lavora per porvi immediato rimedio.
Equilibrio, una parola spesso accostata per mere questioni di organizzazione in campo, ma che nel caso dell’AC Milan va estesa su più livelli.
Sicuramente in campo durante l’attuale stagione non è stato trovato. Un centrocampo che non fa filtro e va ad esporre la squadra a clamorose imbucate avversarie col solo Fofana a cantare e portare la croce per troppo tempo. Sergio Conceicao ha provato in ogni modo, anche con un inteso utilizzo di Musah. Con l’arrivo di Bondo la situazione sembra essere migliorata, ma non ancora del tutto sanata.
Equilibrio che dovrà essere esteso dalla prossima stagione anche ai livelli dirigenziali. Una sorta di chi fa che cosa strutturato in maniera migliore con l’arrivo ormai certo di un DS che risponderà al nome di Fabio Paratici. I ruoli dovranno essere stabiliti e soprattutto rispettati, senza interferenze e soprattutto senza ingerenze.
Ibrahimovic dovrà smettere di giocare al direttore sportivo, ci sarà Paratici, e dovrà fare quello per il quale viene profumatamente pagaro, il Senior Advisor di Gerry Cardinale.
Giorgio Furlani dovrà tornare ad occuparsi di conti, di ricavi, di nuove sponsorizzazioni, di mantenere quelle attuali, senza intervenire su mercato o nominativi, per questo Paratici ha le spalle sufficientemente larghe per capire dove spingersi e come operare nel rispetto dei paletti imposti dalla proprietà.
Insomma, ognuno al suo posto senza calpestare i piedi, questa sarà una nuova importante sfida che rientra nella parola equilibrio nei ruoli. Ce la faranno? Per il bene del Milan saranno costretti.
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