Gary Lineker, commentatore televisivo e opinionista inglese, è sovente prendersi gioco del VAR sui propri profili social.
Nel weekend in cui il dibattito calcistico nostrano si incancrenisce nelle solite e sterili polemiche causate dal VAR, oltremanica si godono uno spettacolo senza tempo. Ovvero,
quello del calcio senza la tecnologia.
Lineker, galeotto fu il tweet
Il profilo Twitter di
Gary Lineker è fucina inesauribile di stilettate precise come rasoi e pungenti come aculei, per gli irredentisti sostenitori del
VAR. Cioè per quei quattro irriducibili che non sono stati avvisati di scendere dal carro.
E anche stavolta il buon vecchio Gary ci ha relegato una perla di rara efficacia comunicativa. Otto parole. Un concetto semplice, a tratti didascalico, ma capace di far saltare dalla sedia urlando i VARisti.
Ricordiamo che in Inghilterra non è previsto l'uso del VAR in Championship e nei primi turni delle coppe nazionali. Uno dei motivi per cui queste competizioni sono così amate oltremanica: un'occasione irripetibile per (ri)assaporare il gusto del
calcio vero.
Rocchi cantastorie demagogico
Nel mentre il designatore arbitrale
Gianluca Rocchi cerca di propinarci la favoletta che il VAR abbia corretto oltre mille errori dalla sua implementazione,
al 2 Luglio del 2023 la Gazzetta dello Sport contava 723 errori non corretti (o, peggio ancora, causati) dalla macchina infernale. Ci tengo a precisare che il dato di cui sopra riguarda solo quattro squadre, ossia
Torino,
Inter,
Milan e
Juve.
Chissà quali atrocità emergerebbero dal Vaso di Pandora se allargassimo il cerchio a tutte e venti le squadre di Serie A. O peggio ancora, se estendessimo il discorso oltre i confini nostrani. Perché si fa presto a ridurre il tutto a un "
problema culturale", ma, come ha giustamente sottolineato
Paolo Di Canio ieri sera al
Club di Sky,
in Inghilterra al VAR gli farebbero fare la fine di Giovanna d'Arco se soltanto potessero.
Senza considerare che i fantomatici dati che "
dimostrerebbero come il VAR abbia ridotto gli errori dell'86%"
non siano di dominio pubblico. Una casualità.
Così come è un caso che non si possa sentire in diretta ciò che si dicono arbitro e VAR. Manco fossimo negli archivi della NATO.
Chiedere a Gianluca Rocchi se il VAR ha migliorato il calcio è come chiedere a Giorgia Meloni se le riforme del suo governo hanno aiutato il paese.
Oste, com'è il vino? Il sapore di tappo rimane, anche se in sala continuano a spacciartelo come pregiato champagne della prima annata.
E tu le papille gustative le hai, caro lettore. Spero tu non abbia perso la capacità di sentire i sapori del pallone, dopo cinque anni di VAR. Indi per cui affidati soltanto al tuo
senso calcistico e non alla propaganda patrocinata da chi fa della demagogia spicciola la propria professione.
Il VAR uccide il calcio.