Le interviste
Massimiliano Rosolino: “Spalletti o si ama o si odia. L’Italia tornerà grande”
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L’ex nuotatore napoletano, Massimiliano Rosolino è stato intervistato ai microfoni di New Sound Level dove ha parlato del Napoli e della Nazionale di Mancini.
Massimliano Rosolino, ex nuotatore e commentatore televisivo ha commentato ai microfoni di New Sound Level nel consueto appuntamento de “Il Diabolico e il Divino” trasmissione in onda dalle 15 alle 17, le prestazioni del Napoli di Luciano Spalletti, della partenza di Lorenzo Insigne, della Nazionale di Roberto Mancini e degli Europei di Nuoto che ci saranno a breve nella Capitale.
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Massimiliano Rosolino: “Contento sia rimasto Mancini. Insigne ha pensato al business”
Queste le sue parole:
Perché in Italia sono cresciuti tutti gli sport, mentre il calcio italiano è calato di livello?
La realtà è che nei nostri sport c’è stata un’evoluzione continua, per vincere bisogna sempre superarsi in sport come il nuoto. Nel calcio credo che si pensi talmente tanto al club che si è persa quell’esaltazione del fatto di giocare in Nazionale. Si gioca talmente tanto con il club che i calciatori arrivano un po’ cotti. Io sono d’accordo con la polemica del capitano Bonucci, ma i criteri si conoscono a prescindere e valgono per tutti. Mi fa piacere che Mancini non si sia dimesso, perché comunque il risultato dell’Europeo non può essere dimenticato; in ogni caso quest’anno come Nazione abbiamo vinto in tantissimi sport e nella maggior parte la differenza l’ha fatta la fame anche laddove eravamo sfavoriti.
Livello italiano per Europei di Nuoto?
“Da venti anni a questa parte ma soprattutto negli ultimi 5 anni il nuoto italiano continua a stupire tutti, il fatto di poter gareggiare in casa dall’11 al 18 di Agosto fa ben sperare. Sarà un evento pazzesco con atleti straordinari e sarà utile per rilanciare una nuova immagine della catena sportiva italiana”.
Se il Napoli dovesse vincere lo scudetto?
“Mi faccio un bel tuffo a mare e sono felice così, non mi va di fare fioretti e di esaltarmi. Io sogno questo momento perché ho vissuto ai tempi di Maradona quando le piazze napoletane si erano colorate di celeste. Il Napoli negli ultimi anni non è mai riuscito a dare quella zampata vincente, adesso sarebbe il momento di regalarsi una bella emozione”.
Su Spalletti:
“Spalletti è uno di quei tecnici che o ami o odi, il Napoli negli ultimi anni ne ha avuti tanti che hanno spaccato la piazza. Per nessuno è semplice allenare il Napoli perché quando arriva un tecnico nuovo si dice che trova mezza panchina vecchia. Sicuramente è un allenatore determinato e molto serio”.
Sullo stadio Diego Armando Maradona e il Presidente De Laurentiis:
“È una cosa grande, lo stadio adesso è tirato a lucido perché abbiamo avuto le Universiadi perché se avessimo dovuto aspettare il Presidente De Laurentiis che ridesse una tinteggiata staremmo ancora coi murales. Gli anni più belli del Napoli comunque sono stati quelli in cui ci stava Diego, che ci ha permesso di levarci quel sassolino dalla scarpa contro i più forti”.
Una battuta in chiusura su Lorenzo Insigne:
“Senza tentennamenti io credo che se avesse svelto una squadra più vincente sarei stato più favorevole nei suoi confronti, invece credo che la sua scelta si astata solo economica e quindi non mi è piaciuta così tanto. Ormai però i calciatori hanno un loro business, quindi non posso che fare gli auguri a Lorenzo Insigne”.
Le interviste
ESCLUSIVA CS – Dino Marino: “Il mio obiettivo è dedicarmi ai ragazzi, aiutarli a creare un avvenire”
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Dino Marino, ex calciatore dell’Inter, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni riguardo la sua nuova vita dopo l’aver appeso gli scarpini al chiodo.
L’ex giocatore di Inter e Arezzo, Dino Marino, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni. Diversi i temi affrontati, tra cui la sua nuova esperienza di formatore di giovani, dopo aver detto addio al calcio giocato.
Esclusiva CS, le parole di Dino Marino
Con l’aver messo gli scarpini al chiodo, ora ti dedichi nelle polisportive di calcio all’insegnamento della voglia, della passione e del talento a questi ragazzi, giusto?
“Sì, cerco di aiutarli. Ci sono tanti ragazzi di prospettiva che se allenati in un certo modo, possono rendere tanto. Il mio obiettivo è dedicarmi ai ragazzi, aiutarli a creare un avvenire. Ho giocato nell’Inter, ho avuto molti allenatori, ma posso garantirvi che l’unico allenatore che mi ha insegnato tutto è stato mio padre. Voglio cercare di dare ai ragazzi quello che mio padre mi ha insegnato. Il mio obiettivo è lavorare sulla qualità, oramai nessuno ci lavora più: pensano tutti alla tattica”.
A proposito di ragazzi che segui, partiamo con Mattia Piciollo. Classe 2007, allenato da te nell’ultimo periodo.
“Ora Mattia è andato al Follonica in Serie D. Ho preferito farlo andare in una piazza di Serie D per farlo maturare prima. È un ragazzo di prospettiva, io l’ho allenato qualche mese, ma il lavoro più grosso l’ha fatto il nonno, perché l’allenato tantissimo. Ho notato in lui delle qualità importanti. Il fisico, l’altezza (1,87), usa entrambi i piedi, è elegante. È un giocatore da società professionistiche di un certo livello per le qualità che possiede.
Ho notato ciò e ho cercato di aiutarlo perché secondo me, partendo dalla Serie D e avendo a che fare con giocatori grandi ed esperti, può maturare prima. Questo anche grazie all’aiuto di Mauro Scarino, che me l’ha presentato e ha dato una grossa mano affinché possa far bene. È un giovane che può fare tanto perché ha delle qualità fisiche importanti. Ormai tutti guardano il fisico nelle società di Serie A, Serie B, Serie C. La prima cosa che guardano è il fisico e lui c’è l’ha.
Deve soltanto lavorare con i grandi e capire che il calcio non è il settore giovanile, ma quello dove adesso si trova.
Vorrei ringraziare il mister Marco Masi, il direttore Marco Comparini e il direttore Paolo Giovannini che hanno creduto in lui e hanno preso subito il ragazzo”.
L’Intervista integrale sul nostro canale Youtube
Le interviste
ESCLUSIVA CS – Rijeka, Djalovic: “Cannavaro e Gattuso grandi allenatori, ma noi puntiamo al titolo”
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La nostra redazione ha avuto l’onore e il piace di intervistare Radomir Djalovic, allenatore del Rijeka, attualmente primo in classifica in Croazia.
La redazione di Calciostyle ha avuto l’opportunità di intervistare Radomir Djalovic, ex attaccante montenegrino che, dopo due anni trascorsi da vice-allenatore, ad agosto scorso è stato scelto come guida tecnica del Rijeka.
Scelta che, almeno fino a questo momento, ha ampiamente ripagato, visto il primo posto in classifica nel campionato croato. Con lui abbiamo parlato del rendimento della squadra ma anche degli allenatori nostrani emigrati in Croazia.
Esclusiva CS – Rijeka, le parole di Djalovic
Il Rijeka occupa la posizione di leader nel campionato croato nonostante il fatto che si combattano due grandi allenatori italiani Gennaro Gattuso (Hajduk) e Fabio Cannavaro (Dinamo Zagabria). È vero che il budget annuale del Rijeka è di 15 milioni di euro, dell’Hajduk di 50 milioni e della Dinamo di 60 milioni? Come riesci a combatterli?
È vero che i budget di Dinamo e Hajduk sono 6, 7 volte più grandi dei nostri, ma a volte, anche se i soldi sono molto importanti, non sono decisivi. Cerchiamo con un grande lavoro di creare un clima familiare in cui i giocatori danno il massimo, insieme ai nostri tifosi, per lottare con loro, e per ora sta andando bene.
Chi è il tuo più grande rivale in questa stagione, Gennaro Gattuso o Fabio Cannavaro?
Sono entrambi bravissimi allenatori, come dimostrano i loro risultati, ed entrambi sono rivali nella corsa al titolo, a pari merito si potrebbe dire.
Pensi che i due allenatori italiani abbiano portato lo stile di calcio italiano nei due più grandi club croati?
Sì, entrambi hanno portato uno stile italiano riconoscibile in Croazia, e i loro risultati dimostrano che sono allenatori bravi e di grande successo.
Speri di poter ancora vincere il titolo?
Lo spero. anche se questo è il mio primo lavoro da allenatore, ma sarebbe bellissimo riuscire a superare entrambi e riuscire a festeggiare alla fine. Noi ci crediamo, anche se ci siamo indeboliti perché abbiamo venduto 3 dei nostri migliori giocatori una settimana fa. Una cosa è certa: non ci arrenderemo e lotteremo fino alla fine.
Hai mai pensato di allenare un club italiano?
Certo. Sono ancora giovane, ma sarebbe un onore e un privilegio lavorare in Italia in futuro.
Le interviste
ESCLUSIVA CS – Mauro Scarino: “Serata all’insegna del calciomercato, il Gran Galà del Calcio…”
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Mauro Scarino, organizzatore dell’Adicosp, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni per l’ultimo giorno di calciomercato all’evento all’hotel Hilton di Roma.
Mauro Scarino è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni nell’ultima giornata di calciomercato direttamente dall’evento organizzato dall’Adicosp, associazione italiana direttori e collaboratori sportivi, all’hotel Hilton EUR La Lama proprio per le ultime trattative della sessione invernale.
ESCLUSIVA CS – Le parole di Mauro Scarino
“Questa è una serata all’insegna del calciomercato, che comprende tutta la Serie A e anche il calcio internazionale. Questo tipo di evento all’Hilton comincia a prendere sempre più piede, vediamo una partecipazione sempre più ampia da parte delle persone persone. Una serata importante anche per il gruppo dell’Adicosp che si sacrifica ogni anno per organizzare questi eventi in cui siamo tutti presenti.”
Cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi eventi Adicosp?
“Con il presidente Morrone si cercherà sempre di organizzare eventi importanti. La sua presenza è molto fondamentale in quanto è una persona che per impegno e per serietà non si trova facilmente in giro. Il gruppo continuerà ad andare avanti cercando di migliorare le situazioni in questi eventi in cui l’affluenza di pubblico è enorme.
Il Gran Galà del Calcio è un evento molto bello in cui partecipano anche persone, all’interno del mondo calcistico, di spicco. Dietro c’è sempre un’organizzazione fatta ai minimi dettagli, con accuratezza per tutte le situazioni. Ogni anno comunque si spera sempre di migliorare l’esperienza e di andare sempre avanti.”
Colpo del mercato?
“Sicuramente può essere quello di Joao Felix al Milan.”
Ranieri ha dato la scossa alla Roma?
“Ranieri ha sicuramente dato una scossa importante alla squadra giallorossa, in quanto il gruppo, rispetto a prima, ha acquisito più sicurezza. Lo abbiamo visto nella partita contro il Napoli in cui la Roma ha fatto una bellissima partita e, nonostante sia andato in svantaggio, è riuscita a recuperare facendo un bellissimo secondo tempo impegnando il Napoli in diverse azioni. Credo che la Roma punterà sul rinnovo in panchina di Ranieri.”
Intervista completa sul nostro canale Youtube
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