Milan, abbiamo raccolto in esclusiva ulteriori informazioni che vanno parzialmente a chiudere un puzzle davvero molto interessante, coinvolgente ed a tratti clamoroso. Vediamole insieme
Il Milan potrebbe nuovamente vedere un cambio al vertice. E gli indizi, a dire il vero ci sono tutti. Il pressing per l’ok al nuovo stadio, un tesoretto scomparso per il mercato invernale che sarà gestito unicamente con prestiti, questi sono solo due motivi che ci fanno propendere verso una cessione. Ma c’è molto altro, abbiamo infatti raccolto ulteriori notizie in esclusiva.
Avevamo già scritto del Fondo Pif, peraltro proprietario anche del Newcastle. Considerati quindi gli inevitabili conflitti di interessi che di fatto andrebbero a complicare un’operazione di acquisizione di un altro importante club come il Milan, gli arabi stanno spingendo ed appoggiando con forza il Fondo Aramco. Ricordiamo che Pif è azionista di maggioranza proprio di Aramco, fondo da 580 miliardi in gestione.
Ovviamente, come detto, si spinge per l’ok allo stadio in maniera tale da potere vendere il Milan ad una cifra di poco superiore ai 2 miliardi di euro. Tuttavia questa non sarà una conditio sine qua non, Aramco potrebbe comunque procedere, acquisendo le quote del club ovviamente ad una cifra minore, si parla di 1,6 miliardi. Il tutto consentirebbe a Gerry Cardinale di estinguere anticipatamente il debito di 600 milioni, liquidare Paul Singer il quale detiene un 20% del Milan e monetizzare plusvalenza.
La possibile roadmap vede infatti l’ingresso della nuova proprietà entro la fine di febbraio. Una volta insediata ci saranno tutti gli aggiustamenti e la burocrazia del caso fino a diventare gli unici proprietari a partire dal mese di luglio. Queste le clamorose novità sulle quali siamo riusciti a mettere mano.
Precisiamo, per dovere di informazione, che tutto quanto scritto in questo articolo è frutto di indiscrezioni ricevute da noi di Calcio Style, molto difficile in questa fase iniziale essere precisi su cifre e contenuti anche perché di solito le parti, venditrice ed acquirente, firmano appositi patti di riservatezza proprio per fare uscire meno spifferi possibili. Anche perché trattasi di società quotate in borsa.
Aggiornato al 26/12/2023 22:38
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