Milan, uno dei più grandi attaccanti della storia del calcio mondiale. Ci riferiamo a Marco Van Basten il quale troppo presto ha dovuto appendere gli scarponcini al chiodo. Ne ripercorriamo la carriera qui di seguito
Pochi calciatori hanno saputo unire classe, eleganza e letalità sotto porta come Marco van Basten. Nato a Utrecht il 31 ottobre 1964, van Basten è stato uno dei più grandi attaccanti della storia del calcio, simbolo di un’epoca in cui la tecnica pura e l’intelligenza tattica erano al centro del gioco.
Gli inizi: il talento olandese
Cresciuto nel vivaio dell’Elinkwijk, Marco mostrò fin da bambino un talento fuori dal comune. A soli 16 anni venne notato dall’Ajax, che lo portò nelle sue giovanili. Debuttò in prima squadra nel 1982, entrando al posto di un certo Johan Cruijff, di cui divenne presto l’erede spirituale.
Con la maglia dell’Ajax mise in mostra un repertorio tecnico eccezionale: controllo di palla sublime, movimenti eleganti e una capacità di segnare in qualsiasi modo — di destro, di sinistro, di testa o in acrobazia. In cinque stagioni ad Amsterdam segnò 128 gol in 133 partite, conquistando tre campionati olandesi e una Coppa delle Coppe.
L’approdo al Milan: l’epoca d’oro
Nel 1987, a soli 22 anni, Marco van Basten fu acquistato dal Milan di Silvio Berlusconi, che aveva appena avviato la costruzione di un progetto ambizioso sotto la guida di Arrigo Sacchi. All’inizio, i problemi fisici lo limitarono, ma dal 1988 in poi il Cigno di Utrecht divenne il simbolo della rinascita rossonera.
Con il Milan vinse tre Scudetti e due Coppe dei Campioni, formando un tridente leggendario con Ruud Gullit e Frank Rijkaard. I suoi gol, spesso capolavori d’arte, hanno segnato un’epoca: celebri quelli contro il Real Madrid, contro il Lecce e, soprattutto, quello al volo nella finale dell’Europeo 1988 contro l’URSS — forse il più bello della storia del calcio.
Il trionfo europeo del 1988
Con la maglia dell’Olanda, van Basten raggiunse il vertice della sua carriera. All’Europeo del 1988, disputato in Germania Ovest, trascinò la nazionale oranje al suo primo storico titolo continentale. Fu capocannoniere del torneo e autore di reti memorabili, tra cui la tripletta alla Germania Ovest e la magica volée in finale. Quell’immagine rimane una delle più iconiche nella storia del calcio mondiale.
Il dramma degli infortuni
Purtroppo, il talento di van Basten fu spezzato troppo presto dai problemi cronici alle caviglie. Dopo numerose operazioni e tentativi di recupero, fu costretto a ritirarsi a soli 28 anni, nel 1995. Un finale amarissimo per un giocatore che aveva ancora molto da dare, ma che aveva già lasciato un’impronta indelebile.
La carriera da allenatore e la vita dopo il calcio
Dopo il ritiro, van Basten intraprese la carriera da allenatore: guidò l’Ajax, la Nazionale olandese e altre squadre nei Paesi Bassi, senza però riuscire a replicare i successi da calciatore. Negli anni successivi ha lavorato anche come dirigente e commentatore sportivo, mantenendo un profilo sempre elegante e rispettato.
Eredità di un campione
Marco van Basten non è stato solo un bomber: è stato un artista del calcio, un interprete unico del ruolo di centravanti moderno. Capace di fondere potenza, grazia e visione, ha ispirato generazioni di attaccanti, da Shevchenko a Van Persie, fino a Lewandowski.
Oggi, il suo nome evoca perfezione tecnica e malinconia, quella di un genio interrotto troppo presto ma rimasto eterno nella memoria dei tifosi.
Come disse Arrigo Sacchi:
“Van Basten era il calcio fatto uomo. Non giocava, dipingeva.”
Aggiornato al 31/10/2025 11:53
Il Racing può incassare 200mila dollari ogni quattro presenze valide dell'argentino. I nerazzurri finanziano la…
La Juventus valuta Neto dopo l'infortunio di Grabara: il brasiliano è la pista più concreta…
Il laterale svizzero è diventato titolare fisso con Fonseca e ha già firmato 2 gol…
Martínez sarà impegnato con la Spagna fino al 6 ottobre, mentre l'ex Lazio resterà ad…
Il Milan aggiorna la composizione del proprio Consiglio di Amministrazione: Giorgio Furlani non ne fa…
Il portoghese è libero da contratto dopo tre anni al Bayern Monaco: piace anche all'Olympiacos,…