Milan, lo abbiamo visto e sentito evocare più volte argomenti biblici per giustificare una condotta altalenante del mercato estivo. Forse estenuante, a detta di molti. Fatto sta che nulla sembra essere come prima.
Il
Milan stenta in campionato e oltre ai meri risultati di campo, anche lo spogliatoio sembra essersi girato in una
polveriera. Tutto troppo veloce per essere solo alla terza partita. Una situazione che deve essere presa in mano da un uomo di polso.
Tuttavia, da quello che ci riferiscono, quell'uomo di polso sembra avere perso stimoli e voglia di affrontare situazioni così delicate e, dette per inciso, non del tutto volute da lui. Come la questione allenatore, sappiamo benissimo che il suo nome era
Antonio Conte, proposta poi bocciata dai piani alti e con un mezzo accordo in tasca.
Da qui alla vacanza dell'altro giorno durante una gara complessa contro la
Lazio. Tutto ci aspettavamo tranne la sua assenza all'Olimpico. Una nota del tutto stonata, come stonato il comportamento di
Theo Hernandez e
Leao. Cose che un buon dirigente stoppa sul nascere. Ma la domanda è una sola:
Ibrahimovic ha ancora voglia?
I rapporti con il resto della dirigenza non sono mai stati idilliaci, ma i ruoli sono sempre stati chiari, lo svedese è a libro paga
Redbird, un uomo di
Gerry Cardinale, tanto per intenderci. Ci aspettiamo risposte in questi giorni, non ci stupirebbe
un nuovo ruolo dell'ex attaccante rossonero al di fuori dal
Milan.