Milan, gli uomini di Pioli escono con le ossa eccessivamente rotte dopo la gara persa contro l'Inter valevole per la semifinale di Coppa Italia. Un attacco sterile ed un uomo sul banco degli imputati. Leggeremo qui di seguito come stanno realmente le cose.
Il
Milan esce sconfitto dallo stadio San Siro in maniera netta, probabilmente eccessiva per quanto visto in campo. Gli uomini di
Stefano Pioli per larghi tratti hanno giocato un calcio dterminato, propositivo, anche pericoloso. Un gol, a nostro parere valido, non convalidato dal Var ha di fatto chiuso i giochi e sono stati bravi i nerazzurri a trovare la rete del definitivo 3-0 che ha capitalizzato l'incontro e consegnato agli uomini di
Inzaghi una finale che mancava dal 2011.
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Milan, un attacco sterile
Sul banco degli imputati è sicuramente apparso
Olivier Giroud. L'attaccante francese, da diverse settimane chiamato agli straordinari causa la prolungata assenza di
Ibrahimovic, non sta rendendo quanto sperato come apporto in zona gol. L'ex Chelsea non trova la via del gol dalla gara vittoriosa contro il
Napoli. Da allora prestazioni anche abbastanza convincenti sotto l'aspetto dell'impegno e della dedizione, ma senza quel qualcosa in più che è insito nel ruolo di una famelica punta quale è sempre stato.
Sono già
sei le gare consecutive senza gol per Giroud. Probabilmente troppo, ma le colpe vanno divise equamente con l'intero reparto offensivo ad iniziare dalla trequarti. Un chiaro ed evidente
concorso di colpe che non deve essere minimizzato. Non a caso dalla gara contro i partenopei il Milan ha perso brillantezza,
Brahim Diaz ha continuato la sua involuzione, sulla fascia destra sono arrivati pochissimi palloni giocabili, mentre su quella sinistra
Rafael Leao ha cercato di fare il suo, con alterne fortune. La verità è che a Giroud arrivano pochi, se non nessuno, palloni giocabili e risulta molto complicato, per un attaccante magari non proprio dinamico, andarsi a prendere occasioni da rete.