Milan, come ogni fine anno andiamo a vedere i top e i flop di questa prima parte di stagione.
Il
Milan chiude la prima parte di stagione con un
terzo posto in classifica, non pochi rimpianti
Champions ed un cammino non del tutto lineare in campionato. Insomma, ci si aspettava di più, ma il tempo di recuperare ci sarà nella seconda parte.
Milan, i top: Maignan è una sentenza
Analizziamo i top di questa prima parte di stagione. Troviamo un ex aequo tra
Maignan e
Pulisic, voto 8. Il primo è una vera e propria sentenza con parate importanti in ogni gara, il secondo ha avuto un impatto dirompente con
6 reti all’attivo.
Poco dietro un terzetto composto da
Tomori, Reijnders e Giroud, voto 7. Il centrale inglese sta dimostrando di essere affidabile ed un vero punto fermo, il neo acquisto a centrocampo un prezioso metronomo. Giroud non ha bisogno di presentazioni, prezioso in zona gol e grande spirito di sacrificio. A nostro avviso andrebbe gestito meglio per renderlo decisivo nelle partite importanti.
Seguono
Loftus-Cheek e Musah, voto 6,5. Entrambi nuovi acquisti, si sono perfettamente integrati negli schemi di Pioli senza alcun tipo di timore.
I flop, uno su tutti Leao
Il primo flop è proprio
Rafael Leao, voto 5, il quale ha come parziale attenuante l’infortunio che lo ha costretto fuori dai giochi per un certo periodo. Soli
tre gol per il portoghese. Ci si aspetta decisamente di più da lui nella seconda parte di stagione.
In seguito troviamo
Theo Hernandez, voto 5. Il francese sembra un lontano parente dell’ inarrestabile treno in grado di fare tutta la fascia in velocità.
Calabria e Chukwueze voto 5,5. Il capitano è spesso andato fuori giri, subendo troppo gli attacchi avversari ed incidendo poco in attacco. Il
nigeriano invece è apparso eccessivamente leggero, sebbene in queste ultime apparizioni stia provando ad invertire la rotta.
Veniamo infine al tecnico
Pioli, voto 4,5. Vero, troppi infortuni, ma la causa degli stessi è probabilmente imputabile ad errori in fase di preparazione. Evidenti anche gli errori durante alcuni cambi e certi approcci alla gara definibili eccessivamente blandi. Insomma, uno degli artefici di questa mezza stagione deludente è proprio lui.