E' un Milan disastrato quello che domenica sera è uscito dal San Siro con l'ennesima sconfitta sul groppone. Lo sconforto si vede negli occhi dei calciatori che nonostante una discreta prestazione generale vengono nuovamente battuti, si vede negli occhi del tecnico Stefano Pioli che prova a vincerla in tutti i modi con grinta e carattere, ma invano, e si vede negli occhi dei tifosi sempre più delusi da un periodo che ormai dura anni dove i trofei vinti sono stati praticamente nulli, le arrabbiature molte ed il futuro incerto.
Per trovare un avvio di stagione più disastroso rispetto a quello attuale bisogna risalire addirittura agli anni 1941-1942 quando la squadra in 11 gare riuscì ad uscire battuta in 7 occasioni. Il rischio di fare addirittura peggio è molto concreto, il Milan dovrà infatti affrontare Juve e Napoli e se il gioco sarà quello visto sinora, difficilmente si riuscirà a fare risultato.
Si lavora sulla testa
Uno dei motivi principali di un avvio così sottotono ritengo sia imputabile alla mentalità o meglio, alla mancanza della stessa. Lo scorso anno sotto la guida del tecnico Gattuso si era trovata un'alchimia difficilmente ripetibile, per questo ritengo che averlo costretto alle dimissioni sia stato un errore. Giampaolo prima e Pioli adesso non sono riusciti a lavorare correttamente sulla testa ed i risultati si vedono in campo quando scendono 11 giocatori del tutto spauriti e la paura porta a sbagliare. I ripetuti errori in fase difensiva, lo scorso anno baluardo impenetrabile della squadra, dimostrano quanto sostengo, vedere un giocatore come Calabria sbagliare una quantità inenarrabile di palloni durante una partita è sinonimo di poca tranquillità, unita senz'altro ad una tecnica non eccelsa.
Mancano giocatori d'esperienza
Puntare sui giovani è sempre un progetto sfidante, coinvolgente, ma al tempo stesso molto pericoloso, soprattutto se si vuole tornare a vincere in tempi brevi senza lasciare la possibilità di crescere come dovrebbero. Serve sicuramente aggiungere esperienza, che sia Ibrahimovic o qualche profilo economicamente più abbordabile, l'importante è inserire uno o due innesti in grado di farsi sentire in campo e soprattutto nello spogliatoio. Ritengo che nel mercato invernale di riparazione Boban e Maldini sapranno intervenire in tal senso, i nomi che circolano sono molti, alcuni altisonanti, fatto sta che la dirigenza dovrà essere brava ed accorta nello scegliere dei profili sostenibili come monte ingaggi ed al tempo stesso in grado di far ripartire la squadra nel più breve tempo possibile, ideale la scelta di giocatori che magari hanno già militato nella serie A.