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Milan-Newcastle 0-0, gara a senso unico ma che sprechi: le pagelle dei rossoneri
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Milan-Newcastle, i rossoneri buttano alle ortiche una ghiotta occasione per uscire dal San Siro con i tre punti. Una gara praticamente a senso unico, con gli uomini di Pioli spreconi in troppe occasioni. Male Leao. Qui di seguito le pagelle del Milan
Maignan 6: serata inoperosa per il francese, esce per infortunio al flessore (dal 35’ st Sportiello 7: entra freddo, ma si supera su tiro di Longstaff)
Calabria 5: non è particolarmente lucido e riesce a patire gli sterili attacchi avversari facendosi pure ammonire (dal 1’ st Florenzi 6,5: entra molto bene in partita, soprattutto riesce a crossare per i compagni)
Thiaw 6,5: non viene particolarmente impegnato, ma con Tomori vicino è un altro giocatore
Tomori 7: partita impeccabile la sua. In 90 minuti cancella le troppe critiche ricevute nei giorni scorsi
Theo Hernandez 6: parte molto bene e sembra essere la sua serata, scompare con il passare dei minuti
Loftus-Cheek 6,5: molto bravo a tenere il pallone, ma anche a cercare le incursioni a campo aperto, esce per crampi (dal 26’ st Musah 6,5: ci teneva a giocare ed ha ripagato ampiamente la fiducia del tecnico)
Krunic 5; Pioli non lo toglie mai, oggi molto meno presente del solito e particolarmente nervoso
Pobega 6: gioca un po’ a sorpresa, ma fa il suo senza tuttavia lasciare il segno (dal 15’ st Reijnders 6: meno concreto del solito, si guadagna una sufficienza stiracchiata)
Chukwueze 5,5: poteva fare di più, attacchi sterili soprattutto nella ripresa quando poi viene cambiato (dal 15’ st Pulisic 6: il solito dinamismo, vivace e più preciso del nigeriano)
Giroud 5: accusa il fatto di aver sempre giocato da inizio stagione. È forte, lo sappiamo, ma sappiamo anche dei suoi 37 anni. Andrebbe gestito probabilmente meglio
Leao 4: il peggiore in campo. Il colpo di tacco stride ancora adesso. Completamente svogliato e fuori dal gioco.
Pioli 5,5: un turnover alla prima di Champions quando era obbligatorio vincere fa un po’ storcere il naso. Tuttavia ai rossoneri manca soltanto il gol, supremazia assoluta contro un avversario normale.
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Juventus-Empoli, cosa è successo dopo la partita
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La sconfitta della Juventus contro l’Empoli è stata sicuramente un colpo pesante, tanto per la squadra quanto per l’ambiente circostante, creando un’atmosfera quasi surreale, difficile da comprendere pienamente.
La descrizione dell’ambiente nello stadio, prima e durante la partita, e in seguito nella sala conferenze, trasmette perfettamente quel senso di disorientamento che ha dominato i momenti successivi alla partita.
L’analisi dell’allenatore, Thiago Motta, sembra rappresentare il punto di rottura di una stagione che ha mostrato più ombre che luci.
Il suo intervento in conferenza stampa è stato davvero un momento storico, una sorta di “J’accuse” che lo ha visto accusare la sua squadra per la mancanza di atteggiamento e di coraggio, pur assumendosi lui stesso le proprie responsabilità.
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Teun Koopmeiners e Thiago Motta ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Juventus-Empoli il post gara
È raro vedere un allenatore esporsi in modo tanto vulnerabile, ma allo stesso tempo lucido, come ha fatto Motta.
La sua commozione è chiara, ma la sua analisi della situazione è altrettanto concreta, mettendo a nudo i problemi e la gravità della situazione. Thiago Motta ha chiaramente bisogno di trovare risposte in tempi rapidi, ma si trova davanti a un bivio fondamentale: riuscirà a superare questa crisi con la sua squadra, o la frattura sarà insanabile?
Il rispetto per Thiago Motta è indiscutibile, per il coraggio di esporsi e di affrontare una situazione delicata in modo trasparente. Tuttavia, come giustamente sottolineato, ciò non significa che sia esente da responsabilità. Alcune sue scelte tattiche e gestionali non sono riuscite a dare il giusto impulso alla squadra, e questo si è visto chiaramente anche in partite che sulla carta sembravano abbordabili, come quella contro l’Empoli.
In questi momenti, la parola “rispetto” assume una doppia valenza: da un lato, il rispetto per un allenatore che si mostra onesto e diretto, ma dall’altro, è necessario anche che il suo operato porti a risultati concreti. La situazione di Motta è ora in bilico, e seppur non si parli ancora di esonero, la sua posizione non è più sicura come prima. Il futuro della Juventus potrebbe dipendere da come riuscirà a gestire i prossimi passi, sia come leader che come tecnico.
La frenesia che circonda il futuro di Thiago Motta e della squadra è palpabile. Le voci su un possibile cambio, e la crescente incertezza, dimostrano quanto sia delicato questo momento per il club bianconero. Le prossime settimane saranno decisive per capire se Motta avrà la forza di riportare la squadra sulla giusta rotta, o se la sua avventura alla Juventus giungerà al termine.
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LA DELUSIONE DELLA JUVENTUS ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
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Stadio della Roma, Gualtieri: “Ci siamo quasi, ci aspettiamo il progetto definitivo in primavera”
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Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, ha parlato ai microfoni di Radio Globo soffermandosi sulla situazione legata al nuovo stadio del club giallorosso.
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, è intervenuto presso l’emittente radiofonica di Radio Globo soffermandosi sul tema legato al nuovo stadio della Roma, in zona Pietralata.
Stadio della Roma, le parole di Gualtieri
“Rispondo spesso a questa domanda, visto che mi viene rivolta spesso anche su Instagram. Lo stadio non lo fa il Comune ma la Roma, che ha avviato la procedura e nei passaggi finali ha lavorato tantissimo. Ieri è stata depositata la parte che riguarda i trasporti e ci aspettiamo quindi entro la primavera il progetto definitivo. Siamo in un momento importante e positivo, tutti mostrano stanno mostrando il massimo impegno per un progetto che sembra splendido. Parliamo di uno stadio che porterà anche la riqualificazione di un’area, che verrà completamente riformata. Ci siamo quasi”.
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Rudi Garcia: “Dopo l’esperienza a Napoli, ho organizzato seminari con il mio staff. Il ruolo di ct è molto diverso da quello di un allenatore di club”
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Rudi Garcia prepara la sua prima convocazione con il Belgio e punta a chiudere la carriera alla guida dei Diavoli Rossi. Ecco le sue parole.
Rudi Garcia ha ormai superato il primo mese alla guida del Belgio e si prepara a stilare la sua prima convocazione in vista del playoff di UEFA Nations League contro l’Ucraina, in programma a marzo. Il tecnico francese ha già messo nero su bianco una lista preliminare di 50-55 giocatori, lasciando aperta la porta a un possibile ritorno di Thibaut Courtois. Per affrontare al meglio questa nuova avventura, ha cercato consigli da chi conosce bene il mestiere.
Le Parole di Garcia
“Ho parlato con Didier Deschamps e Walid Regragui, con cui ho un ottimo rapporto sin dai tempi in cui giocava a Corbeil-Essonnes,” ha raccontato Garcia. “Il ruolo di commissario tecnico è molto diverso da quello di un allenatore di club. Si passa da un calendario frenetico, con 50-60 partite all’anno, a una dozzina di incontri quando non ci sono tornei importanti. Mi hanno suggerito di concentrarmi sugli aspetti fondamentali: organizzazione, gestione delle liste e comunicazione con i giocatori. Servono chiarezza, logica e buon senso.”
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Didier Claude Deschamps ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Sull’addio al Napoli
“Dopo l’esperienza a Napoli, ho organizzato seminari con il mio staff per valutare le migliori opportunità, sia a livello di club che di nazionali. Il Belgio era tra le scelte in cima alla lista, ma non avevo escluso un ritorno in un club. C’erano state delle discussioni, tra cui anche un interesse per il Rennes, ma non si è concretizzato.”
Ora, però, Garcia guarda solo al presente e al futuro con i Diavoli Rossi. “Mi sento già al 100% belga. Spero di chiudere la mia carriera qui.”
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