Milan, seconda sconfitta consecutiva in casa, eguagliando un triste record di Giampaolo, e prima vittoria stagionale per l’Udinese. Basta questo per capire il momento, ma andremo ad aggiungere altri dettagli che decretano lo stato attuale di crisi dei rossoneri
Se la
sconfitta casalinga contro la
Juventus seconda in classifica poteva essere catalogata tra le partite brutte,
ma che ci possono stare, quella contro l’
Udinese dovrà invece essere archiviata direttamente nel cestino. Per come è stata preparata e gestita, semplicemente in modo imbarazzante ed ai limiti della decenza.
Inevitabili i fischi dei
70.000 tifosi rossoneri svegliati solo al 98’ dal triplice fischio finale. Metà di essi avrà infatti dormito per quasi tutta la gara, una partita che definire soporifera è quantomai corretto.
Pioli riesce semplicemente a sbagliare tutto. Ad iniziare da
Jovic, giocatore che, se in forma, può anche avere un senso, ma così difficilmente sarebbe titolare in Serie C, con tutto il rispetto. Un improbabile modulo con
Musah a destra ed il solito
Krunic a fare danni a centrocampo. Inutile girarci intorno, il bosniaco dal ritorno dall’infortunio non ha ancora convinto e quindi perché non mettere
Adli dal primo minuto il quale, una volta subentrato, è stato il migliore in campo?
Ma quello che mi preme sottolineare è l’
approccio alla gara. I
rossoneri sapevano che l’unico risultato era la vittoria, per scacciare crisi e malelingue e poi perché, nel pomeriggio, l’
Inter aveva vinto a Bergamo consolidando il primo posto in classifica. Una condizione da
mordere il campo ed invece gli uomini di Pioli sono scesi in campo più molli delle pere cotte. Sintomo che qualcosa non va nella preparazione.
Una sconfitta che fa male, contro un’avversaria che ha corso molto, ma che proprio irresistibile non è, tanto che tra le due compagini erano 15 i punti di differenza. Contro il
Paris Saint Germain in Champions League non servirà una partita eccezionale, ma un miracolo.