Napoli, Koulibaly: "Dovevo andare via per vedere il Napoli campione d'Italia"

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Napoli, Koulibaly: "Dovevo andare via per vedere il Napoli campione d'Italia"
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Napoli, Kalidou Koulibaly parla del suo presente e dello scudetto azzurro in un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport. Ecco alcune delle sue dichiarazioni più significative. La vita, alle volte è strana: è stato solo dopo che Kalidou Koulibaly ha lasciato Napoli che gli azzurri hanno vinto lo scudetto. Malgrado il destino beffardo, comunque, il giocatore si dice felice per il traguardo raggiunto dai suoi ex compagni: "Sono molto felice per lo scudetto: ho lottato otto anni per averlo e tutti dicono che se fossi rimasto lo avrei vinto anche io, ma io credo nel destino. Era scritto così. Che dovevo andare via io, per vedere il Napoli campione d’Italia". D'altra parte, il giocatore ha poco di cui lamentarsi: la sua vita è radicalmente cambiata e ora è pronto a iniziare la prossima stagione in un campionato totalmente nuovo: quello dell'Arabia Saudita. Della sua scelta, Koulibaly si dice molto felice: "Sono felice perché sono musulmano e arrivo nel Paese giusto. E sono entusiasta di essere uno dei primi a sbarcare in un campionato in evoluzione: spero di aiutare l’Arabia Saudita e l’Al-Hilal a scrivere una nuova storia sportiva. E poi c’è questo contratto molto importante".

Il suo pensiero è rivolto soprattutto alla sua famiglia e alla sua possibilità di rendersi utile sostenendo attività di beneficienza: "Potrò aiutare tutta la mia famiglia a vivere bene, dai miei genitori ai miei cugini, e soprattutto sostenere le attività sociali della mia associazione in Senegal, Capitane du Coeur".

Sul Chelsea e l'esperienza in Premier League, il giocatore esprime ammirazione, malgrado la scelta finale di andarsene via perché non gli era stata garantita la possibilità di giocare sempre: "Con il Chelsea ho vissuto una grandissima esperienza. La Premier è fantastica: tanta intensità, tanti gol, giocatori molto veloci, grandi talenti.

Loro si aspettavano il Koulibaly di Napoli, ma non credo che la mia stagione sia stata così male. Avevo bisogno di tempo: in un anno non ho potuto dimostrare quello che avrei voluto per le scelte dell’allenatore e della società".
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