Coach Maurizio Sarri of Ss Lazio during the Italian Serie A, football match between Juventus Fc and Ss Lazio, on 13 November, 2022 at Allianz Stadium, Turin, Italy Photo Nderim Kaceli - Credit: Nderim Kaceli/LiveMedia
Le dimissioni di Maurizio Sarri, all’indomani della sconfitta interna contro l’Udinese, hanno mandato la Lazio in subbuglio.
Stante che Lotito non ha ancora accettato le dimissioni di Maurizio Sarri ed è per questo che l’ufficialità dell’addio tarda ad arrivare, che il matrimonio innaturale fra la Lazio e l’ex-tecnico del Napoli fosse prossimo all’epilogo lo si sapeva da tempo.
Noi di CalcioStyle vi raccontavamo da mesi di una separazione inevitabile in estate. Un epilogo naturale seppur tardivo, in quanto Sarri le dimissioni avrebbe dovuto rassegnarle questa estate (dopo il peggior mercato della gestione Lotito) e non a stagione irrimediabilmente compromessa.
Con una manciata di giornate al termine di un campionato virtualmente finito prima ancora della sconfitta di ieri sera, difficilmente Lotito deciderà ora il tecnico che guiderà il nuovo corso. Sia perché credo sia stato spiazzato anche lui dalla decisione del proprio allenatore, sia perché nessun allenatore di livello accetterebbe di prendere la Lazio in questo momento.
Il favorito della dirigenza capitolina, ovvero Igor Tudor, non vuole prendere la squadra in corsa e soprattutto chiede almeno tre anni di contratto. Troppi per Lotito, che prima di legarsi così tanto a un nuovo allenatore vuole vederci chiaro. Probabile quindi che si vada su un caretaker in grado di traghettare la squadra sino a fine stagione.
La soluzione maggiormente gradita al patron bianco celeste sarebbe quella di Miroslav Klose, che accettando di prendere la squadra in un momento del genere dimostra un coraggio che era tipico della sua maestosa figura anche quando era calciatore. C’è solo un piccolo problema, ovvero che Miro vuole essere pagato.
Sacrilegio per Lotito, che a questo punto potrebbe varare una soluzione ad interim. Ovvero prendere un componente del quadro societario (quindi già a busta paga) e promuoverlo a capo allenatore. Una scelta che ricadrebbe inevitabilmente su un non-allenatore, o per lo meno su una figura senza esperienza nel calcio professionistico.
In tal senso il primo della lista sembrerebbe essere Tommaso Rocchi. L’ex-capitano bianco celeste ha sempre avuto un rapporto molto stretto con Lotito, ma rappresenterebbe sicuramente una scelta azzardata in quanto il livello più alto a cui ha allenato è l’under 14 dei biancocelesti.
Klose vanterebbe già un curriculum più ricco, essendo stato sia selezionatore delle nazionali giovanili tedesche ma anche assistente al Bayern Monaco oltre che primo allenatore dell’Altach: squadra della massima serie austriaca.
Ed ecco allora che fra i due litiganti a godere potrebbe essere un altro fedelissimo di Lotito, ovvero Cristian Brocchi. Una via di mezzo fra l’esperienza di Klose (ha allenato Milan, Brescia, Monza e Vicenza) e l’aziendalismo di Rocchi. Brocchi accetterebbe un contratto semestrale senza necessariamente un’opzione di rinnovo (esattamente come l’ex-compagno) a cifre decisamente inferiori rispetto a quelle che pretenderebbe il teutonico.
Aggiornato al 12/03/2024 16:26
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