Repetita iuvant: i club di Premier League, da qualche anno a questa parte, sono tenuti a non registrare perdite annue superiori ai 35 milioni di sterline. Il conteggio viene effettuato sulla base dell'ultimo triennio. In questo caso, al Leicester viene contestata una perdita complessiva eccedente di 85 milioni di sterline rispetto al massimale previamente stabilito.
Il Leicester, da canto suo, è convinto di aver agito secondo le regole e di aver rispettato pedissequamente i limiti imposti dal FPF. Nell'ultimo anno e mezzo, le foxes hanno fatto registrare entrate vicine ai 200 milioni di euro solo con la cessione dei calciatori. Liquidità arrivata con sacrifici pesanti, come quelli di Fofana, Barnes, Maddison e Castagne.
Una solerzia in uscita contraddistinta da un mercato in entrata austero e fortemente orientato al bilancio, come dimostra lo zelo con il quale è stato condotto l'affare Sensi. Il Leicester è convinto di poter appianare totalmente ciò che rimane del debito grazie agli ingenti proventi di cui possono godere le squadre neopromosse in Premier League, ma se così non fosse il Leicester sarebbe costretto a operare delle cessioni per rientrare nei ranghi.
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Il tecnico ha confermato il retroscena sull'ex difensore rossoblù. Il club turco valutò il colombiano per rinforzare la difesa, ma la concorrenza e la crescente priorità data dal giocatore alla Juventus cambiarono lo scenario.
Nonostante un avvio di stagione complesso dopo l'addio ad Antonio Conte e un mercato condizionato dai paletti finanziari, la sintonia tra Aurelio De Laurentiis e Massimiliano Allegri resta solida: il patron azzurro rinnova la fiducia al tecnico, pronto a varare una mini-rivoluzione tattica e atletica per rilanciare la squadra.
Il terremoto finanziario che ha travolto il Manchester City trova la ferma reazione di Noel Gallagher: il chitarrista degli Oasis esprime amarezza per le sanzioni, ma rivendica con orgoglio le vittorie conquistate dai calciatori sul rettangolo verde.
Da scarto di lusso sulla lista dei partenti a pilastro insostituibile nel centrocampo della Juventus, la parabola di Douglas Luiz sotto la gestione di Luciano Spalletti ha convinto la dirigenza della Continassa a blindarlo con un prolungamento fino al 2030.