L’interrogatorio è durato circa 11 ore e Parnasi è crollato davanti ai pm e ha confermato quello che c’era nell’ordinanza di custodia cautelare, quello che emergeva chiaramente dalle intercettazioni telefoniche e ambientali. “Ho pagato tutti i partiti”, è quanto avrebbe sostanzialmente confermato davanti agli inquirenti.
Parnasi avrebbe ammesso, in tema di finanziamenti alla politica, di aver donato denaro,per un tornaconto personale, per accreditarsi, per avere rapporti con tutti i partiti, avrebbe ribadito a chi indaga così come emerge dalle carte dell’inchiesta. “Ho pagato tutti”, ha raccontato, in sintesi, il costruttore ai magistrati.
Parnasi pagava per aggirare possibili intoppi di natura burocratica e incassare autorizzazioni e ‘via libera’ di tipo tecnico, per velocizzare l’iter amministrativo di determinate procedure, per mantenere rapporti cordiali con chiunque.
Tra le delucidazioni date agli inquirenti da Parnasi molti hanno riguardato la figura dell’ex presidente di Acea, Luca Lanzalone(consulente di fatto del Comune di Roma) per l’abbattimento delle cubature nel progetto della struttura di Tor di Valle.
Oggi nuovo confronto con gli inquirenti.
Aggiornato al 27/08/2026 16:24
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