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Udinese, della squadra “verde” se ne parla anche in Spagna

Pare che l’Udinese sia la squadra più “green” d’Italia e tra le prime quattro al mondo: un primato che non è passato inosservato al quotidiano spagnolo Marca.

Non ci sono dubbi: in questo periodo l’Udinese è proprio sulla cresta dell’onda. Dopo l’esordio ultra positivo in campionato, che l’ha portata in cima alla classifica della Serie A forte di 10 punti in 4 partite (equivalenti a 3 vittorie e un pareggio), ora i friulani si sono guadagnati un po’ di fama all’estero.

Una fama che non è legata ai risultati del campo ma ad altri risultati virtuosi: quelli raggiunti dal club in termini di impatto ambientale. Lo dimostra l’indicatore della Brand Finance Football Sustainability Perceptions, che testimonia come il club sia il più “verde” in Italia e al quarto posto nel mondo.

Udinese, chi ha innescato la rivoluzione verde?

A riportare il primato è il quotidiano spagnolo Marca, che imputa la responsabilità della rivoluzione verde del club alla direttrice commerciale – e figlia del presidente – Magda Pozzo. Pozzo ha dichiarato: “Per noi ci sono due parole chiave: innovazione ed ecosostenibilità. Vorremmo essere pionieri in questo senso.

L’Udinese si è unita al programma Sport for Climate Action dell’ONU e fa parte del Comitato di Sostenibilità dell’Associazione Europea dei Club (ECA, ndr). È un grande traguardo. Solo 20 dei 700 club che fanno parte della ECA compongono il Comitato. Per noi è importante inviare un messaggio al mondo grazie al calcio e alla sostenibilità”.

E sul campo della sostenibilità in senso più ampio, dovrà affrontare lo svedese AIK e lo scozzese Celtic. In palio non c’è un trofeo calcistico ma un premio ECA per la categoria Impatto sociale.

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La rivoluzione in nome dell’ambiente ha avuto inizio nel 2019 con la partnership con Bluenergy, che ha poi dato il suo nome allo stadio del club: “Abbiamo deciso di consumare esclusivamente energia verde, riuscendo a risparmiare 5.000 tonnellate di emissioni di carbonio“. Per perseguire l’obiettivo, inizialmente, il club ha respinto alcuni sponsor non in linea con i suoi obiettivi di sostenibilità.

Il modus operandi e gli obiettivi in termini di sostenibilità

Magda Pozzo ha raccontato quali sono i prossimi passi del club nella direzione della sostenibilità: “Abbiamo installato 2.409 pannelli solari che inaugureremo all’inizio del 2025 per trasformare il nostro stadio nel primo parco solare sportivo d’Italia.

Produrremo un milione di megawatt all’anno, con cui alimenteremo la maggior parte delle partite. L’obiettivo è ospitare la nostra prima partita a emissioni zero, come accaduto nel match Tottenham-Chelsea. È complicato, ma ci stiamo lavorando. Se non sarà questa stagione, sarà la prossima”.

Tra le iniziative, ci sono quelle di eliminare totalmente l’uso della plastica allo stadio e di limitare al massimo lo spreco alimentare: “Per i giocatori, ad esempio, abbiamo creato delle borracce speciali. Inoltre, abbiamo un’app per pianificare i pasti, in modo che non ci siano sprechi. Lo stesso sistema lo abbiamo applicato nei giorni di partita, e tutti gli avanzi vengono riutilizzati da associazioni della comunità bisognose”.

Pozzo è ottimista: “La UEFA ha lanciato un’altra app per misurare le emissioni di carbonio in ogni dipartimento del club. È difficile… ma fantastico. Ad aprile sapremo dove emettiamo di più e inizieremo una nuova pianificazione. Abbiamo persino una responsabile della sostenibilità, qualcosa che due anni fa era impensabile”.

E, come Martin Luther King, “she has a dream”: “Abbiamo 20.000 metri quadrati attorno allo stadio che vogliamo sviluppare. L’idea è creare una città ecologica con palestra, centro medico, piscina, asilo… Sarebbe perfetto, come vivere in un mondo ideale“.

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Aggiornato al 20/09/2024 10:32

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Pubblicato da
Giulia Bucelli
Tag: Udinese

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