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Verde saluta lo Spezia: “Una montagna russa di eventi”
Nella giornata odierna Daniele Verde ha firmato con la Salernitana. Dopo 4 anni con la maglia dello Spezia il numero 10 lascia i liguri, congedandosi con una lettera commovente.
Sul suo profilo Instagram, Daniele Verde ci ha tenuto a ringraziare e salutare tifosi e compagni che lo hanno accompagnato in questi 4 anni di militanza allo Spezia.
Il classe 1996 ha speso parole al miele per tutti coloro i quali hanno preso parte al suo viaggio, definendoli amici e reputandosi orgoglioso di aver potuto indossare anche la fascia da capitano.
Lo attende una nuova esperienza in Serie B, alla Salernitana, in cui dovrà prendere per mano i compagni e trascinarli in alto. 
La lettera di Verde
“Chi mi conosce sa che sono sempre sorridente e pronto allo scherzo, ma oggi faccio fatica ad esprimere i miei sentimenti. Il calcio va al di là di un pallone e terminare il mio percorso giocato in questo spogliatoio e nel mezzo al sentimento di questa città è stato un onore. Mentre scrivo l’emozione è palpabile e non so nemmeno da dove cominciare a comunicare la mia gratitudine e il mio ringraziamento” afferma Verde.
“Grazie Spezia; grazie presidente, grazie direttore, grazie al mister e al suo staff, grazie team manager, grazie ai dottori e allo staff medico, grazie alle persone che lavorano dietro le quinte, grazie ai miei compagni di squadra che mi hanno regalato emozioni uniche.
Grazie ai tifosi, grazie a tutte quelle persone, e sono parecchie, che in questi quattro anni ho avuto la fortuna di conoscere, quegli amici che oltre al calcio mi hanno regalato sempre qualcosa di nuovo, che mi hanno fatto sentire a casa nonostante la distanza. Infine, alla mia famiglia. Il vostro amore e la vostra pazienza mi hanno permesso di vivere il mio sogno, non avrei potuto desiderare un supporto migliore nei momenti belli e in quelli meno belli.
Grazie di cuore. Ho vissuto il viaggio più bello, imprevedibile e stimolante. Una “montagna russa” di eventi, fatto di tante vittorie, ma altrettante cadute che non avrei superato se non avessi avuto tutti voi al mio fianco. Vi porterò sempre nel cuore, come il più prezioso dei tesori. Grazie di tutto. È stato un onore e un privilegio essere il vostro capitano” conclude così la toccante lettera l’ormai ex giocatore dello Spezia.
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Theo Hernandez, ora parla la compagna: un’altra occasione persa per stare zitti | L’editoriale di Mauro Vigna
Theo Hernandez, da grande campione rossonero a nostalgico, così ci viene da pensare, dei tempi che furono. E, aggiungo, che mai più torneranno.
Un’altra occasione sprecata per stare zitti. Questa volta a parlare è la compagna Zoe Cristofoli la quale si è così espressa durante l’intervista rilasciata al podcast One more time:” I problemi c’erano già prima in campo…c’erano problemi…Non c’era più il clima sereno, non vedevo la sua serenità in casa. Lo vedevo triste. Io so bene come sono andate le cose, so la verità. Lui sarebbe rimasto al Milan per sempre. Ci sono giocatori che fanno cose fuori dal campo, lui ha sempre detto no no no. Anche altri lavori, altri guadagni. A Milano aveva trovato la sua dimensione, la sua famiglia. Cosa doveva fare? Farsi trattare male?
A prescindere che nessuno al Milan ha mai trattato male Theo Hernandez, anzi…stando a quanto riferito, alcune volte è stato anche oltremodo difeso e protetto in momenti in cui magari avrebbe potuto essere esposto alla gogna mediatica. Cosa che poi puntualmente è accaduta quando la vita da sportivo in alcuni momenti è venuta meno. Insieme ai compagni di merende Jimenez e Walker, ad esempio…guarda caso entrambi non più in rosa.
E come dimenticare il caso del cooling break, gestito in maniera pessima dall’allora tecnico Fonseca. Ci fosse stato Allegri, lo sappiamo, certe cose non sarebbero accadute e probabilmente Theo, da vittima quale si sente, avrebbe visto il campo con il binocolo. E allora sì che magari avrebbe qualcosa da recriminare. Ora, permettetemi, ma queste dichiarazioni mi sembrano solo ed esclusivamente fatte per visibilità, per far vedere che esiste ancora, ma la scelta di andare a giocare in un campionato mediocre, lontano dal mondo calcistico che conta l’ha fatta lui per i soldi.
Fare mea culpa a volte è consigliabile, anziché spalare sterco nel piatto che lautamente lo ha saziato per anni.
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Milan, ma cos’ha realmente Nkunku? Infortunio o strategia?
Milan, una domanda che si pongono in molti. Di quale entità è l’infortunio di Chistopher Nkunku?
Nemmeno il tempo di dimostrare di non essere un colossale flop che Christopher Nkunku, in seguito alla doppietta contro il Verona, si infortuna.
E’ infatti notizia recente che dopo Cagliari, l’attaccante francese non sarà nemmeno presente nella sfida casalinga di questa sera contro il Genoa nella cornice del San Siro.
E di certo il Milan non spicca quanto a comunicazione. Ufficialmente si dovrebbe trattare di una botta alla caviglia, ma i dubbi interpretativi di questo infortunio sono davvero molti.
A iniziare dalle voci di un trasferimento, peraltro nemmeno troppo nascosto, al Fenerbahce alla corte del suo “vecchio allenatore” Domenico Tedesco.
Attenzione però anche al Galatasaray che all’ultimo potrebbe chiedere informazioni, l’interesse ci riferiscono ci sia.
Delle due l’una, infortunio o strategia? Noi propendiamo verso la seconda. Ovviamente non mettiamo il dubbio che la caviglia sia malconcia, ma la scorsa settimana ci avevano raccontato di un giocatore praticamente recuperato, ora invece salterà l’ennesima gara. Il tutto ci puzza.
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Milan, effetto Fullkrug: un carisma che coinvolge tutti!
Milan, fonti molto vicine al mondo di Milanello ci confermano un certo effetto Fullkrug. Vediamo di cosa si tratta nel dettaglio.
Lo abbiamo chiamato effetto Fullkrug. Ci riferiamo al dirompente e coinvolgente entusiasmo messo in atto dal primo minuto in cui l’attaccante tedesco ha solcato la porta di Milanello.
Sorriso in faccia, aria da veterano del calcio e tanta voglia di farsi amare fin da subito da compagni e allenatore.
Tanto da aver pagato il conto per tutta la squadra in occasione della cena che si è tenuta due giorni fa in una nota pizzeria di Milano. Un gesto semplice, ma che dimostra un già spiccato attaccamento al club.
Chi lo vede arrivare racconta di un ragazzo sorridente, educato e al tempo stesso guascone che sta imparando la lingua italiana con una notevole intensità.
I primi minuti col Cagliari sono sembrati incoraggianti, sebbene ancora lontano dalla migliore forma. Ovviamente un attaccante è valutato per i gol, attendiamo quindi la sua prima marcatura in Serie A.
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