Esteri
Wolfsburg Borussia Dortmund : le pagelle di Calcio Style
Wolfsburg Borussia Dortmund è il match delle 15:30 che vede scontrarsi i gialloneri che inseguono la capolista, e il Wolfsburg che vuole riconfermare l’ottima prestazione di settimana scorsa contro l’Ausburg.
Wolfsburg
Casteels: 5.5 Molto attento su tutti i palloni, incolpevole al primo gol subito, ma al secondo non gli riesce la parata. Molto impegno, ma non è abbastanza.
Mbabu: 6.5 Ottimo dribbling e corsa, buona copertura in fase difensiva. Ogni tanto si presta a qualche iniziativa che porta la squadra ad attaccare. Cerca di farsi vedere spesso dal regista, ma non viene servito come meriterebbe.
Pongracic: 5.5 Non può nulla contro la velocità dei suoi clienti di oggi.
Brooks: 6 Il migliore nella fase difensiva del Wolfsburg di oggi, dimostra una buona mentalità difensiva. Giocatore molto utile alla squadra. Ogni tanto si presta a qualche inserimento che porta direttamente la squadra in attacco. Però non è abbastanza purtroppo.
Roussillon: 5 Praticamente assente. Utile in fase di pressing, ma nulla di più. (Al 64esimo Klaus: 4 Messo in campo per dare una opzione in più in attacco, si fa vedere poco ed è poco attento alle azioni di gioco. Il colmo arriva quando si fa espellere per un brutto fallo su Akanji. Molto male.)
Mehmedi: 5.5 Si presta a qualche spunto tecnico interessante, ma non è incisivo.(Al 85esimo Victor: nv)
Schlager: 5 Poco presente per la squadra.
Arnold:5.5 Nel primo tempo a parte un buon pressing non dimostra molto. Nel secondo tempo si riprende per abbassarsi a fare il regista.
Steffen: 6 Dimostra un buon dribbling e una discreta tecnica. La maggior parte delle azioni più offensive della squadra partono da lui.
Ginzeck: 5 Si dimostra molto aggressivo, ma nel modo sbagliato. Poco lucidità in fase offensiva. (All’ 64esimo Brekalo: 5 Non da l’incisività richiesta, si limita al compitino. Si pretende di più da lui.)
Weghorst: 6 Tanta aggressività in fase di pressing, il migliore praticamente. Lotta su tutti i palloni e aiuta molto la squadra in fase difensiva. Avrebbe meritato il gol per l’impegno dimostrato oggi.
Borussia Dortmund
Burki: 6 Un’altra giornata in cui non viene chiamato a fare grandi parate.
Piszczek: 6 Molto attento in fase difensiva.
Hummels:7 Il migliore della difesa giallonera di oggi. Purtroppo ha dovuto abbandonare il campo a inizio ripresa, ma nei primi 45 minuti ha dimostrato di essere lui il pilastro della difesa del Dortmund, offrendo anche degli inserimenti che spingevano in avanti la squadra. (All’ 45esimo Emre Can: 6 Sostituisce il miglior difensore della partita e dopo dei primissimi errori si dimostra quantomeno concentrato.)
Akanji: 6.5 Rispetto alla settimana scorsa, riesce a farsi vedere più spesso. Determinante quando il Wolfsburg aveva iniziato a spingere di più nel secondo tempo. Molto bravo.
Hakimi: 6.5 Grazie alla sua velocità la squadra ha potuto mettere in grave difficoltà la squadra avversaria che presentava un pressing molto agguerrito e una difesa inizialmente solida. Ottimo mix di velocità e tecnica. Suo è il raddoppio giallonero.
Delaney: 6.5 Lotta su tutti i palloni. Soffre molto il pressing della squadra biancoverde, ma non molla neanche per un attimo.( All’84esimo Schmelzer: nv)
Dahoud: 6 Buono in fase difensiva e dimostra una grande tecnica. Ma non è stato incisivo oggi.
Guerreiro: 6.5 Suo è il primo gol del Dortmund. Sempre attento a tutte le manovre offensive della squadra. Quando Haaland goffamente sbaglia il tiro eccolo che arriva pronto a metterci una pezza. (All’84esimo Balerdi: nv)
Hazard: 6.5 Si fa vedere poco, ma quando lo fa è molto incisivo. Un ottimo assist e vari spunti tecnici. (All’80esimo Reyna: nv)
Haaland: 6 Non proprio la sua giornata oggi. Gli è mancato il solito gol.
Brandt: 7 Il migliore della partita. I suoi spunti tecnici sono sempre una gioia per gli occhi e per i suoi compagni. Molto bene oggi. Dimostra sempre una grande visione di gioco. (All’60esimo Sancho: 6.5 Entra in campo e offre un paio di spunti in velocità di cui uno in combinazione con Hakimi in cui il marocchino riesce a gonfiare la rete. Terribile quando inzia una ripartenza, gli avversari non lo riprendono più).
Saudi Pro League
Cori su Diogo Jota, bufera in Arabia: “Inaccettabile”
Federcalcio saudita e Saudi Pro League condannano i cori contro Neves dedicati a Jota. L’Al Hilal presenta un esposto, interviene Ronaldo.
Diogo Jota, condanna delle istituzioni e la reazione di Ruben Neves
Una dura presa di posizione congiunta da parte della Federcalcio saudita e dei vertici della Saudi Pro League ha stigmatizzato in maniera perentoria gli spiacevoli episodi verificatisi sulle tribune in occasione del recente match di campionato tra Al Taawoun e Al Hilal. Attraverso una nota ufficiale diramata agli organi di stampa, le massime istituzioni del calcio locale hanno definito del tutto inaccettabili e contrari ai valori dello sport i cori ingiuriosi indirizzati a Ruben Neves.
Le provocazioni giunte da una frangia del pubblico erano mirate a colpire la sfera personale e intima del centrocampista portoghese, facendo esplicito e speculativo riferimento alla dolorosa scomparsa dell’ex compagno di squadra e grande amico Diogo Jota, tragicamente venuto a mancare nel luglio 2025 all’età di 28 anni.
Al termine del confronto sul terreno di gioco, lo stesso Neves non ha nascosto la profonda amarezza per l’accaduto, affidando ai microfoni delle emittenti ufficiali uno sdegno lucido ma severo nei confronti di chi ha travalicato il confine del rispetto umano per cercare di condizionare una prestazione sportiva.
La vicenda ha superato in breve tempo i confini del campo da gioco, suscitando un’ondata di indignazione globale e raccogliendo l’immediata solidarietà di vari esponenti del calcio internazionale. Tra questi spicca l’intervento di Cristiano Ronaldo, che ha preso posizione pubblica per difendere il compagno di nazionale e condannare senza appello l’utilizzo di drammi personali a scopo di scherno.
Le iniziative legali dell’Al Hilal e la tutela dei tesserati
A sostegno del proprio calciatore si è mossa con immediatezza anche la dirigenza dell’Al Hilal, diramando un comunicato formale volto a ribadire il totale rifiuto di qualsiasi condotta incivile o lesiva della dignità umana all’interno degli impianti sportivi. Il club di Riad ha espresso una ferma intolleranza verso quegli atteggiamenti intesi a bersagliare gli atleti o i loro affetti personali, evidenziando come simili episodi rischino di minare l’immagine dell’intero movimento calcistico saudita in una fase di forte espansione e visibilità internazionale.
Per dare seguito concreto alle proprie dichiarazioni, la società ha annunciato di aver già inoltrato un formale esposto agli organi disciplinari della Federcalcio saudita. L’obiettivo primario dell’azione legale risiede nella richiesta di sanzioni rigorose ed esemplari verso i responsabili e le tifoserie coinvolte, sollecitando l’adozione di tutele vincolanti ed efficaci per garantire la massima protezione dei propri tesserati e preservare l’integrità morale della competizione all’interno di ogni stadio del Paese.
Ligue 1
Kvaratskhelia: “Ecco perché tengo i calzettoni bassi”
Kvaratskhelia svela a The Athletic il motivo dei calzettoni abbassati. La nascita del rito al Napoli e l’emozione per “Kvaradona”.

Khvicha Kvaratskhelia ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
L’origine del rito, la scaramanzia nata a Napoli
Nel corso di una lunga intervista concessa alla testata The Athletic, Khvicha Kvaratskhelia ha spiegato il motivo per cui è solito scendere in campo mantenendo i calzettoni visibilmente abbassati. L’attaccante georgiano ha rivelato come questa abitudine sia nata in maniera del tutto casuale durante il suo esordio ufficiale con la maglia del Napoli, spinto dalla necessità fisica di alleviare la pressione sulle gambe.
In quell’occasione l’emozione del debutto gli aveva provocato forti crampi già nei primi trentacinque minuti di gioco, inducendolo ad abbassare i calzettoni per cercare un beneficio immediato. Subito dopo quel gesto è arrivata la sua prima rete in azzurro, trasformando una semplice esigenza tattica e fisica in una consuetudine scaramantica mai più abbandonata.
Il peso del soprannome e il paragone con Diego Maradona
L’esterno d’attacco ha poi espresso le proprie sensazioni riguardo all’affettuoso soprannome di Kvaradona attribuitogli dalla tifoseria partenopea. Il calciatore ha confessato la grande dose di orgoglio provata nell’essere accostato a una leggenda assoluta della storia del calcio mondiale, pur sottolineando la complessità nel gestire una responsabilità di tale portata.
L’eredità lasciata da Diego Armando Maradona a Napoli rimane inarrivabile per qualsiasi giocatore, ma essere accostato al mito argentino rappresenta per Kvaratskhelia uno dei riconoscimenti più gratificanti del proprio percorso professionale.
Liga
Pedri e il provino al Real Madrid: “Mi scartarono”
Pedri svela a The Players’ Tribune il retroscena del provino al Real Madrid. Il no da adolescente fino a diventare stella del Barcellona.

Il retroscena di Pedri, il rifiuto del Real Madrid prima della gloria al Barcellona
La carriera di Pedri avrebbe potuto prendere una piega diametralmente opposta a quella che oggi lo vede affermato come uno dei centrocampisti più brillanti del panorama calcistico mondiale. Il talento ventitreenne del Barcellona e della selezione spagnola ha ripercorso, in un’intima intervista concessa ai microfoni di The Players’ Tribune, un retroscena risalente ai suoi primi anni da calciatore. Il provino sostenuto con la maglia del Real Madrid, conclusosi con una bocciatura da parte della società della capitale.
Prima di affermarsi come colonna portante dei blaugrana, il giovane centrocampista si era recato a Madrid accompagnato dal padre per vivere una settimana all’interno delle strutture del club merengue. Un’esperienza rivelatasi complessa sul piano umano e logistico, trascorsa in solitudine all’interno di un hotel cittadino anziché nelle residenze della cantera insieme agli altri giovani aggregati all’accademia.
La delusione del ritorno a casa e la spinta per la consacrazione blaugrana
Al termine dei sette giorni di prova, la dirigenza del Real Madrid comunicò la decisione di non tesserare il giovane calciatore, rispedendolo a casa. Un’amarezza bruciante che Pedri ha ricordato senza peli sulla lingua, evidenziando come la dirigenza madrilena lo avesse giudicato inadatto e non strutturato per i propri standard giovanili dell’epoca.
Il ritorno nel proprio ambiente domestico rappresentò un momento di dura prova psicologica per il giovane atleta, costretto a confrontarsi con il giudizio degli amici e della comunità locale dopo l’esito negativo della prova. Tuttavia, lo stesso Pedri ha sottolineato come quella bocciatura si sia trasformata in un passaggio fondamentale per la sua maturazione personale, restituendogli grande umiltà e la ferrea determinazione necessaria per costruire il percorso che lo avrebbe poi condotto a diventare un perno inamovibile del Barcellona.
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