La storia del gratta e vinci in Italia

DiFrancesco Tripodi·Pubblicato
La storia del gratta e vinci in Italia
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L’aspetto ludico, storicamente, è uno dei tratti caratteristici del popolo italiano, alla ricerca, da sempre, di momenti di grande svago e rilassatezza, all’insegna del divertimento consapevole. Non è casuale, di conseguenza, che alcuni grandi giochi, come, ad esempio, la Tombola, siano nati dalla mente fervida e creativa degli italiani, che amano rilassarsi cercando di essere baciati dalla Dea Bendata. Negli ultimi cinque lustri, un gioco, più di altri, ha fatto letteralmente breccia nel cuore degli abitanti del Belpaese, mantenendo intatto tutto il proprio fascino ed appeal: il gratta e vinci. Dopo un lungo iter approvativo, durato circa tre anni, il gioco fu reso disponibile agli italiani il 21 marzo 1994, col concorso ribattezzato “La fortuna della fontana”, in onore di uno dei simboli italiani di maggior pregio artistico: la Fontana di Trevi.

Agli albori del “Gratta e Vinci”: il Mondiale americano ne sancì il definitivo successo

Il numero delle fontane presenti nel tagliando stabiliva l’eventuale vincita: maggiore era il numero delle fontane, più alta era la vincita. A distanza di pochi mesi dal suo lancio, questo concorso fu soppresso e sostituito da “La fortuna col Mundial”, un chiaro riferimento all’evento più sentito di quell’anno, “USA 94”, il Mondiale di calcio in cui il sogno degli Azzurri di Arrigo Sacchi si arrestò solo in finale, contro il Brasile, nella maledetta lotteria dei calci di rigore. Il successo del “Gratta e Vinci”, soprattutto in concomitanza con la kermesse calcistica statunitense, fu a dir poco travolgente. Ed uno degli elementi a decretarne il successo fu la possibilità, a differenza delle classiche lotterie nazionali, di conoscere immediatamente l’esito della vincita: grattando la parte dorata, infatti, si era consapevoli di aver vinto o perso, mentre con le Lotterie bisognava attendere settimane, se non addirittura, mesi, prima di arrivare alla tanto agognata estrazione. Una volta terminato il Mondiale, il Monopoli di Stato ideò altri due concorsi (“La Vela della Fortuna” e “La fortuna sotto l’albero”), che ebbero anch’essi un notevole riscontro positivo da parte dei giocatori italiani. Nel quinquennio che ha terminato lo scorso secolo, furono ideati altri 25 concorsi, che decretarono il gratta e vinci, da alcuni chiamato molto più semplicemente “grattino”, come uno dei passatempi preferiti dagli italiani, al punto da ispirare film e libri tematici. Tuttavia, l’attuale denominazione “Gratta e Vinci” sui tagliandi venduti ai consumatori fu impressa solo dal 2004, ovvero dieci anni dopo la propria comparsa sulle scene: fino a quel momento, nonostante fosse comunemente chiamato in quel modo, sui tagliandi venduti apparivano soltanto i nomi dei concorsi. L’identificazione immediata del gioco fece tornare il concorso, dopo un leggero appannamento agli inizi degli anni 2000, all’antico splendore, grazie anche alla rivisitazione di alcune regole.

Il concorso riesce a stare al passo coi tempi: fruibile online e possibilità di vincite sotto forma di rendita

Da dieci anni a questa parte, inoltre, il Gratta e Vinci, sfruttando il grande successo ottenuto dal concorso “Win for life”, non elargisce solo premi istantanei: alcuni concorsi, infatti, prevedono la vincita di una rendita vitalizia o temporanea e sono decisamente ricercati da una vasta fetta di utenti del gioco, che, nonostante le varie crisi succedutesi negli ultimi anni, non sono affatto calati. A rendere il gioco ancora più popolare e di facile fruizione, ci ha pensato la grande rete telematica. Al termine di una lunga fase sperimentale, Il Monopoli di Stato, correva l’anno 2006, rese legale anche il gioco del “Gratta e Vinci virtuale”, dando modo agli utenti italiani di poter sfidare la fortuna dapprima dinanzi al proprio PC e poi, con l’aumento della fruizione dei device, anche tramite smartphone o tablet. Anche in questo caso, com’era facilmente immaginabile, il successo fu immediato. Quando si gioca al “gratta e vinci online”, però, è buona norma affidarsi solo ed esclusivamente a siti seri ed affidabili, diffidando da quelli che non possono fregiarsi del bollino AAMS, ovvero non siano legalmente riconosciuti dallo Stato.
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Autore

Francesco Tripodi
Francesco Tripodi

Direttore Editoriale

Fondatore e Direttore Editoriale della testata giornalistica Calciostyle.it. Nato a Roma, classe 1981.

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