Former Italian football star Roberto Baggio laughs during his visit to the Zhejiang Sports Training Center for The Disabled in Hangzhou city, east China's Zhejiang province, 28 May 2015.
Rovente maggio 1990 per la città di Firenze: tifosi in rivolta contro la società Viola per la cessione di Roberto Baggio alla Juventus.
Il 18 maggio per i tifosi della Fiorentina, dunque, non è una data come le altre. Il passaggio della loro stella, “il Divin Codino“, provoca una rivolta incredibile nel capoluogo toscano. Una guerriglia cittadina che non si vedeva probabilmente dai moti rivoluzionari.
Italian football star Roberto Baggio waves to fans during a promotional event for Olympic products in Guangzhou, south Chinas Guangdong province, September 2, 2007.
Italian football star Roberto Baggio arrived in China August 29, 2007. It is the second time for Roberto Baggio to come to China, and he is here to be an ambassador for Olympic products. His six-day-trip in China covers Beijing, Hangzhou and Guangzhou.
Facciamo chiarezza: negli anni ’80 la rivalità Fiorentina-Juventus raggiunge i massimi livelli. Le due squadre si sono molte volte trovate di fronte, sia in campionato che in coppa. Nel 1982, poi, la Vecchia Signora vince il campionato proprio ai danni della Viola, per un solo punto di differenza.
Otto anni dopo, i bianconeri si ritrovano la Fiorentina come avversario per la vittoria di un trofeo. Questa volta si tratta della finale di Coppa UEFA del 1990. La Juventus batte ancora la squadra toscana, in una partita (tra andata e ritorno) che ha fatto urlare i tifosi allo scandalo per l’arbitraggio ritenuto troppo di parte.
Come se non bastasse qualche giorno dopo la finale arriva una notizia choc per la Fiorentina. Il procuratore della loro stella Roberto Baggio, Antonio Caliendo annuncia il trasferimento del Codino proprio alla Juventus!.
Una cessione che non si era mai vista prima, soprattutto nelle cifre. Quel 18 maggio Baggio passa alla squadra dell’avvocato Agnelli per la roboante cifra di 25 miliardi di lire, record per l’Europa. Come il costo del passaggio però, a passare alla storia è stata anche la reazione dei tifosi Viola.
Il popolo Viola si scatena, scendendo in piazza e chiedendo la “testa” del presidente Pontello. A seguire poi disordini, sassate e scontri con la polizia. Tutta una città in rivolta, per l’addio del proprio idolo. Una vera e propria guerriglia in città: Firenze riportò numerosi danni, ci furono continui scontri tra tifosi e polizia. Non fu opera di qualche gruppo di esagitati, ma tutti i tifosi, chiunque amasse la Fiorentina, scese quel giorno in piazza.
Nella conferenza stampa di presentazione, poi, Baggio rifiuta di indossare la sciarpa juventina. Dopo il trasferimento, in seguito alla prima convocazione in Nazionale, il ragazzo di Caldogno subisce sputi e continue aggressioni.
Nel campionato successivo (7 aprile 1991) Baggio torna a Firenze, con la maglia bianconera. Alla Vecchia Signora viene assegnato un rigore e il tiratore designato dovrebbe essere proprio lui. Il Divin Codino non se la sente e si rifiuta di calciare, giustificandosi col fatto che il portiere avversario, Mareggini, lo conoscesse troppo bene.
Al momento di lasciare il campo, Baggio saluta i tifosi viola e si mette al collo una sciarpa della sua ex squadra, che gli è stata lanciata dagli spalti. Tutto il Franchi si spacca a metà in quel momento. Da una parte chi non riesce a perdonare il tradimento, dall’altra chi nutre ancora un grande affetto per lui.
L’avventura in bianconero di Baggio andrà avanti fino al ’95: le sue giocate sono storia recente del calcio. Così come quel 18 maggio 1990, quando un’intera città scese in piazza per protestare contro un trasferimento di un calciatore.
Aggiornato al 18/05/2025 11:23
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