In un comunicato la curva nord dell'Atalanta annuncia quanto ha intenzione di fare nel match contro il Monza.
Atalanta, la scelta della silente indignazione
Gian Piero Gasperini
Per venti minuti resteranno in silenzio. I tifosi della curva nord dell'Atalantacalcio hanno scelto la strada della protesta muta nel match che li vedrà opposti domenica 4 giugno alle 21 al Monza in un derby lombardo tutto da gustare.
Il perché lo esprimono in un comunicato intitolato "Tutti uniti con la rabbia!!".
"Siamo stati obbligati a stare fuori dalle nostre curve durante Atalanta- Verona perché accusati di razzismo- scrivono - quando chiunque abbia vissuto o vive la curva sa che possiamo essere accusati di molte cose ma non di razzismo. Quegli attimi di rabbia e insofferenza verso gli atteggiamenti oltraggiosi dei giocatori della Juve hanno portato a cori spontanei da parte di tutto lo stadio che era stato più volte provocato. In novemila accusati di essere razzisti, diffide mirate ai ragazzi del gruppo".
Accuse che, a loro avviso, non stanno nè in cielo nè in terra. ""Per l'ennesima volta - prosegue il comunicato - si tenta di distruggere il tifo organizzato della curva nord. Una repressione assurda che mira a farci male, ogni volta con un pretesto e una scusa diversa, questa volta facendo schifosamente leva sull'opinione pubblica toccando il tema del razzismo".
Il comunicato prosegue in modo infuocato e determinato nella misura in cui la curva nord sente come ingiusta l'accusa di razzismo che le è stata rivolta. "Volete uno stadio teatro - proseguono - questo vi consegnamo oggi, nella partita contro il Monza i primi venti minuti rimarremo in silenzio e comporremo uno spazio vuoto simbolico dietro la balconata".
Dopo i primi venti minuti, però, affermano, "la rabbia dovrà esplodere come una bomba riempiendo lo spazio vuoto e colorando tutte le curve con bandiere a due aste".
Tutto "onorando il nostro grande mister (Gian Piero Gasperini, ndr)che ci deve condurre ancora all'assalto dell'Europa, più incazzati e compatti di prima".
L'auspicio è che da tale, legittima protesta non debbano vedersi originare disordini che male farebbero sia alla società sia al calcio nel suo insieme.
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