Serie A
Atalanta-Napoli, Conte: “Non siamo tanti, ma siamo affamati. Su Kvara…”

L’allenatore del Napoli ha elogiato la squadra dopo la bella vittoria di ieri contro l’Atalanta, dando anche una sua opinione sulla situazione del mercato.
Il Napoli sbanca il Gewiss Stadium di Bergamo battendo l’Atalanta per 3-2 nel match valido per la 21esima giornata di Serie A.
Una gara spettacolare, in cui i partenopei hanno prima saputo rimontare al gol di Retegui con le reti di Politano e McTominay, e poi nel secondo tempo al gol di Lookman con il perentorio colpo di testa di Lukaku a dieci minuti dal termine dal match.
Una vittoria importantissima per gli azzurri, che con la vittoria di ieri si sono portati a +6 sull’Inter e a +7 proprio sui bergamaschi. A fine gara il tecnico del Napoli Antonio Conte ha voluto elogiare la prova dei suoi ragazzi ai microfoni di Sky.
“Siamo cresciuti tanto”
“Non dobbiamo dimenticarci che all’andata loro avevano vinto per 3-0. Stiamo andando avanti nonostante le difficoltà che abbiamo incontrato tra infortuni e mercato. Avrebbero potuto ammazzare un toro, invece i ragazzi non si sono lamentati e sono andati avanti. Ho sempre sostenuto che le nostre fortune passano dai nostri miglioramenti.”

Khvicha Kvaratskhelia e Antonio Conte ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
“Il mercato? Se vengo chiamato in causa darò la mia opinione”
“Quale sarà la mossa per il dopo-Kvara? Lascio questa decisione al club. Un giovane di prospettiva? Se dobbiamo muoverci dobbiamo farlo come Dio comanda, altrimenti tanto vale rimanere con questi ragazzi ed andare avanti così. Rispetto allo scudetto vinto due anni fa sono andati via lui, Osimhen, Zielinski e Kim, senza contare Mario Rui. Non siamo tanti, ma siamo affamati, e a me basta questo.”
Serie A
Arnautovic, il futuro incerto con l’Inter

Il ritorno di Arnautovic all’Inter sembrava destinato a concludersi con rimpianti, ma l’attaccante ha sorpreso tutti, riscrivendo il finale della sua avventura.
Arnautovic: stagione travagliata, ma una rinascita
I primi mesi di Arnautovic in nerazzurro non sono stati facili. Le sue prestazioni deludenti e un atteggiamento che spesso sembrava indolente lo avevano allontanato. San Siro, che inizialmente lo aveva accolto con speranza, ora sembrava averlo definitivamente scaricato. La prospettiva di una separazione sembrava ormai certa. Proprio quando sembrava tutto perduto, l’ex giocatore del Bologna ha deciso di tornare protagonista. Un colpo di scena che ha sorpreso tutti.
Arnautovic, pur non essendo mai stato al centro del progetto iniziale: ha risposto presente nei momenti di maggior bisogno. Negli ultimi sei match da titolare, ha segnato sei gol. Tra le sue prestazioni decisive c’è quella contro il Cagliari, dove ha realizzato un gol e un assist. Un’impennata straordinaria, considerando che nelle prime 23 partite di campionato era rimasto a secco. La sua rinascita è stata evidente e, a differenza di compagni come Taremi, Arnautovic ha sfruttato l’opportunità. Come? Rispondendo con gol e prestazioni solide ogni volta che Inzaghi lo ha chiamato in causa.
Un futuro ancora possibile a Milano
Il suo ritorno al top ha alimentato voci su una possibile riconferma per la prossima stagione. Un’idea che fino a qualche settimana fa sarebbe sembrata impensabile. Nonostante il progetto dell’Inter, guidato da Oaktree, punti al ringiovanimento della rosa, Arnautovic potrebbe avere una seconda chance. Se Simone Inzaghi dovesse insistere con la richiesta di avere cinque attaccanti a disposizione, l’austriaco potrebbe rientrare nei piani.
La dirigenza dell’Inter al momento evita commenti ufficiali sulla situazione. Tuttavia, fonti vicine al club rivelano che Arnautovic ha già manifestato la sua volontà di restare un altro anno. Il suo desiderio è continuare la carriera con i nerazzurri, partecipando anche al Mondiale per Club. Tuttavia, sarebbe disposto a ridurre le sue richieste salariali per restare.
Una decisione difficile, ma inaspettata
Nonostante la decisione finale non sia ancora stata presa, l’atteggiamento di Arnautovic ha guadagnato il favore della dirigenza e dell’allenatore. Se dovesse esserci una scelta tra lui e Taremi, al momento, la preferenza sarebbe per l’austriaco. Un colpo di scena che conferma quanto il calcio possa riservare finali sorprendenti, proprio quando tutto sembra già scritto.
Il futuro di Arnautovic con l’Inter è ancora incerto. Tuttavia, la sua recente rinascita sul campo ha riaperto un capitolo che sembrava ormai concluso. La speranza di un rinnovo non è mai stata così viva.
Serie A
Fiorentina-Parma, le formazioni ufficiali

Fiorentina-Parma, incontro valido per la 32^ giornata del campionato di Serie A: le scelte ufficiali di Raffaele Palladino e Cristian Chivu.
Fiorentina-Parma è uno dei due match della domenica di Serie A alle ore 15.
Dopo la partita in Conference League contro l’NK Celje, la Fiorentina ripartirà dalla sfida contro il Parma della 32^ giornata di Serie A. La squadra di Palladino proverà ad avvicinarsi al quarto posto, mentre quella di Chivu ad allontanarsi ancor di più dalla zona retrocessione.
Entrambe le squadre si presentano all’incontro dopo aver pareggiato per 2-2 nella precedente giornata di Serie A, risultati maturati però in modo diverso.
La Fiorentina, in vantaggio 2-0 a San Siro contro il Milan, si è fatta rimontare dai rossoneri; il Parma invece ha avuto la forza di riuscire a pareggiare contro l’Inter dopo essere andato sotto di due goal.
Di seguito la designazione arbitrale e le formazioni ufficiali.
La designazione arbitrale
ARBITRO: MANGANIELLO
ASSISTENTI: SCATRAGLI – MORO
IV: COSSO
VAR: LA PENNA
AVAR: PEZZUTO
Fiorentina-Parma, le formazioni ufficiali
Serie A
Monza in crisi: sconfitta senza lotta

Il Monza continua a vivere una stagione da incubo, e la sconfitta contro il Venezia: l’ennesima in una lunga serie. La squadra ha perso ogni speranza.
Crisi totale per il Monza
La partita, che poteva rappresentare una possibilità di riscatto contro un avversario alla portata, si è trasformata. È diventata l’ennesima dimostrazione di impotenza. Il Monza ha ceduto senza neanche lottare. Quella che ormai appare come una vera e propria crisi esistenziale per il club brianzolo non è solo la terza sconfitta consecutiva.
È l’evidente disfacimento di un gruppo che non sembra più avere né la forza né la volontà di reagire. La sconfitta contro il Venezia, infatti, non è un caso isolato: sono 21 le partite perse in 32 giornate di campionato. Questo dato evidenzia la fragilità di una squadra che sembra aver completamente abdicato alla propria missione. La parola “lotta” è ormai un concetto sconosciuto al Monza, che non riesce a trovare la forza per combattere nemmeno contro una diretta concorrente.
La rassegnazione e le parole di Nesta
Il problema non è solo tecnico, ma psicologico e mentale. Il Monza non è più una squadra, ma un insieme di individui che hanno perso la capacità di reagire di fronte alle difficoltà. Non si gioca più con passione, non si corre più con determinazione, non si lotta più. La situazione sta diventando insostenibile. Ogni settimana che passa porta con sé una nuova umiliazione, contribuendo a svuotare sempre di più la dignità di un club che rischia di rimanere sepolto in una spirale negativa senza fine.
Il tecnico Alessandro Nesta, pur non essendo esente da colpe, ha mostrato ancora una volta grande onestà intellettuale. Ha riconosciuto le difficoltà della squadra e ammesso che qualcosa non sta funzionando. Tuttavia, le sue parole non trovano riscontro sul campo. Nesta ha tentato di motivare i suoi giocatori, esortandoli a lottare e a onorare la maglia, ma i risultati restano invariati, con un Monza privo di identità e di volontà di reagire. Le sue parole nel post-partita riflettono una realtà amara, poiché il Monza sta lentamente perdendo la sua dignità e non sembra esserci alcuna via di salvezza.
Reset totale per non retrocedere
In un campionato che volge al termine, la situazione del Monza appare ormai compromessa. La Serie A, se non una chimera, sembra sempre più distante. Il prossimo anno, per risalire e ripartire, servirà un reset totale. Cambiare giocatori, staff, e mentalità è l’unica strada percorribile per non perdere definitivamente il treno della salvezza. Il Monza è chiamato a reagire, ma prima di tutto deve ritrovare se stesso. Altrimenti, rischia di scomparire nel dimenticatoio della Serie A, senza aver mai lottato davvero.
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