L'agente del tecnico del Bologna ha parlato del futuro del suo assistito, dopo i vari interessamenti dei top club italiani per l'ottima stagione con i felsinei.Dario Canovi, agente dell'allenatore del Bologna Thiago Motta, è intervenuto ai microfoni di TvPlay soffermandosi sul futuro del suo assistito.
Fonte: pagina Facebook del Bologna
Di seguito le sue parole:
"Tra me e lui c’è la promessa che prima che io muoia voglio vedere che guida una squadra che sta giocando la Champions, se fosse col Bologna sarebbe una cosa e una roba da scrivere nella storia. Sarebbe bellissimo, lui è stimolato, non certo per questo mio desiderio di vederlo in Champions prima di morire, magari un pochino, ma ci arriverà".
Sul futuro:
"Ora non posso dire nulla e non c’è nulla, se ne occupa Alessandro (figlio di Dario Canovi e agente di Thiago Motta, ndr), ma non date retta a niente, non c’è nulla e non sta parlando con nessuno che non sia il Bologna. Saputo vuole il rinnovo e, vi dirò, non è così impossibile. Conosco Thiago e se la proprietà, che i soldi li ha e anche tanti, mette in mano un progetto importante a Thiago dandogli anche fiducia e un pò di mano libera, lui ci rifletterà e potrebbe anche restare e rinnovare. A Bologna sta benissimo, non pensava di stare così bene".
Nuovo Gasperini?
"Potrebbe fare al Bologna quello che ha fatto l’Atalanta con Gasperini. A Thiago queste cose piacciono da matti. Lo ripeto, Thiago Motta è prima un grande uomo e poi un grande allenatore, lo diventerà grandissimo anche".
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All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
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