Serie A
Bologna, Italiano: “Domani ci faremo trovare pronti, dovremo avere più fame di loro per fare punti”
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Il tecnico del Bologna Vincenzo Italiano ha rilasciato delle dichiarazioni in conferenza stampa in vista del match contro il Genoa in programma sabato alle 15:00
Di seguito le dichiarazioni rilasciate dal tecnico del Bologna Vincenzo Italiano rilasciate in conferenza stampa in vista del match contro il Genoa di Alberto Gilardino in programma sabato alle 15:00 allo stadio Lugi Ferraris.
Bologna, le parole di Italiano
4 nuovi infortunati oggi, moltissime assenze, arrivate inaspettatamente all’ultimo
“Purtroppo è così, mi dispiace perchè si parla sempre che dopo le soste si può lavorare bene, poi però quando arrivano i nazionali tornano con qualche minuto nelle gambe, però a questo giro perdiamo Aebischer, Ndoye, Iling e Erlic, oggi Lucumi appena arrivato ha lavorato a parte. Lavoriamo una partita alla volta, ci faremo trovare pronti, ma sono molto dispiaciuto per questa situazione con i rientri dei nazionali, avremo tanti impegni nei prossimi 20, non mi fa piacere”
Ndoye recupera per la Champions? Cos’ha pensato per gli esterni? Dominguez è pronto?
“Aebischer problema all’adduttore, Ndoye carico di fatica, Erlic lesione, Iling simil Pobega al collaterale, ci vuole tempo per andare via. Dobbiamo iniziare ad attingere energie e prestazione da alcuni ragazzi che hanno dato meno e avuto poco spazio, serviva aspettarli. Sapevo e so che in questo cammino ci possono essere difficoltà, avete visto cosa succede, ti mancano giocatori importanti, pensi qualcosa e vieni smentito da qualcosa che accade. Dovremo essere tutti pronti, Karlsson Orso e Odgaard, tutti. Mi dispiace solo per questa situazione”.
Quali esercitazioni ha fatto per migliorare l’attacco?
“Mi dà da pensare, dobbiamo essere più bravi nella rifinitura, mettere il compagno nelle condizioni di fare gol, ne abbiamo parlato con i ragazzi, i gol devono arrivare anche dai centrocampisti, sulle palle inattive, dai difensori, in situazioni in cui dobbiamo ottimizzare. Dobbiamo continuare a battere su questo punto di vista. Sono convinto che nelle situazioni di ultimo passaggio possiamo migliorare “.
Karlsson?
“Si sta impegnando, sta cercando di raggiungere una condizione diversa, aveva una caviglia che non gli dava la possibilità di giocare in condizioni massimali, sta capendo le richieste dell’allenatore. Lì davanti dovremo essere capaci di sfruttare i momenti, ne ho parlato con lui, con il Parma ad esempio uno come lui deve dare qualcosa di più, ha tirato rientrando dentro il campo, lo deve cercare con maggiori intenzioni. L’infortunio estivo un po’ lo ha condizionato, la solita caviglia, un po’ ha perso era partito bene, ma lo sa anche lui sta lavorando, lo attendiamo. Lui è tranquillo lo sa, siamo 6 esterni, ora Iling e Ndoye non ci sono”.
Freuler ha sempre giocato in campionato, come andrà gestito?
“È un trascinatore, si merita tutto quello che sta raggiungendo, ha la fortuna di avere un grandissimo fisico, e questo gli permette di essere sempre al top. Spero che i gol inizi a farli anche qui, non solo in nazionale (sorride ndr)”.
Odgaard come sta? Lo vede anche punta?
“In questo momento visti gli infortuni ovviamente ne stiamo parlando, valuto tutti settimanalmente, partita dopo partita, vedo tutti e 6 gli esterni ad ogni allenamento, possono essere tutti utili. In attacco si vincono le partite, sono importanti i titolari e chi subentra”.
Come valuta Urbanski e Skorupski nella squadra e il giovane polacco Labedski?
“Di Skorupski e Urbanski c’è poco da dire, sono due giocatori importanti per la squadra, Urbanski è un titolare inamovibile della squadra della Polonia, Lukasz è un veterano, portiere affidabile e qui un leader.
Sono rimasto sorpreso di Jan Labedski, ha personalità e qualità, secondo me il Bologna in Primavera ha giocatori interessanti e Labedski è uno di questi”.
C’è stato sovraccarico di lavoro in nazionale secondo lei?
“I ragazzi convocati non vedono loro di giocare con le rispettive nazionali, capisco poi che quando si va in nazionale si fa fatica a lavorare in maniera intensa e facendo 180′ in 3 giorni i giocatori tornano stanchi e sovraccaricati, quindi noi non li rischiamo e di questo parlo quando dico della situazione “gratuita” degli infortunati”.
Dallinga e Castro sono due giocatori che possono coesistere come con Beltran l’anno scorso? Come state lavorando con Dominguez?
“No, per me sono tutte e due prime punte, nel forzare la partita a gara in corso si, ma sono due prime punte, due attaccanti, Beltran era più brevilineo. Lo abbiamo fatto a gara in corso con il Como ma sono due uomini d’area, due prime punte. Dominguez è arrivato con grande voglia, ha iniziato a mille, poi però è normale, è lontano da casa, c’è una fase di down inevitabile, ma ora torna sorridente, l’ho visto bene e sta crescendo molto”.
Un aneddoto con GIlardino?
“Abbiamo fatto 2000/2001 e 2001/2002, lui era giovane io ero un vecchio, arrivava da Piacenza, si è dimostrato poi un attaccante di grande livello, lo sappiamo tutti. Ci siamo salvati per due anni. Ho bei ricordi Gila, lo saluterò molto volentieri”.
Domani il Genoa è affamatissimo.. ma anche il suo Bologna..
“Domani si affrontano due squadre che devono far punti, vedremo chi sarà più affamato dell’altro, a Marassi bisogna pareggiare questa voglia di far punti, poi chi sarà più bravo vincerà la partita, ma dovremo avere la stessa loro fame”.
Si aspetta un Genoa diverso anche come sistema?
“Vedremo se riproporranno lo schieramento visto come contro Roma e Juve, hanno tanti infortunati dovremo essere pronti a tutto”.
E Birmingham?
“Da domani ci penseremo, spero di recuperare qualcuno tipo Ndoye, ma concentriamo sul campionato e la partita di domani”.
Serie A
Il Napoli che verrà: Conte chiede garanzie sul mercato
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L’emergenza infortuni nel Napoli riaccende il dibattito sui mancati colpi del mercato invernale. Conte chiede garanzie per il futuro.
Nonostante i recenti recuperi di Spinazzola e Olivera, il Napoli continua a fare i conti con un’infermeria piena. L’ultima tegola è lo stop di Frank Anguissa, che salterà lo scontro Scudetto contro l’Inter a causa di una lesione distrattiva del muscolo soleo della gamba destra. Non saranno della partita neanche David Neres, ancora alle prese con problemi alla coscia, e Pasquale Mazzocchi, vittima dello stesso infortunio di Anguissa.
Di conseguenza, è quasi certo che, come nella sfida con il Como, sarà Philip Billing a completare il centrocampo con Lobotka e McTominay. In attacco, il possibile ritorno al 4-3-3 con Olivera in difesa potrebbe portare Spinazzola ad avanzare nel tridente, data la non perfetta condizione di Okafor. Questa soluzione, però, mette ancora una volta in evidenza un grosso problema: il Napoli non ha risorse dalla panchina.
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LEONARDO SPINAZZOLA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Napoli, poche alternative contro l’Inter
Le scelte per i cambi a partita in corso sono ridotte al minimo. A centrocampo l’unico sostituto naturale è Billy Gilmour, che può prendere il posto di Lobotka, ma senza garantire varianti tattiche. McTominay e Billing, invece, saranno costretti agli straordinari. Anche Giacomo Raspadori potrebbe essere utilizzato da mezzala in caso di necessità, ma con un’attitudine molto più offensiva.
Nel reparto avanzato, oltre a Okafor, l’unica alternativa sulle fasce sarebbe Cyril Ngonge, che però ha deluso nelle ultime apparizioni e non gode della fiducia di Antonio Conte.
Tutte queste difficoltà non fanno che riaccendere il dibattito sulle scelte della società nel mercato invernale. Anche il direttore sportivo Giovanni Manna ha espresso delusione per la sessione di gennaio, e lo stesso Conte ha lasciato trasparire la sua insoddisfazione nelle ultime interviste.
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ANTONIO CONTE PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Il futuro di Conte e le garanzie
Le difficoltà attuali e le lacune della rosa hanno subito alimentato le voci sul futuro di Conte, con alcuni rumors che lo vedrebbero già pronto a lasciare il Napoli dopo solo una stagione. Tuttavia, prima di prendere qualsiasi decisione, l’allenatore chiederà garanzie per il futuro.
Conte ha ribadito più volte di voler costruire una squadra competitiva per il vertice, ma per farlo ha bisogno di certezze sul prossimo mercato estivo. De Laurentiis dovrà rispondere con i fatti, investendo sui giocatori giusti grazie ai proventi derivanti dalle cessioni di Kvaratskhelia (passato al PSG) e Victor Osimhen (corteggiato dal Manchester United). A queste cifre si aggiungeranno quelle dei riscatti di alcuni prestiti e di altre cessioni, con diversi giocatori destinati a lasciare la squadra partenopea nei prossimi mesi.
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IL DIRETTORE SPORTIVO DEL NAPOLI GIOVANNI MANNA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Napoli, continua la rifondazione in estate?
L’estate potrebbe finalmente portare quella rifondazione che ci si aspettava già lo scorso anno. L’obiettivo della dirigenza sarà costruire una rosa capace di competere su più fronti, dato che la qualificazione alle coppe europee sembra ormai scontata.
Per accontentare Conte, il Napoli non dovrà puntare solo su titolarissimi, ma anche su riserve di qualità in grado di garantire un alto livello di competitività per tutta la stagione.
Serie A
L’Atalanta, Gasperini e le crepe insanabili
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Gasperini e l’Atalanta sono un connubio che, a tratti, sembra imprescindibile, ma gli ultimi sviluppi in Champions League sembra abbiano mostrato qualche crepa.
Nonostante l’affetto dei tifosi e la stima che il club nerazzurro di Bergamo ha avuto e, apparentemente, continua ad avere ne confronti del proprio allenatore, Gian Piero Gasperini ha dichiarato che non ci sarà un prolungamento di questo matrimonio.
Basta. Alla fine del suo contratto il rapporto tra Gasperini e l’Atalanta sembra destinato a chiudersi. Senza rancori.
Forse, però, con qualche rammarico: aver perso la possibilità di andare avanti in Champions League ha scosso gli animi febbricitanti di eccitazione in casa nerazzurra.
Se Gian Piero Gasperini non avesse fatto alzare la coppa dell’Europa League al club bergamasco la scorsa stagione, probabilmente il loro rapporto sarebbe già terminato da un pezzo.
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GIAN PIERO GASPERINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
L’Atalanta voleva proseguire in Champions League
Dopo la vittoria di Dublino, l’Atalanta ci ha creduto, eccome, di poter sognare anche in Champions.
Avanzare in Coppa dei Campioni era un obiettivo ampiamente alla portata e con Gasperini, che era ed è l’uomo dei miracoli, sarebbe stato strano non sperarci.
Gasperini subì la fascinazione di lasciare l’Atalanta e di approdare in quel di Napoli (dopo l’incontro con De Laurentiis) ma scelse di rimanere in quel club e in quella città che aveva imparato ad amare. Gasperini aveva scelto di nuovo l’Atalanta.
Proprio la vittoria in Europa League aveva permesso il rinnovo contrattuale del mister di Gugliasco: un rinnovo per un altro anno (fino a giugno 2026) e poi chissà.
Dopo la sconfitta in Champions, l’Atalanta e Gasperini hanno – almeno un po’ – smesso di amarsi e il mister ha parlato del termine del suo contratto.
Le parole di Percassi (amministratore delegato dell’Atalanta), di domenica sera, appaiono chiare: “Se la sua volontà sarà quella di non rinnovare, lo capiremo: ce ne faremo una ragione”.
Nonostante la vittoria contro l’Empoli e l’attuale terzo posto in Serie A, Gasperini appare irremovibile e sembrerebbe che questo idillio sia giunto a compimento. Forse non si può avere di più, non per loro.
Sempre il mister Gasperini, dopo l’uscita dalla Champions League, aveva parlato dell’obiettivo ambizioso di provare a vincere lo Scudetto. Una vera e propria novità, non proprio tipico dello stile del club e del tecnico. Se si dovesse raggiungere questo traguardo, sarebbe scritta una pagina di storia per il club, mai vincitore del tricolore.
Dopo l’Atalanta? E’ presto dirlo ma si vocifera che Ranieri (oggi allenatore della Roma ma scelto come dirigente per il futuro del club) abbia segnalato proprio Gian Piero Gasperini.
Per adesso, però, occhi puntati sulla prossima partita di campionato: contro il Venezia è vietato sbagliare.
Serie A
Roma, e se fosse Fabregas il tecnico del futuro?
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A pochi giorni da Roma-Como, Ranieri ha voluto sottolineare il lavoro di Fabregas, alimentando le voci di un interesse giallorosso per il tecnico spagnolo.
La Roma ha completamente cambiato marcia sotto la guida di Claudio Ranieri e ora si prepara ad affrontare il Como, squadra che all’andata rappresentò forse il punto più basso della stagione giallorossa.
Ma i lariani di oggi non sono quelli di qualche mese fa: il mercato di gennaio ha alzato notevolmente il tasso tecnico della squadra lombarda, che ora esprime un calcio più vicino alle idee di Cesc Fabregas e sta raccogliendo risultati di prestigio, come dimostrano le recenti vittorie contro Fiorentina e Napoli.
A pochi giorni dalla sfida contro il Como, proprio Ranieri ha speso parole importanti per il suo collega spagnolo, sottolineando come nei prossimi anni possa diventare uno dei migliori allenatori al mondo.
Un’investitura che potrebbe non essere casuale: la Roma è ancora alla ricerca del suo tecnico per la prossima stagione e Fabregas potrebbe diventare un’opzione molto intrigante, capace di attrarre giovani talenti e di rappresentare il punto di partenza per un progetto a lungo termine.
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CESC FABREGAS ALZA LE MANI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Roma, Fabregas solo una suggestione?
Se le parole di Ranieri su Fabregas possono sembrare un semplice attestato di stima, in realtà potrebbero celare qualcosa di più profondo. Il tecnico spagnolo ha tutte le caratteristiche che i Friedkin cercano per la prossima guida tecnica: giovane, ambizioso, con una filosofia di gioco moderna e in grado di attrarre talenti emergenti, come dimostrano gli arrivi in Lombardia di Nico Paz e Assane Diao.
L’ex campione di Arsenal, Barcellona e Chelsea sta dimostrando di avere idee chiare e un’identità tattica definita, che sta permettendo al Como di giocarsela con chiunque. La Roma, alla ricerca di un allenatore con cui avviare un progetto solido e duraturo, potrebbe vederlo come una scommessa dal grande potenziale.
Tuttavia, ci sono alcuni ostacoli non di poco conto che potrebbero complicare il suo arrivo nella capitale.
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CESC FABREGAS ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Il Como non molla
Fabregas ha trovato nel Como un ambiente ideale per crescere come allenatore. A differenza di una piazza esigente come Roma, in Lombardia ha grande libertà e lavora senza la pressione costante del risultato. La società lariana gli ha sempre garantito supporto incondizionato, anche nei momenti più difficili, e ha costruito attorno a lui un progetto ambizioso, come dimostrano gli investimenti sul mercato e sullo stadio.
Inoltre, lo spagnolo è legato al club da un contratto fino al 2028, un vincolo che rende difficile immaginare un addio a breve termine. Se la Roma volesse davvero puntare su di lui, dovrebbe prima convincere Fabregas e poi trattare con il Como, che difficilmente si priverà del suo tecnico.
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LA GRINTA DI GIAN PIERO GASPERINI CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Roma, Gasperini resta il favorito
Proprio per questo motivo, il nome più caldo per la panchina giallorossa rimane quello di Gian Piero Gasperini. Il tecnico dell’Atalanta sembra destinato a chiudere il suo lungo ciclo a Bergamo a fine stagione, e la Roma ha già iniziato a sondare il terreno per capire le sue intenzioni.
Gasperini sarebbe un profilo di esperienza e garanzia, capace di lavorare con una rosa giovane e di valorizzare i giocatori a disposizione. Bisogna anche ammettere che è un allenatore dal carattere forte e divisivo, e non tutti i tifosi vedrebbero il suo arrivo con entusiasmo.
E Ranieri? Al momento, il tecnico testaccino ha escluso qualsiasi ipotesi di permanenza sulla panchina giallorossa, ribadendo di essere tornato solo per dare una mano. Ma da qui a giugno, tutto può cambiare.
Intanto, la sfida contro il Como sarà un’occasione per osservare da vicino Fabregas e capire se l’investitura di Ranieri è solo un complimento o un indizio sul futuro della panchina della Roma.
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