DAVIDE NICOLA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Alla vigilia di Cagliari-Juventus, l’allenatore rossoblù Davide Nicola è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match.
DI seguito un estratto delle parole del tecnico del Cagliari, che contro la Juventus cerca un altro risultato di prestigio dopo il pareggio dell’andata e quello nell’ultima giornata in casa dell’Atalanta.
Domani c’è una partita speciale. La squadra come ha vissuto questa settimana?
“Siamo in atmosfera da competizione. Oggi abbiamo goduto del supporto dei tifosi, un elemento fondamentale dal punto di vista psicologico. Abbiamo lavorato intensamente in preparazione, pronti ad affrontare un avversario di alta qualità”.
Che tipo di prestazione si aspetta dalla Juventus?
“In Champions hanno mostrato un grandissimo livello per almeno un’ora. Avremo l’opportunità di creare situazioni pericolose. Questa partita ci offrirà spazi per attaccare. Affronteremo una squadra che gioca un calcio moderno, capace di sfruttare i mediani per infilare i due centrali, costruendo gioco in ampiezza.
Sappiamo che contro le grandi formazioni ci siamo distinti, e dovremo entrare in campo con lo spirito giusto, riconoscendo la qualità dell’avversario ma fiduciosi nelle nostre capacità”.
Rome, Italy 4.11.2024 : Cagliari team lined up before Italian football championship Serie A Enilive 2024-2025 match SS Lazio vs Cagliari Calcio at Stadio Olimpico in Rome on November 04, 2024.
I tifosi sperano in un successo. Pensate che domani sia l’occasione giusta per battere una big?
“È complicato dare una risposta a questa domanda. Desideriamo vincere e ci impegneremo al massimo. Abbiamo la volontà di affrontare e battere le big”.
Sarà una partita simile a quella di Bergamo?
“No, sono due squadre completamente diverse. L’Atalanta ormai vanta uno status internazionale, mentre la Juventus sta recuperando il proprio. Il modo di attaccare e la gestione dello spazio non sono gli stessi. Dovremo superare la prestazione vista a Bergamo, mantenendo alta l’aggressività. L’andata è stata di buon livello, ma ora la Juventus, con giocatori come Kolo Muani, è molto più aggressiva”.
Pensate che la Juventus sarà un po’ stanca?
“No, entrerà in campo con uno spirito combattivo. I giocatori sono ormai abituati a disputare più partite e a recuperare rapidamente. Nel calcio, non basta correre, bisogna farlo in maniera efficace. Correre senza qualità non porta risultati”.
Come stanno gli infortunati?
“Gaetano ha recuperato ma devo ancora decidere se utilizzarlo fin dal primo minuto o più avanti. Coman continua nel suo percorso, dimostrando progressi costanti. Luvumbo si sta impegnando al massimo, anche se, a livello mentale, ha paura di una ricaduta, che è normale”.
Il clean sheet di Caprile a Bergamo segna un passo avanti in termini di concentrazione?
“Abbiamo giocato in modo ordinato. Abbiamo mantenuto alta la concentrazione, soprattutto nella lettura della partita. La capacità di transitare da una fase all’altra è cruciale, ed è evidente che la concentrazione debba rimanere costante”.
Quanto può crescere Adopo?
“È la prima volta che mostra continuità nelle prestazioni e tocca a noi creare le condizioni ideali per lui. Ha enormi margini di crescita: deve perfezionare alcuni dettagli, migliorare la lettura degli spazi, aumentare la sua incisività e posizionarsi correttamente in fase difensiva. Non mi aspetto risultati immediati, visto che è ancora giovane”.
Ha avuto modo di parlare con Palomino? La preoccupa l’idea di perderlo?
“La notizia della sua partenza pare sia vera e io sono contento per lui. Per noi è importante e non abbiamo interesse nel cederlo. Quando viene chiamato in causa è sempre pronto, e aiuta molto anche i più giovani. Se dovesse decidere di andare via, non lo ostacolerei”.
Quali momenti l’hanno fatto sentire particolarmente fiero di guidare il Cagliari?
“Sin dai primi istanti, quando ho visto l’affetto dei tifosi. Personalmente mi gratificano le centinaia di lettere che ricevo dai bambini. Sto organizzando le risposte, perchè è giusto farlo. Il futuro di questo sport sono proprio i bimbi”.
Come ha cambiato l’atteggiamento della squadra, soprattutto in trasferta?
“E’ un lavoro che non finisce mai. Lavoro soprattutto sul campo e sul gruppo, perché sul piano mentale non posso fare molto. Cerco solo di far capire l’importanza dell’unità di intenti”.
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